30/04/2015
Con sentenza n. 18069 del 29 aprile 2015, la Corte di Cassazione, quarta sezione penale, ha annullato senza rinvio la pronuncia di inammissibilità dell’appello avverso la condanna dell’imputato per il reato di guida senza patente.
Tra gli altri motivi di gravame, denunciava il ricorrente la violazione dell’art. 178 lett. C) c.p.p. per essere stata disattesa la richiesta di rinvio, per assoluto impedimento, proposta dal difensore di fiducia dell’imputato.
Sul punto la Cassazione,...
29/04/2015
Con sentenza n. 17673 depositata il 28 aprile 2015, la Corte di Cassazione, seconda sezione penale, ha rigettato il ricorso presentato da un imprenditore avverso l’ordinanza con cui il Tribunale – a seguito di rinvio dalla Corte di Cassazione – confermava il sequestro di alcuni suoi beni, nell’ambito di un procedimento penale che lo vedeva indagato per corruzione.
La Cassazione ha respinto, con la presente pronuncia, tutti i motivi di impugnazione avanzati dal ricorrente, tra cui, in primis,...
28/04/2015
Secondo la Corte di cassazione - sentenza n. 17655 del 27 aprile 2015 - integra il reato di truffa aggravata, e non quello di concussione, la condotta realizzata congiuntamente da due autori, uno dei quali un carabiniere, al fine di indurre la parte lesa, con l'inganno e la specifica simulazione di situazioni pericolose, a fidarsi di loro per una più pregnante azione di controllo, così ottenendo l'ingiusto profitto della riscossione delle somme richieste, in virtù di tale rapporto di fiducia, a...
25/04/2015
Le Sezioni unite penali di Cassazione, con la sentenza n. 17325 del 24 aprile 2015, hanno affermato il principio di diritto secondo cui, in materia di delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico di cui all'articolo 615-ter del Codice penale, il luogo di consumazione del reato è da considerare quello nel quale di trova il soggetto che effettua l'introduzione abusiva o vi si mantiene abusivamente.
Nel caso specificamente esaminato, è stata dichiarata la competenza...
25/04/2015
In materia di restituzione in termini per proporre opposizione a decreto penale di condanna, è onere dell'imputato allegare il momento in cui è venuto a conoscenza del provvedimento.
Per contro, spetta al giudice verificare che l'istante non abbia avuto tempestiva cognizione dello stesso.
Rimangono, in ogni caso, a carico dell'istante le conseguenze del mancato superamento dell'incertezza circa l'effettiva conoscenza del provvedimento ritualmente notificato.
E' quanto precisato...
24/04/2015
Con sentenza n. 187 depositata il 4 febbraio 2015, il Tar Lombardia, sede di Brescia, ha accolto il ricorso presentato da un conducente avverso l’ordinanza con cui la Prefettura gli aveva sospeso la patente di guida, a causa della perdita di requisiti morali ex 120 del Codice della Strada.
Alla base della revoca della patente, in particolare, vi era la condanna del ricorrente emessa ex art. 444 c.p.p., per detenzione illecita di sostanze stupefacenti (nella specie, coltivazione presso la...
24/04/2015
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 del 23 aprile 2015, è stata pubblicata la Legge n. 47 del 16 aprile 2015 contenente modifiche al Codice di procedura penale in materia di misure cautelari personali.
Le nuove disposizioni, in vigore dall'8 maggio 2015, sanciscono, in particolare, il carattere solo residuale della misura della custodia cautelare in carcere, carcere che potrà quindi essere disposto solto quando le altre misure coercitive o interdittive, anche se applicate cumulativamente,...
24/04/2015
Con sentenza n. 16924 depositata il 23 aprile 2015, la Corte di Cassazione, sesta sezione penale, ha respinto l’istanza di remissione ad altra sede processuale, presentata da un avvocato, relativamente ad un procedimento penale pendente a suo carico, per i plurimi reati di falso, furto aggravato e calunnia.
Detta istanza di remissione era motivata su ragioni di incompatibilità ambientale presso l’attuale sede giudicante, per aver proposto l’imputato un’azione di risarcimento danni in sede...
23/04/2015
Con sentenza n.16769 depositata il 22 aprile 2015, la Corte di Cassazione, seconda sezione penale, ha accolto il ricorso di due genitori avverso la pronuncia con cui il Gip aveva dichiarato di non procedere – ai sensi dell’art. 26 D.p.r. 448/1988 e art. 97 c.p. – nei confronti del loro figlio, in quanto non punibile perché minore di quattordici anni.
Lamentavano i ricorrenti, in particolare, come detta formula di proscioglimento non fosse conforme ai principi costituzionali, in quanto non...