Pnrr e Fondo complementare da 30,6 mld, il Cdm approva

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Pnrr e Fondo complementare da 30,6 mld, il Cdm approva

Terminata la fase di costruzione del Recovery Plan italiano, dopo il doppio passaggio di ieri in Consiglio dei ministri con maggioranza e Comuni e Regioni: l’Italia è, dunque, pronta ad inviare a Bruxelles il PNRR, con la firma di Mario Draghi, rispettando pienamente la scadenza del 30 aprile.

Il percorso tracciato dal Governo per rendere operativi, nei tempi previsti, il Pnrr e gli altri interventi strategici messi in cantiere può, così, prendere il via insieme al cammino delle riforme del Paese (spinta al green e digitale, appalti).

CdM, via libera al Recovery Plan e a due provvedimenti su proroga termini e Fondo complementare

Oltre al via libera al Recovery Plan, il Consiglio dei ministri di ieri ha approvato anche due decreti leggi: uno, che introduce disposizioni urgenti in materia di termini legislativi; l’altro, recante misure urgenti relative al fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti.

Il decreto legge sulla proroga dei termini, tenendo conto del differimento dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, già deliberato, interviene al fine di posticipare alcuni termini di prossima scadenza.

Di seguito, alcune misure entrate nel provvedimento:

  • è prorogato dal 30 aprile al 30 settembre 2021 il termine di validità dei documenti di identità con scadenza entro il 31 gennaio 2020;

  • i permessi di soggiorno in scadenza entro il 30 aprile sono prorogati al 31 luglio 2021. Nelle more, gli interessati possono presentare istanza di rinnovo;

  • in tema di smart working, fino alla definizione dei contratti collettivi del pubblico impiego, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, le amministrazioni pubbliche potranno continuare a ricorrere al lavoro agile secondo le modalità semplificate stabilite dal Decreto Rilancio, ma senza più essere vincolate al rispetto della percentuale minima del 50% del personale e a condizione che l’erogazione dei servizi rivolti a cittadini e imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza e nel rigoroso rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente;

  • sono prorogati i termini per il rendiconto e il bilancio consolidato delle Regioni e dei bilanci delle aziende sanitarie, nonché quelli del rendiconto e del bilancio degli enti locali e del bilancio d’esercizio delle Camere di commercio, delle loro Unioni regionali e delle relative aziende speciali riferiti all’esercizio 2020.

L’altro decreto legge approvato introduce misure urgenti relative al Fondo complementare al PNRR e prevede interventi diretti sui seguenti ambiti:

  • servizi digitali e cittadinanza digitale;
  • infrastrutture e mobilità sostenibili (rinnovo flotte, bus, treni e navi verdi) per la sostenibilità ambientale dei porti e il miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza delle strade;
  • ecobonus e sismabonus;
  • riqualificazione edilizia residenziale pubblica e interventi per le aree del terremoto.

Fondo Complementare al PNRR, ripartizione delle risorse tra Superbonus e Transizione digitale

Con il decreto che istituisce il Fondo complementare al Recovery Plan 2021-2026, che vale 30,6 miliardi da destinare in particolare alle infrastrutture, vengono distribuite le risorse del maxiscostamento approvato la settimana scorsa con il Def.

In particolare, il decreto varato ieri affronta il finanziamento alle spese per investimenti, lasciando al decreto Sostegni 2, atteso per la prossima settimana, le misure di emergenza per il supporto all’economia.

Per quanto riguarda, invece, i 30,6 miliardi del Fondo, le risorse più consistenti vanno al Superbonus (4,72 miliardi), al ripristino delle risorse per Transizione 4.0 (4,48 miliardi), a progetti per sicurezza, verde e sociale (2 miliardi), agli interventi per le aree terremotate (1,78 miliardi).

Il decreto, inoltre, all’articolo 2, rifinanzia il Fondo sviluppo coesione (Fsc), per 15,5 miliardi che sono destinati prevalentemente al Sud: tali fondi sarebbero aggiuntivi ai 50 miliardi già previsti in bilancio e andrebbero a recuperare le risorse stornate per finanziare parte del Pnrr.

Superbonus, proroga estesa e senza condizioni anche per i condomini

Il suddetto provvedimento (articolo 3) vara una mini-proroga del Superbonus per i condomini a tutto il 2022, senza più condizioni, dato che oggi la proroga vale solo se alla data del 30 giugno 2022 è stato già realizzato il 60% dei lavori programmati.

A ciò, si affianca una proroga vera e piena di sei mesi disposta per i lavori degli Iacp (Istituti autonomi case popolari), che avrebbero tempo fino al 31 dicembre 2023 per effettuare i lavori.

Per il differimento completo della super-detrazione al 2023, invece, bisognerà aspettare la prossima Legge di bilancio: questo sembra l’impegno preso dal presidente del Consiglio.

PA, smart working semplificato fino a dicembre

Si è già anticipato sopra che con il decreto legge recante le proroghe di primavera è stata rivista anche la disciplina per lo Smart Working nella Pubblica amministrazione.

Viene abolita la soglia minima del 50%, pertanto non ci sarà più l’obbligo di far lavorare in modalità agile un dipendente pubblico su due, né durante l'emergenza né con l'adozione dei Pola, i Piani organizzativi per il lavoro agile.

Di conseguenza, si potrà proseguire in deroga fino alla definizione delle nuove regole con il contratto nazionale e, comunque, non oltre la fine dell'anno, senza il vincolo del 50%.

Inoltre, salta anche il limite del 60% indicato nei Pola, mentre scende dal 30% al 15% la soglia minima in caso di mancata adozione dei Piani organizzativi.

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