Commissione Ue, ok al pacchetto Omnibus con modifiche a sostenibiità e due diligence

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Commissione Ue, ok al pacchetto Omnibus con modifiche a sostenibiità e due diligence

La Commissione Europea intende esonerare circa l'80% delle aziende dagli onerosi obblighi di rendicontazione previsti dalla CSRD, creando nel contempo un ambiente imprenditoriale più favorevole, che stimoli la crescita, l'innovazione e la creazione di posti di lavoro di qualità.

Il 26 febbraio 2025 è stato presentato il nuovo pacchetto di proposte normative (c.d. pacchetto Omnibus), che verrà ora discusso dal Consiglio e dal Parlamento UE. Questo pacchetto mira a semplificare le normative europee in materia di rendicontazione e due diligence sulla sostenibilità.

Le proposte della Commissione UE spaziano dalla semplificazione amministrativa all'industria verde, fino al risparmio energetico. In particolare, il pacchetto "Omnibus" prevede modifiche significative:

  • alle direttive CSRD sul reporting di sostenibilità;
  • alla CSDDD sulla due diligence delle imprese;
  • alla tassonomia UE;
  • al meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM);
  • ai programmi di investimento europei.

L'obiettivo principale è ridurre gli oneri amministrativi e stimolare gli investimenti, concentrando gli obblighi sulle imprese più grandi, che hanno un impatto maggiore sul clima e sull'ambiente, e semplificando al contempo gli obblighi per le PMI.

Il pacchetto Omnibus include due proposte di direttiva:

  1. Una proposta di modifica delle direttive 2006/43/CE, 2013/34/UE, 2022/2464/UE e 2024/1760/UE, relative al reporting di sostenibilità e agli obblighi di due diligence.
  2. Una proposta di modifica delle direttive 2022/2464/UE e 2024/1760/UE, che modifica le tempistiche di applicazione delle normative da parte degli Stati membri riguardo alla rendicontazione della sostenibilità e alla due diligence delle imprese.

Vediamo nel dettaglio quali sono le proposte di modifica in tema di rendicontazione di sostenibilità (CSRD) e sulla due diligence di sostenibilità (CSDDD). Si tratta, nello specifico di cambiamenti, proroghe e snellimento di adempimenti.

Modifiche alla CSRD: semplificazione e focalizzazione sulle grandi imprese

Le modifiche proposte alla Direttiva (UE) 2022/2464 sulla rendicontazione della sostenibilità (CSRD) sono pensate per semplificare gli obblighi di rendicontazione e concentrarli sulle imprese più grandi. Circa l'80% delle aziende verrà escluso dagli obblighi di rendicontazione, riducendo il carico burocratico sulle piccole e medie imprese.

Gli obblighi di rendicontazione per le grandi aziende sono stati posticipati di due anni, fino al 2028, per quelle che dovevano iniziare nel 2026 o 2027. Inoltre, viene introdotta la possibilità di rendicontare attività parzialmente allineate alla tassonomia UE, permettendo una transizione più graduale verso pratiche più sostenibili.

Per quanto riguarda la tassonomia, gli obblighi di rendicontazione saranno limitati alle aziende più grandi, mentre le altre potranno rendicontare volontariamente. È stata inoltre introdotta una soglia di materialità finanziaria per la rendicontazione, riducendo i modelli di rendicontazione di circa il 70%. Infine, vengono semplificati i criteri "Non arrecare danni significativi" (DNSH), che ora si applicano a tutti i settori economici, e le banche potranno escludere dal calcolo del Green Asset Ratio (GAR) le esposizioni a imprese che non rientrano nel futuro ambito della CSRD, come quelle con meno di 1.000 dipendenti o con un fatturato inferiore a 50 milioni di euro.

