Patente e crediti: quando scatta la sospensione
Pubblicato il 22 ottobre 2024
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Diecimila patenti a crediti rilasciate ad imprese e lavoratori autonomi, non necessariamente qualificabili come edili, che operano fisicamente in cantiere, e quasi duecentomila autocertificazioni per operare nel periodo transitorio presentate in appena 24 ore.
Considerando una platea potenziale di soggetti che può arrivare a quasi un milione di unità, per evitare di sovraccaricare il Portale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro le imprese e i lavoratori che già operano nei cantieri possono presentare un’autocertificazione/dichiarazione sostitutiva del possesso dei requisiti richiesti tramite Pec (dichiarazionepatente@pec.ispettorato.gov.it), compilando il modello allegato alla circolare dell’Ispettorato del lavoro n. 4 del 23 settembre 2024 con validità fino al 31 ottobre.
Dal 1° novembre non sarà dunque più possibile operare in cantiere in forza del semplice invio dell’autocertificazione/dichiarazione sostitutiva.
Ma ecco, in sintesi, le principali caratteristiche della patente a crediti con un focus sui casi in cui scatta la sospensione.
Cos’è la patente a crediti
La patente a crediti è un sistema introdotto per migliorare la sicurezza sul lavoro nei cantieri, rivolto a imprese e lavoratori autonomi che operano fisicamente nei cantieri medesimi.
Questo nuovo strumento mira a garantire che le imprese e i singoli lavoratori siano conformi alle normative in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare per quanto riguarda l'osservanza degli obblighi previsti dal decreto legislativo n. 81/2008.
La patente a crediti, come sopra accennato, non si applica solo alle imprese tradizionalmente classificate come edili, ma anche a tutte quelle realtà che svolgono attività fisiche sui cantieri, indipendentemente dal settore.
In sostanza, riguarda tutti i soggetti che hanno un impatto diretto sulle operazioni di cantiere, inclusi i fornitori di servizi e coloro che svolgono lavori manuali o supervisionano operazioni fisiche.
NOTA BENE: Sono esclusi dall’ambito di applicazione ingegneri, geometri, architetti, in pratica tutti i soggetti che nei cantieri effettuano mere forniture o prestazioni di natura intellettuale, oltre alle imprese in possesso dell’attestazione di qualificazione SOA, in classifica pari o superiore alla III, che già impone determinate procedure.
Come funziona
L'obiettivo principale della patente a crediti è aumentare la sicurezza nei cantieri e ridurre il rischio di incidenti attraverso un sistema di controllo e monitoraggio continuo della conformità delle imprese e dei lavoratori autonomi alle norme di sicurezza.
Il sistema si basa su un meccanismo di assegnazione di crediti, che funge da indicatore del livello di conformità di un'impresa o di un lavoratore autonomo agli standard di sicurezza stabiliti dalla normativa vigente.
Alla base della patente ci sono 30 crediti di partenza, che possono essere aumentati o diminuiti in base al comportamento dell'impresa o del lavoratore nel tempo.
Le imprese che rispettano le normative e investono nella sicurezza, nella formazione e nell'aggiornamento dei propri lavoratori possono accumulare crediti aggiuntivi, fino a un massimo di 100.
Al contrario, comportamenti non conformi o violazioni delle norme di sicurezza possono portare alla perdita di crediti, con conseguenze che possono arrivare fino alla sospensione della patente, impedendo temporaneamente all'impresa o al lavoratore di operare nei cantieri.
La patente a crediti ha quindi un duplice scopo: da un lato, stimolare le imprese e i lavoratori autonomi a mantenere alti standard di sicurezza; dall’altro, fungere da strumento sanzionatorio per chi non rispetta tali standard.
In caso di gravi violazioni, come infortuni con conseguenze mortali o menomazioni permanenti, il sistema prevede la sospensione della patente e la decurtazione di crediti, rendendo difficile per le imprese tornare a operare senza prima adottare misure correttive adeguate.
Inoltre, il sistema di patente a crediti rappresenta un incentivo per le imprese a investire in sicurezza e formazione, in quanto l'accumulo di crediti aggiuntivi può servire come dimostrazione dell’affidabilità e della conformità dell’impresa agli standard richiesti.
