Decreto Flussi: ripartizione delle quote per assistenza familiare
Pubblicato il 20 febbraio 2026
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Con la nota direttoriale n. 589 del 18 febbraio 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Direzione Generale per le politiche migratorie e per l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti - ha disposto la ripartizione territoriale delle quote di ingresso per lavoro subordinato non stagionale nel settore dell’assistenza familiare relative all’annualità 2026, nell’ambito del D.P.C.M. 2 ottobre 2025 recante la “Programmazione dei flussi d’ingresso legale in Italia dei lavoratori stranieri per il triennio 2026-2028” .
La nota si colloca nel più ampio quadro attuativo del cosiddetto Decreto Flussi 2026-2028, che disciplina gli ingressi di lavoratori non comunitari per motivi di lavoro subordinato stagionale e non stagionale, nonché per lavoro autonomo, secondo una pianificazione triennale coerente con il fabbisogno espresso dal mercato del lavoro nazionale.
Nel caso di specie, l’intervento amministrativo riguarda esclusivamente il settore dell’assistenza familiare, ambito che comprende, tra gli altri, i lavoratori addetti alla cura della persona, all’assistenza domiciliare e al supporto a soggetti non autosufficienti o fragili.
Il D.P.C.M. 2 ottobre 2025 rappresenta l’atto di programmazione generale dei flussi di ingresso legale per il triennio 2026-2028. Tale decreto individua:
- il numero massimo complessivo di ingressi consentiti;
- La ripartizione per tipologia di lavoro (stagionale, non stagionale, autonomo);
- I settori economici prioritari;
- I criteri di attribuzione delle quote.
La nota direttoriale n. 589 del 18 febbraio 2026 si inserisce nella fase attuativa del decreto, successiva ad altre ripartizioni già effettuate per:
- il lavoro subordinato non stagionale nel settore agricolo (nota n. 64 del 12 gennaio 2026);
- il settore turistico (nota n. 423 del 9 febbraio 2026);
- il lavoro subordinato non stagionale in generale (nota n. 531 del 16 febbraio 2026) .
La ripartizione per l’assistenza familiare costituisce quindi un tassello specifico e autonomo della programmazione 2026.
Le quote attribuite per il 2026: 13.600 ingressi per l’assistenza familiare
Ai sensi dell’articolo 6 del D.P.C.M. 2 ottobre 2025, la Direzione Generale ha attribuito dunque 13.600 quote per lavoro subordinato non stagionale nel settore dell’assistenza familiare, distribuite su base territoriale, in proporzione alle domande presentate .
Il criterio adottato è espressamente collegato:
- all’analisi del fabbisogno di manodopera non comunitaria nel settore dell’assistenza familiare;
- ai dati relativi alle istanze presentate.
Si tratta di un elemento di rilievo operativo. La ripartizione non avviene in modo uniforme o predeterminato, ma in funzione della domanda effettiva proveniente dai territori. Questo approccio mira a garantire una maggiore aderenza tra quote disponibili e reali necessità del mercato del lavoro locale.
La distribuzione territoriale: criteri e logica sottesa
La ripartizione è effettuata a livello regionale e con dettaglio provinciale.
Il documento allega una tabella analitica con l’indicazione delle quote assegnate a ciascuna Regione e Provincia per l’anno 2026 .
La nota precisa che le 13.600 quote sono distribuite “in proporzione alle domande presentate” .
Principali regioni beneficiarie
Di seguito si riportano le regioni che ricevono il maggior numero di quote per l’anno 2026, secondo quanto indicato nell’Allegato 1 della nota .
Lombardia - 4.849 quote
La Lombardia si colloca al primo posto con 4.849 quote complessive.
Alcuni dati provinciali di rilievo:
- Milano: 1.750 quote
- Brescia: 1.126 quote
- Bergamo: 502 quote
- Mantova: 331 quote
- Varese: 220 quote
La concentrazione significativa in Lombardia è coerente con:
- l’elevata popolazione residente;
- l’alta incidenza di nuclei familiari che richiedono assistenza domiciliare;
- la presenza di un mercato del lavoro formalizzato e strutturato.
Emilia-Romagna – 2.022 quote
L’Emilia-Romagna riceve 2.022 quote, con una distribuzione rilevante nelle seguenti Province:
- Bologna: 505
- Modena: 454
- Reggio Emilia: 282
- Parma: 246
Il dato evidenzia una domanda strutturale e consolidata di lavoratori per assistenza familiare.
Veneto – 1.541 quote
Il Veneto ottiene 1.541 quote, con particolare rilievo per:
- Venezia: 355
- Vicenza: 346
- Verona: 324
- Padova: 273
Il dato conferma una distribuzione equilibrata tra più Province, con una domanda diffusa sul territorio regionale.
Lazio - 825 quote
Il Lazio riceve 825 quote, di cui:
- Roma: 604
- Latina: 116
- Frosinone: 65
La Provincia di Roma assorbe la quota prevalente, in linea con la densità demografica e con il numero di istanze presentate.
Ulteriori Regioni con un numero rilevante di quote:
- Piemonte: 711
- Toscana: 607
- Sicilia: 526
- Campania: 448
- Liguria: 415
- Marche: 370
- Calabria: 332
La distribuzione territoriale mostra una concentrazione maggiore nelle Regioni del Nord e del Centro Italia, ma con una presenza significativa anche nel Mezzogiorno.
Regioni e province con quote ridotte o pari a zero
La tabella allegata alla nota evidenzia anche alcuni casi di quote molto contenute o pari a zero per specifiche Province.
Esempi:
- Monza e della Brianza: 0
- Fermo: 0
- Barletta-Andria-Trani: 0
- Carbonia-Iglesias: 0
- Olbia-Tempio: 0
- Sud Sardegna: 0 .
La presenza di quote pari a zero può derivare dalla mancata presentazione di istanze, da un numero di domande non sufficiente a determinare un’assegnazione autonoma o da eventuali compensazioni a livello regionale.
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