Legge di Bilancio 2025: aliquote Irpef, bonus casa, detrazioni fiscali

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Legge di Bilancio 2025: aliquote Irpef, bonus casa, detrazioni fiscali

Gettate le basi per il DDL di bilancio 2025 dal Consiglio dei Ministri n. 100 del 15 ottobre 2024: la legge va approvata definitivamente entro il 31 dicembre. Dunque, il percorso è ancora lungo e molte misure potrebbero variare o potrebbero entrarne di nuove. Il testo non risulta ancora disponibile.

Nella stessa riunione è stato approvato:

Modifiche all’imposta sostitutiva Cpb

Il Collegato alla legge di bilancio 2025 modifica le norme sull'imposta sostitutiva per le annualità ancora verificabili per i soggetti Isa che optano per il concordato preventivo biennale.

Tali soggetti che aderiscono entro il 31 ottobre 2024, possono avvalersi di un sistema di ravvedimento volontario, che implica il pagamento di un'imposta unica sulle tasse sui redditi, sulle addizionali correlate, e sull'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).

Il decreto Collegato adegua le regole per il ravvedimento, specificando che per gli anni 2020 e 2021, le cause di esclusione dagli Isa dovute alla pandemia di COVID-19 possono essere accettate come cause di esenzione dall'applicazione degli ISA.

Ddl di bilancio 2025: le risorse

Come noto, il nodo principale delle varie manovre di bilancio sono le coperture.

Per ottenere le necessarie coperture finanziarie, si prevede una riduzione del 5% nelle spese dei ministeri, da cui si stima di ricavare 3 miliardi di euro. Da questa misura sono escluse la Sanità, che riceverà un incremento di fondi di 3,7 miliardi, anche per consentire l'assunzione di 30 mila tra medici e infermieri, e gli enti locali.

Inoltre, i giovani laureati che intraprendono specializzazioni in medicina d'urgenza vedranno un aumento della loro retribuzione di 200 a 400 euro mensili, con l'obiettivo di alleviare la carenza di personale nei Pronto Soccorso.

Il settore bancario contribuirà alla manovra finanziaria con circa 3,5 miliardi di euro suddivisi tra il 2025 e il 2026, apportando una media di 1,75 miliardi ogni anno.

Questo accordo è stato raggiunto tra rappresentanti del settore del credito, guidati dall'Associazione Bancaria Italiana (ABI), e i funzionari del Ministero dell'Economia.

Il contributo delle banche, che funge da anticipazione di cassa e pertanto deve essere restituito, comporterà il posticipo delle deduzioni per le svalutazioni dei crediti e le perdite connesse all'adozione dei principi contabili Ifrs9 per gli anni 2025 e 2026.

Calcolare l'esatto ammontare delle deduzioni annuali non è semplice, specialmente perché il Ministero dell'Economia e le banche applicano modelli diversi. Per questo, fino a ieri i numeri proposti dalle parti differivano, stabilizzandosi tra 3 e 3,35 miliardi per il biennio.

La differenza fino a raggiungere i 3,5 miliardi sarebbe coperta dal posticipo delle deduzioni legate alle stock options.

Il comitato esecutivo dell'ABI, presieduto da Antonio Patuelli, studierà i dati forniti dal Mef.

Le deduzioni posticipate saranno gradualmente recuperate dalle banche nel corso dei tre anni successivi al biennio, quindi tra il 2027 e il 2029.

Ddl bilancio 2025: Irpef a tre scaglioni strutturale

La legge di bilancio poggia su due pilastri fondamentali: la trasformazione strutturale della riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti e la revisione dell'Irpef in un sistema a tre scaglioni, che sostiene principalmente i redditi medio-bassi. Dunque, le due misure non dovranno essere rifinanziate ogni anno.