Questo può rivelarsi vantaggioso anche in termini di competitività sul mercato, poiché le aziende che mantengono una patente con un alto numero di crediti possono essere percepite come più sicure e affidabili dai committenti.
Il sistema dei crediti
Partenza con 30 crediti di base
Il punto di partenza per ogni impresa o lavoratore autonomo che opera nei cantieri è l’assegnazione di 30 crediti di base, che rappresentano la conformità iniziale ai requisiti minimi richiesti dalla normativa vigente in materia di sicurezza.
Tuttavia, il numero di crediti può variare nel corso del tempo a seconda delle azioni intraprese dall'azienda o dal lavoratore autonomo: infatti, i crediti possono essere aumentati con comportamenti virtuosi, come l'adesione a pratiche di sicurezza aggiuntive o la partecipazione a programmi di formazione specifici.
Al contrario, violazioni delle norme o incidenti possono comportare una decurtazione dei crediti, con conseguenze importanti per l'operatività nei cantieri.
Massimo di 100 crediti e soglia minima di 15
Il sistema stabilisce che il numero massimo di crediti accumulabili sia pari a 100; al contempo, però, esiste una soglia minima di 15 crediti al di sotto della quale non è possibile operare nei cantieri.
Questo significa che, se un’impresa o un lavoratore scende al di sotto di questo limite, per esempio a causa di incidenti o gravi violazioni delle normative, sarà sospesa l'operatività fino al ripristino dei requisiti minimi.
Crediti legati all’anzianità aziendale
Un importante fattore che incide sull’accumulo di crediti è l’anzianità aziendale: in base agli anni di iscrizione alla Camera di commercio, le imprese possono accumulare crediti aggiuntivi oltre ai 30 di base.
Questo meccanismo premia la stabilità e la continuità delle aziende che operano nel settore edile: ecco come funziona:
- per le imprese con meno di 5 anni di anzianità, non viene attribuito alcun credito aggiuntivo;
- per un’anzianità compresa tra 5 e 10 anni, vengono assegnati 3 crediti;
- per un’anzianità tra 11 e 15 anni, le imprese ricevono 5 crediti;
- le aziende con 16-20 anni di esperienza accumulano 8 crediti;
- infine, le imprese con più di 20 anni di iscrizione ottengono il massimo di 10 crediti.
Crediti per attività senza violazioni
Oltre all'anzianità aziendale, un ulteriore meccanismo di accumulo dei crediti è legato al rispetto delle norme di sicurezza.
Ogni due anni di attività senza violazioni delle normative, l’azienda o il lavoratore autonomo possono infatti accumulare un credito aggiuntivo fino a un massimo di 20, cosa che incentiva un comportamento virtuoso e spinge le imprese a evitare incidenti o altre violazioni delle norme perché il mantenimento di un ambiente di lavoro sicuro e conforme alle regole comporta non solo l’assenza di sanzioni, ma anche un incremento del numero di crediti.
Ulteriori crediti per formazione e investimenti
Un altro modo per accumulare crediti è attraverso l’investimento in formazione e in misure aggiuntive di sicurezza.
Il sistema di patente a crediti consente di ottenere fino a 40 crediti aggiuntivi per le imprese che dimostrano di aver investito in formazione specifica in materia di salute e sicurezza, o che hanno effettuato investimenti rilevanti in attrezzature e tecnologie volte a migliorare la sicurezza nei cantieri.
Ad esempio, un'impresa che organizza corsi di aggiornamento periodici per i propri dipendenti o che acquista nuove tecnologie per prevenire gli incidenti sul lavoro può accumulare un numero significativo di crediti.
In questo modo, il sistema incentiva un miglioramento costante delle condizioni di sicurezza, rendendo le imprese più competitive e sicure.
Cause di sospensione
La sospensione della patente a crediti può essere disposta in una serie di circostanze legate a gravi violazioni delle norme di sicurezza, in particolare quando queste comportano danni ai lavoratori, come infortuni mortali o menomazioni permanenti.
