Al via l’operazione “svecchiamento redditometro”
Autore: Gioia Lupoi
Pubblicato il 25 gennaio 2010
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È stata annunciata dal direttore dell’agenzia delle Entrate, Befera, l’operazione di restyling dello strumento di accertamento sintetico del reddito delle persone fisiche. Il 2010 ne segna l’avvio. Si partirà, spiega Befera nel corso del forum fiscale di ItaliaOggi del 22 gennaio scorso, da un tavolo di lavoro che coinvolgerà Entrate, professionisti e imprese.
Si preannuncia una rivisitazione degli indicatori di capacità contributiva: si pensa possano essere considerate le spese per i viaggi all’estero, le iscrizioni ai circoli privati, ed altro.
Anche la valenza dello strumento dovrà essere rivista: la presunzione legale relativa che supporta il redditometro può essere contrastata con prove, ad esempio, del non possesso dei beni indice o del non sostenimento delle spese, ma non può essere contestato il percorso del calcolo o le risultanze.
A fine marzo sarà, nel frattempo, reso noto il risultato dell’aggiustamento dovuto alla crisi economica degli studi di settore. Sembra, però, che anche i vertici delle Entrate si stiano convincendo del fatto che la via del redditometro sia migliore di quella degli studi, come più volte sostenuto dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili. Anche se il direttore Befera si dice contrario all’idea di rinunciare agli studi di settore, ma è del parere che si possano impiegare insieme al redditometro e agli altri strumenti a disposizione del Fisco per la lotta all’evasione fiscale: “perché si rivolgono a platee differenti di contribuenti: il redditometro ai contribuenti persone fisiche, mentre gli studi di settore a tutte le attività di impresa e professionali. Il “redditometro”, inoltre, si applica solo in fase di “controllo” della singola posizione soggettiva, mentre gli studi di settore rappresentano uno strumento di supporto alle attività di contrasto all’evasione che produce effetti già in fase di dichiarazione dei redditi”.
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