Polemica sui compensi Cnf

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Polemica sui compensi Cnf

Ha suscitato ampia discussione presso l’Avvocatura, il Regolamento varato dal Consiglio nazionale forense sui rimborsi spese e sui gettoni di presenza, ove per la prima volta vengono riconosciuti emolumenti per la carica rivestita.

I compensi che il Consiglio si è autonomamente riconosciuto ammontano rispettivamente a 90.000 euro per il Presidente, 70.000 per il Segretario e 50.000 per il Vicepresidente e Tesoriere.

Altrettanto allarmante risulta l’iniziativa del Consiglio nazionale di procedere alla pubblicazione del quotidiano “il Dubbio”; avventura editoriale ultra milionaria finanziata con fondi del medesimo Cnf, dunque pubblici.

Ciò che desta preoccupazione - a parere dell’Anf nelle parole del Segretario Luigi Pansini, comunicato del 18 febbraio 2016 -  è il modo del tutto autoreferenziale in cui il Cnf sta procedendo sia con il giornale che con i gettoni di presenza, in totale autonomia e senza rendere conto del suo operato.

Si rende dunque più che mai necessaria – sollecita Pansini – una modifica della legge professionale circa i compiti e le funzioni del Cnf, che preveda ossia la separazione dei poteri (senza che possa più esercitare contemporaneamente funzioni legislative, di governo e giurisdizionali) e nuove modalità di elezione dei componenti.

Ex Presidente Alpa prende la parola

L’ex Presidente del Cnf Guido Alpa ha voluto prendere la parola in merito all'adozione del Regolamento sui gettoni di presenza adottato dal nuovo Consiglio ed a tutte le polemiche che ne sono insorte presso l’Avvocatura, dichiarando di non aver mai ricevuto compensi durante il suo mandato ma solo rimborsi spese per viaggi dalla propria sede a quella del Cnf, mentre le spese di alloggio a Roma sono sempre state a suo carico. 

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