In tali casi, la sospensione può essere accompagnata anche dalla decurtazione di crediti, rendendo necessario per l’impresa o il lavoratore intraprendere azioni correttive prima di poter tornare a operare nei cantieri.
Sospensione in caso di infortunio mortale
Uno dei casi più gravi che porta alla sospensione della patente a crediti è quello di un infortunio mortale sul lavoro, causato da colpa grave del datore di lavoro, del delegato o del dirigente.
In queste situazioni, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha l’autorità di sospendere la patente per un periodo massimo di 12 mesi.
Inoltre, alla sospensione si accompagna una decurtazione di 20 crediti, che rende estremamente difficile per l’impresa o il lavoratore riprendere l’attività senza un intervento significativo in termini di miglioramento delle condizioni di sicurezza.
La sospensione per infortunio mortale rappresenta una delle misure più severe del sistema di patente a crediti, in quanto non solo limita l'operatività dell'impresa, ma impone anche un controllo rigoroso da parte delle autorità competenti sul ripristino delle condizioni di sicurezza nel cantiere.
L’INL verificherà, alla scadenza del periodo di sospensione, che le cause dell’incidente siano state rimosse e che le misure necessarie per prevenire ulteriori incidenti siano state adottate.
Sospensione per infortuni con inabilità permanente
Un altro caso in cui la patente può essere sospesa è quello di infortuni che causano una inabilità permanente o una menomazione irreversibile al lavoratore.
Anche in questo caso, la sospensione può durare fino a 12 mesi ed è accompagnata dalla decurtazione di 15 crediti.
Questa misura si applica quando l'infortunio è attribuibile a una violazione delle norme di sicurezza da parte del datore di lavoro o di chi ne fa le veci, e quando tale violazione è giudicata come colpa grave.
La sospensione in caso di inabilità permanente non solo limita temporaneamente l'attività dell'impresa, ma la obbliga a rivedere le proprie prassi operative, adottando misure correttive per garantire che simili incidenti non si ripetano in futuro.
Come per gli infortuni mortali, l’INL sarà responsabile della verifica delle condizioni di sicurezza prima che l’impresa possa riprendere le attività.
Il ruolo dell’Ispettorato del lavoro
L'INL ha un ruolo centrale nel processo di sospensione della patente, intervenendo in caso di incidenti gravi o di violazioni delle norme di sicurezza.
Vediamo in che modo l'Ispettorato del Lavoro adotta il provvedimento di sospensione e come accerta le responsabilità del datore di lavoro.
Quando e come interviene l’INL
L'Ispettorato nazionale del lavoro interviene per adottare un provvedimento di sospensione cautelare della patente a crediti in circostanze specifiche, principalmente in caso di infortuni gravi o mortali sul lavoro.
L’INL può decidere di sospendere la patente a crediti fino a un massimo di 12 mesi in seguito a eventi gravi come un infortunio mortale o un incidente che provochi una inabilità permanente del lavoratore.
L’intervento avviene quando è riscontrata una colpa grave da parte del datore di lavoro o dei soggetti preposti alla gestione della sicurezza.
La sospensione è una misura cautelare che viene adottata per garantire che le condizioni di sicurezza nel cantiere vengano ripristinate prima che l'impresa possa riprendere le attività.
Il processo di sospensione viene attivato in seguito a una serie di indagini che hanno l’obiettivo di stabilire se l'incidente è stato causato da una violazione delle norme di sicurezza, e se tale violazione può essere attribuita a una mancata osservanza delle procedure previste dalla legge.
L'Ispettorato, prima di adottare il provvedimento, può richiedere un parere non vincolante alla Direzione centrale vigilanza e sicurezza sul lavoro, ma la decisione finale rimane comunque di competenza dell’Ispettorato territorialmente responsabile.
Questa verifica è necessaria per garantire che il provvedimento sia proporzionato alla gravità dell'incidente e delle violazioni riscontrate.
Nesso causale
Aspetto fondamentale nell’adozione del provvedimento di sospensione è l’accertamento del nesso causale tra l’incidente e la condotta del datore di lavoro, del dirigente o di chi ha responsabilità operative sul cantiere.
