Legge bilancio 2025. Taglio detrazioni per redditi alti, web tax, bonus elettrodomestici
Pubblicato il 16 dicembre 2024
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Il cammino della legge di Bilancio 2025 affronta delle salite: slitta l’approdo in Aula. Lunedì 16 dicembre 2024 riprendono i lavori in commissione Bilancio. I relatori hanno presentato un nuovo pacchetto di emendamenti, accompagnato da un ulteriore fascicolo di riformulazioni.
Questi testi integrano le norme incluse nell'emendamento atteso dal governo.
La legge di bilancio 2025 dovrebbe ottenere l'approvazione della Camera non prima di venerdì 20 dicembre 2024, per essere poi inoltrata al Senato per un rapido via libera.
Ma vediamo alcuni degli emendamenti presentati.
Detrazioni fiscali over 75.000 euro: novità
L'emendamento governativo al Disegno di Legge di Bilancio 2025 modifica l'elenco delle spese escluse dal tetto delle detrazioni fiscali, che a partire dal 2025 impatterà i contribuenti con redditi oltre i 75mila euro. Gli investimenti in startup e PMI innovative potranno essere detratti senza influire sul limite massimo delle detrazioni.
In diritto tributario, le detrazioni fiscali rappresentano delle diminuzioni applicate sulle somme Irpef pagate dai contribuenti tramite la dichiarazione dei redditi o il modello 730. Possono essere viste come una forma di rimborso parziale per diversi tipi di spese effettuate e si applicano a vari ambiti.
Nella Manovra 2025, il limite massimo delle detrazioni fiscali per chi ha un reddito tra i 75mila e i 100mila euro è stabilito a 14mila euro per chi sostiene più di due figli o un figlio con disabilità.
Senza figli, grazie all'introduzione del quoziente familiare, tale importo viene ridotto del 50%, risultando in 7mila euro.
Con un figlio a carico, il limite applicabile è aumentato al 70% del massimo, portandolo a 9.800 euro, mentre con due figli a carico, il limite aumenta a 11.900 euro.
Per i contribuenti con un reddito superiore ai 100mila euro, il limite delle detrazioni sarà:
- di 8mila euro per coloro che hanno più di due figli a carico,
- di 4mila euro per chi non ha figli a carico.
I coefficienti applicati per situazioni intermedie sono i seguenti:
- 0,50 per chi non ha figli a carico;
- 0,70 per chi ha un figlio a carico;
- 0,85 per chi ne ha due;
- 1 per famiglie con più di due figli o almeno un figlio con disabilità.
Nel testo originale della legge di bilancio 2025, sono state escluse da questa restrizione soltanto le detrazioni relative alle spese mediche, che rappresentano la categoria più comune nelle dichiarazioni dei redditi in Italia. Infatti, 21,5 milioni di contribuenti hanno sfruttato questa posta di spesa per un totale di 23,7 miliardi di euro.
Ma è previsto l’inserimento di una novità.
Infatti, vengono aggiunte:
- le somme investite nelle startup innovative, detraibili ai sensi degli articoli 29 e 29-bis del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221;
- le somme investite nelle PMI innovative, detraibili ai sensi dell'articolo 4, comma 9, seconda parte del primo periodo, e comma 9-ter, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33.
Soggette al taglio solo le nuove spese sostenute dal 1° gennaio 2025.
Dunque, fuori dalla restrizione gli investimenti in startup e PMI innovative, che offrono ai contribuenti persone fisiche la possibilità di ottenere una detrazione dall'imposta lorda Irpef del 30% dell'importo investito, fino a un massimo di 1 milione di euro.
Gli emendamenti preservano anche gli incentivi nel regime "de minimis", alternativi a quelli menzionati e consentono una detrazione del 50%.
Questo beneficio arriva da investimenti che non eccedano i 100mila euro per le startup innovative o i 300mila euro per le PMI innovative.
Superati questi importi, sull'eccedenza l'investitore può ancora godere di una detrazione del 30% in ogni periodo d'imposta. Secondo il nuovo regolamento "de minimis" (regolamento UE 2831/2023 della Commissione europea del 13 dicembre 2023), infatti, né la startup innovativa né la PMI innovativa che ricevono l'investimento possono ricevere aiuti "de minimis" superiori a 300mila euro in tre esercizi finanziari.
L'incentivo è subordinato al mantenimento della partecipazione nell'impresa per almeno tre anni, altrimenti si deve restituire l'importo detratto, più gli interessi legali.
ATTENZIONE: Sono esclusi gli investimenti nelle imprese sociali.