In merito all'Irpef, la manovra si pone tra due livelli: inizialmente si manterrà la struttura attuale, con l’accorpamento su tre scaglioni delle aliquote IRPEF già in vigore nel 2024; in un secondo momento la seconda fascia di aliquota (per i redditi tra 28mila e 50mila euro) potrebbe essere ridotta dal 35% al 33%, a patto di ottenere le necessarie coperture finanziarie.

Un articolo di collegamento è presente nel decreto fiscale legato alla manovra, ma per completare questa modifica sono necessari ancora 1,5 miliardi di euro, che potrebbero arrivare dal concordato preventivo.

Ddl bilancio 2025: Nuova Sabatini e contratti di sviluppo

Dal punto di vista delle iniziative di politica industriale, il ministero delle Imprese e del made in Italy ha chiesto l’inserimento nella legge di Bilancio 2025 di altri fondi per:

  • Contratti di sviluppo,
  • Nuova Sabatini,
  • Accordi per l’innovazione.

È necessario un ulteriore finanziamento per i contratti di sviluppo al fine di risolvere le situazioni di istanze già approvate ma attualmente in sospeso per mancanza di fondi.

Anche la Nuova Sabatini, l’incentivo che riduce i tassi d'interesse sui finanziamenti che le aziende contraggono per l'acquisto o il leasing di beni strumentali, necessita di altre risorse finanziarie.

Nel pacchetto proposto dal Mimit, anche la richiesta di estensione di un anno dell'attuale configurazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

Ddl bilancio 2025: revisione delle agevolazioni fiscali

La ristrutturazione delle agevolazioni fiscali si concentra sulle detrazioni, seguendo una strategia duplice: il limite sarà variabile in base al reddito e al numero di componenti della famiglia.

I tecnici stanno definendo un quoziente familiare, basandosi sul modello già utilizzato per definire l'ambito di applicazione del Superbonus.

Le modifiche includeranno anche le spese mediche e gli interessi passivi sui mutui per l'acquisto della prima casa, ma queste non avranno effetto retroattivo: la limitazione si applicherà solamente ai nuovi finanziamenti concessi a partire dal 2025.

Questa misura mira a favorire le famiglie più grandi e con redditi inferiori, permettendo a quelle con più figli a carico e minori redditi di beneficiare di un tetto più elevato di spese detraibili per ridurre le tasse dovute o per ottenere rimborsi tramite il modello 730.

Ddl di bilancio 2025: il bonus casa nel 2025

Cambiamento epocale per il bonus casa con il nuovo anno 2025.

Il bonus ristrutturazioni sarà mantenuto al 50%, ma solo per le abitazioni principali. Per gli altri immobili – dalle seconde case in poi - il beneficio fiscale per le riqualificazioni verrà ridotto al 36% a decorrere dal 1° gennaio 2025.

Il disegno di legge di Bilancio 2025, approvato dal Consiglio dei ministri, delinea una revisione significativa dei bonus relativi alle abitazioni, che vedranno la scadenza della maggior parte di essi dal prossimo anno, ad eccezione del superbonus e del bonus per l'eliminazione delle barriere architettoniche.

Dunque, cambia significativamente il bonus usato per manutenzioni straordinarie, restauro e risanamento conservativo, nonché per la ristrutturazione edilizia delle residenze.

Al di fuori delle definizioni tecniche, molti lavori comuni rientrano in questo bonus, come ad esempio la ristrutturazione dei bagni, l'installazione di nuovi impianti elettrici, e la demolizione e costruzione di pareti interne. Se fino ad ora queste spese garantivano sempre detrazioni del 50%, in futuro ciò cambierà a seconda del tipo di immobile oggetto di ristrutturazione.

Come precisato dal viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, l'abitazione principale continuerà a beneficiare dello sconto fiscale del 50% con un limite di spesa di 96mila euro.

Le seconde case, invece, vedranno il ritorno alla precedente aliquota del 36% con un limite di spesa di 48mila euro.

Un'ulteriore riduzione di questa aliquota, dal 36% al 30%, è prevista dal 2028 al 2033, come deciso dall'attuale Governo.

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