06/03/2015
La mancata osservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l'emanazione dell'avviso di accertamento, che decorre dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, determina di per sé l'illegittimità dell'atto impositivo emesso ante tempus, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza.
Non si pone, in detto contesto, il problema di verificare se il mancato rispetto del termine abbia determinato o meno una effettiva compromissione del...
04/03/2015
La disciplina dell'equa riparazione per mancato rispetto del termine di ragionevole durata del processo di cui all'articolo 6, paragrafo 1 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo (Cedu), quale introdotta dagli articoli 2 e seguenti della Legge n. 89/2001, cosiddetta Legge “Pinto”, non è applicabile ai giudizi in materia tributaria e che riguardano la potestà impositiva dello Stato.
Ciò, in considerazione dell'estraneità e irriducibilità di tali giudizi al quadro...
28/02/2015
Le dichiarazioni dei redditi sono dichiarazioni di scienza e non atti negoziabili o dispositivi né costituiscono titolo dell'obbligazione tributaria.
Ne discende che le medesime dichiarazioni possono, in linea di principio, essere liberamente emendate e ritrattate dal contribuente anche in sede processuale qualora, per errore di mero fatto o di diritto commesso nella relativa redazione, possa derivare l'assoggettamento del dichiarante ad oneri contributivi diversi e più gravosi.
Errore...
28/02/2015
Con sentenza 4030 del 27 febbraio 2015, la Corte di cassazione chiarisce che
sono deducibili da Irpef e Irap i costi sostenuti per operazioni con un Paese black list anche se la mancata indicazione separata in dichiarazione risale a prima della modifiche in vigore dal 2007.
La norma che lo prevede è retroattiva, in quanto l’omissione è comunque soggetta a sanzione amministrativa.
La modifica introdotta dalla legge 296/2006 - l’indeducibilità dei costi black list è subordinata solo...
19/02/2015
Una volta accertata l'inerenza di un costo, è difficile dire, senza scivolare in una valutazione prettamente discrezionale, in quale misura esso sia deducibile o meno, in assenza di una indicazione normativa specifica che ponga un tetto alle spese.
E' questa la statuizione di merito a cui i giudici della Corte di cassazione - sentenza n. 3198 del 18 febbraio 2015 - hanno aderito, confermando il parzialmente annullamento di alcuni avvisi in rettifica delle dichiarazioni Iva, Irpef ed Irap di...
13/02/2015
Nelle ipotesi di notifica di una cartella di pagamento mediante l'invio diretto di una busta chiusa raccomandata postale, spetta al mittente del plico raccomandato dimostrare l'esatto contenuto di quest'ultimo, allorché risulti solo la cartolina di ricevimento ed il destinatario contesti il contenuto della busta medesima.
E' il principio ricordato dalla Corte di cassazione nel testo della sentenza n. 2625 dell'11 febbraio 2015 e con cui è stato accolto il ricorso avanzato da un contribuente...
07/02/2015
Secondo la Corte di cassazione – sentenza n. 2197 depositata il 6 febbraio 2015 – l'ipotesi di recapito dell'accertamento presso un indirizzo errato rende sempre nulla la successiva iscrizione ipotecaria operata dall'ente riscossore.
E ciò, anche qualora il contribuente abbia provveduto al saldo totale o parziale del debito in quanto il pagamento, in questo caso, non vale a sanare il vizio della procedura attivata dall'esattore.
L'ipoteca esattoriale, infatti, deve essere sempre...
05/02/2015
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 1952 del 4 febbraio 2015, nel respingere il ricorso dell'Agenzia delle entrate, spiega che deve ritenersi nulla la cartella di pagamento con tante imprecisioni da rendere poco comprensibile la pretesa del Fisco.
L'Amministrazione è tenuta a rispettare nella redazione degli atti l'art. 7, primo comma, dello Statuto dei diritti del contribuente: “gli atti dell'amministrazione finanziaria sono motivati secondo quanto prescritto dall'articolo 3 della...
22/01/2015
Con la sentenza n. 961 del 21 gennaio 2015, la Corte di cassazione, Sezione tributaria civile, ha accolto uno dei motivi del ricorso depositato da un contribuente, uno sportivo molto noto, per opporsi ad una decisione di merito con cui era stato confermato il recupero a tassazione diretta e indiretta allo stesso notificato per l'anno 2003.
Il motivo accolto dai giudici di legittimità è quello relativo all'insussistenza dei presupposti applicativi dell'Irap, per asserita omessa...
10/01/2015
Secondo la Corte di cassazione – ordinanza n. 171 del 9 gennaio 2015 - è il contribuente a scegliere se avvalersi o meno dell'eccezione relativa alla decadenza del potere di accertamento da parte dell'ufficio tributario.
Detta eccezione, ossia, deve ritenersi “in senso proprio”, non rilevabile d'ufficio dal giudice né proponibile per la prima volta in grado di appello.
Il termine di decadenza stabilito a carico dell'amministrazione finanziaria ed in favore del contribuente per...