Il Ddl di Bilancio 2025 ha anche rimosso dalle restrizioni delle detrazioni le spese legate ai mutui per l'acquisto della prima casa. Per questi mutui, se stipulati entro la fine del 2024, i contribuenti potranno continuare a detrarre gli interessi senza considerare il limite massimo. L'emendamento al bilancio estende lo stesso trattamento ai premi di assicurazione detraibili secondo l'articolo 15, comma 1, lettere f) e f) bis, Tuir, a condizione che siano legati a contratti firmati entro la fine dell'anno corrente.
Queste voci si sommano alle spese per la riqualificazione energetica degli edifici e la manutenzione ordinaria effettuate entro il 2024, le quali potranno ancora essere detratte secondo i limiti attuali.
Assegnazione agevolata beni ai soci
L’emendamento governativo alla legge di bilancio 2025 accoglie anche la riproposizione dell’assegnazione agevolata dei beni ai soci.
Le società di persone, comprese quelle in nome collettivo e in accomandita semplice, così come le società a responsabilità limitata, per azioni e in accomandita per azioni che, entro il 30 settembre 2025, trasferiscono o cedono ai soci immobili non descritti nell'articolo 43, comma 2, primo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o beni mobili registrati pubblicamente non usati come strumentali per l'attività aziendale, possono assegnarli o cederli ai soci, a patto che tutti i soci siano registrati nel libro soci alla data del 30 settembre 2024, o vi siano iscritti entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge, se in possesso di un titolo di trasferimento con data certa antecedente al 1° ottobre 2024. Queste regole si estendono anche alle società che principalmente gestiscono i beni sopra menzionati e che si trasformano in società semplici entro il 30 settembre 2025.
Sull'eccedenza del valore normale dei beni assegnati o, in caso di trasformazione, del valore dei beni detenuti al momento della trasformazione rispetto al loro costo fiscalmente ammesso, si applica un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive, pari all'8% o al 10,5% per le società non operative per almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento del trasferimento, della cessione o della trasformazione.
Le riserve fiscali sospese eliminate a seguito del trasferimento dei beni ai soci e quelle delle società che si trasformano sono tassate con un'imposta sostitutiva al 13%.
Per i trasferimenti e le cessioni ai soci suddetti, le tariffe dell'imposta di registro proporzionale eventualmente dovute sono ridotte del 50% e le imposte ipotecarie e catastali vengono applicate in forma fissa.
Le società che si avvalgono di tali norme devono effettuare il pagamento del:
- 60% dell'imposta sostitutiva entro il 30 settembre 2025,
- il saldo entro il 30 novembre 2025.
Per la gestione della riscossione, dei rimborsi e delle controversie si applicano le norme previste per le imposte sui redditi.
Legge di bilancio 2025: altre misure
Imposta sui servizi digitali (web tax) - Il Governo ha fatto marcia indietro sulla web tax, ripristinando il limite di 750 milioni di euro di ricavi al quale applicare l'aliquota del 3%.
Dunque, possono tirare un sospiro di sollievo gli editori e, in particolare, le piccole e medie imprese che forniscono servizi online.
L'emendamento presentato depositato presso la commissione Bilancio della Camera stabilisce anche che il pagamento della web tax avvenga tramite un acconto del 30% entro il 30 novembre di ogni anno, mentre il saldo deve essere versato entro il 16 maggio dell'anno successivo.
Criptovalute – Si conferma anche lo stop all’aumento al 42% della tassa sulle plusvalenze realizzate dalla vendita di criptovalute: rimane al 26% nel 2025 per salire al 33% dal 2026. Ma viene eliminata la soglia di 2.000 euro, quindi si applicherà a tutte le transazioni.
Bonus elettrodomestici - L'incentivo per favorire la sostituzione di vecchi elettrodomestici con modelli nuovi ed ecologici sarà fruibile per l'acquisto di un solo elettrodomestico e limitato ai prodotti fabbricati in Europa; lo sconto viene fissato al 30% del prezzo di acquisto, fino a un massimo di 100 euro che sale a 200 euro per chi ha un Isee inferiore a 25mila euro.
Tuttavia, questo bonus sarà disponibile per un periodo limitato. Infatti, sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2025 in un fondo destinato al ministero del Made in Italy.
Ancora in discussione c'è il bonus verde, una detrazione Irpef del 36% che negli ultimi anni ha contribuito a coprire le spese per il riordino delle aree verdi domestiche. Questo incentivo è previsto scadere il 31 dicembre 2024, ma ci sono tre emendamenti presentati dalla maggioranza che propongono di estenderlo anche per il 2025.
Fondo dote famiglia – Con un budget di 30 milioni di euro per il 2025, tale fondo è destinato a coprire le spese per attività sportive o ricreative extrascolastiche dei figli tra i 6 e 14 anni, per famiglie con un Isee inferiore ai 15mila euro. Questo è quanto emerge da una bozza di emendamento del governo alla manovra, che è attualmente in discussione tra i parlamentari.
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