Modifiche alla due diligence sulla sostenibilità

Il Pacchetto Omnibus introduce modifiche alla Direttiva sulla Due Diligence della Sostenibilità (CSDDD) per semplificare gli obblighi e ridurre gli oneri per le aziende, in particolare per le PMI. Le principali modifiche riguardano la semplificazione dei requisiti di due diligence, che ora si concentrano principalmente sui partner commerciali diretti, riducendo la frequenza delle valutazioni periodiche da annuale a quinquennale, con possibilità di valutazioni ad hoc quando necessario. Vengono inoltre introdotte misure per ridurre gli oneri per le PMI, limitando la quantità di informazioni richieste alle grandi aziende durante la mappatura della catena del valore.

Un altro importante cambiamento è l'armonizzazione degli obblighi di due diligence in tutta l'UE, per garantire condizioni di parità tra le imprese. Per quanto riguarda la responsabilità civile, le modifiche prevedono l'eliminazione delle condizioni di responsabilità a livello UE, pur preservando il diritto delle vittime al pieno risarcimento dei danni, proteggendo però le aziende da un eccessivo risarcimento. Infine, è stato previsto un posticipo di un anno (al 2028) per le grandi aziende per adeguarsi ai nuovi obblighi di due diligence, con l'adozione delle linee guida anticipata al 2026.

Pacchetto Omnibus e CBAM: esenzioni e semplificazione delle norme

Il pacchetto Omnibus dell'UE introduce importanti modifiche al meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), con l’obiettivo di semplificare e rendere più equo il sistema per le imprese. Le principali modifiche sono le seguenti:

  • Esenzione dagli obblighi del CBAM per i piccoli importatori, come le PMI e i soggetti privati, che importano quantità limitate di beni soggetti al meccanismo. Questi importatori, che generano basse emissioni, non dovranno più rispettare gli obblighi del CBAM se le loro importazioni non superano una soglia annua di 50 tonnellate di emissioni. Questo cambiamento esonera circa il 90% degli importatori, pur garantendo che oltre il 99% delle emissioni venga comunque coperto.
  • Per le imprese che continuano a rientrare nel CBAM, sono previste semplificazioni nelle modalità di registrazione e nei requisiti di rendicontazione. Le nuove regole semplificano la dichiarazione delle emissioni incorporate e i calcoli necessari per rispettare gli obblighi del CBAM.
  • A lungo termine, il CBAM sarà reso più efficace grazie all'introduzione di normative più rigorose, progettate per prevenire elusioni e abusi del sistema.

Interventi della Commissione UE sui programmi di investimento

La Commissione Europea ha proposto modifiche per ottimizzare l’utilizzo dei principali programmi di investimento, come InvestEU, EFSI e altri strumenti finanziari. Le principali modifiche includono:

  • Aumentare la capacità di investimento dell'UE, utilizzando i rendimenti degli investimenti passati e ottimizzando i fondi residui, con l'obiettivo di mobilitare circa 50 miliardi di euro in investimenti pubblici e privati aggiuntivi. Questi fondi saranno destinati principalmente a progetti innovativi e politiche prioritarie, come la competitività e il Clean Industrial Deal.
  • Semplificare la partecipazione degli Stati membri, supportando le loro imprese e incentivando gli investimenti privati.
  • Ridurre i requisiti burocratici per i partner esecutivi e i beneficiari, in particolare per le PMI, con risparmi stimati di 350 milioni di euro nei costi amministrativi.

In sintesi, l'obiettivo del pacchetto Omnibus è quello di rendere il sistema normativo più snodato, riducendo gli oneri burocratici per le piccole e medie imprese, mentre si concentrano gli obblighi sulle imprese più grandi che hanno un impatto maggiore sulla sostenibilità, stimolando al contempo gli investimenti in transizioni ecologiche.

Iter di approvazione

Il pacchetto Omnibus dovrà essere esaminato e approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'UE. Dopo l'accordo tra le due istituzioni, le modifiche saranno pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'UE e entreranno in vigore. La Commissione ha richiesto un'esaminazione rapida del pacchetto, specialmente per i rinvii degli obblighi di rendicontazione della CSRD e i termini di recepimento per la CSDD. Le modifiche alla tassonomia UE sono contenute in un atto delegato che dovrà essere esaminato entro due mesi dal Parlamento e dal Consiglio.

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