Mobbing, da escludere in ambito familiare
Autore: Eleonora Pergolari
Pubblicato il 20 giugno 2014
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Perché possa parlarsi di “mobbing” è necessario che sussista un dislivello tra gli antagonisti, “dove la vittima si trova in posizione di costante inferiorità rispetto a un'altra”.
Tale dislivello, in particolare, non può ritenersi riscontrabile nell'ambito familiare dove sussiste una situazione di uguaglianza morale e giuridica tra i coniugi.
E' quanto precisato dalla Cassazione con la sentenza 13983 del 19 giugno 2014 e con cui è stata respinta la domanda avanzata da una donna al fine di veder dichiarato l'addebito di separazione a carico del marito in considerazione dei comportamenti tipici del mobbing, quali provocazioni e umiliazioni, dallo stesso a lei rivolti per indurla a lasciare la casa coniugale.
- Il Sole 24Ore – Norme e Tributi, p. 48 - Niente mobbing in famiglia - Maciocchi
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