Questo nesso deve essere dimostrato con chiarezza, e l'INL ha l’onere di raccogliere prove sufficienti per stabilire che la violazione delle norme di sicurezza è stata una causa diretta dell'incidente.
L’accertamento della responsabilità del datore di lavoro o del dirigente è particolarmente importante quando si parla di colpa grave, condizione essenziale affinché possa scattare la sospensione della patente.
La colpa grave si riferisce infatti ad una violazione marcata e sostanziale dei doveri di diligenza e delle norme di prevenzione.
Il datore di lavoro o il dirigente, in questi casi, avrebbe dovuto essere pienamente consapevole del rischio a cui esponeva i lavoratori, ma non ha adottato le misure necessarie per prevenirlo; questo livello di responsabilità non è sempre facile da dimostrare, ed è per questo che l'INL raccoglie testimonianze, documentazione e relazioni tecniche per chiarire il rapporto tra il comportamento dell'impresa e l'incidente verificatosi.
Il nesso causale non riguarda solo l’azione o l’omissione diretta del datore di lavoro, ma anche l’organizzazione generale del cantiere, le condizioni di sicurezza, la formazione dei lavoratori e l’adozione di attrezzature adeguate.
Se emerge che l’incidente è stato causato dalla negligenza nell'adozione di tali misure, l’INL può concludere che esiste un nesso causale sufficiente per sospendere la patente.
Faq
1. Cos’è la patente a crediti per le imprese e i lavoratori autonomi nei cantieri?
La patente a crediti è un sistema introdotto per migliorare la sicurezza nei cantieri edili. Consiste nell’assegnazione di un numero di crediti alle imprese e ai lavoratori autonomi che operano nei cantieri, monitorando il rispetto delle normative in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il sistema prevede premi per il rispetto delle norme e sanzioni per chi le viola.
2. Quanti crediti di partenza vengono assegnati?
Ogni impresa o lavoratore autonomo inizia con 30 crediti di base. Questo numero può aumentare in base a comportamenti virtuosi, come l'investimento in formazione e attrezzature, o diminuire in caso di violazioni delle norme di sicurezza.
3. Qual è il numero minimo di crediti necessari per operare nei cantieri?
Per continuare a operare nei cantieri è necessario mantenere almeno 15 crediti. Se il numero di crediti scende sotto questa soglia, la patente a crediti può essere sospesa e l’impresa o il lavoratore autonomo non potranno più operare fino a quando non verranno ripristinate le condizioni di sicurezza e i crediti.
4. In quali casi l’Ispettorato del lavoro sospende la patente a crediti?
L’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) può sospendere la patente in caso di infortuni gravi, come un infortunio mortale o un incidente che causi inabilità permanente, quando la responsabilità è attribuibile a una violazione delle norme di sicurezza da parte del datore di lavoro o dei dirigenti.
5. Quanto può durare la sospensione della patente a crediti?
La sospensione può durare fino a 12 mesi, a seconda della gravità dell'incidente e delle violazioni riscontrate. Durante questo periodo, l’impresa o il lavoratore non possono operare nei cantieri, a meno che non siano ripristinate le condizioni di sicurezza.
6. Che cosa si intende per nesso causale tra incidente e responsabilità del datore di lavoro?
Il nesso causale è la relazione diretta tra l'incidente e il comportamento del datore di lavoro o del dirigente. L’Ispettorato del Lavoro deve accertare che l'infortunio sia stato causato da una violazione delle norme di sicurezza attribuibile al datore di lavoro, come la mancata adozione di misure preventive. Solo in questo caso è possibile sospendere la patente.
7. Quanti crediti vengono decurtati in caso di infortunio mortale?
In caso di infortunio mortale causato da colpa grave del datore di lavoro o del dirigente, la patente può essere sospesa per 12 mesi, con una decurtazione di 20 crediti.
8. Cosa succede in caso di infortunio con inabilità permanente del lavoratore?
In caso di infortuni che causano una inabilità permanente o una menomazione irreversibile al lavoratore, la patente può essere sospesa per un massimo di 12 mesi, e vengono decurtati 15 crediti.
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