Aggiornamento delle FAQ sui programmi di formazione all’estero

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Aggiornamento delle FAQ sui programmi di formazione all’estero

Con la notizia del 12 settembre 2023, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali comunica l’aggiornamento delle risposte alle domande più frequenti (FAQ) relative alle Linee guida dedicate alla valutazione dei programmi di formazione professionale e civico-linguistica in favore dei cittadini stranieri, apolidi e rifugiati residenti all'estero.

Programmi di formazione professionale e civico-linguistica

I programmi di formazione consentono di realizzare attività formative al fine di fornire ai partecipanti conoscenze specifiche per l'esercizio di una determinata professione o attività lavorativa.

Invece, i corsi di formazione civico-linguistica consentono di acquisire le competenze linguistiche e civiche, utili per avviare un processo di integrazione finalizzato all’inserimento lavorativo in Italia.

Al termine della formazione, i cittadini stranieri potranno entrare in Italia ed essere assunti al di fuori delle quote dei decreti flussi così come previsto dal c.d. decreto Cutro.

Aggiornamento FAQ

Il Ministero del Lavoro ha aggiornato le risposte alle domande più frequenti, in particolare:

  1. i programmi di formazione professionale e civico-linguistica sono finalizzati alla realizzazione di attività formative e mirano a fornire conoscenze specifiche per l’esercizio di una determinata professione o attività lavorativa. I corsi professionali includono anche nozioni di sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro. I corsi di formazione civico-linguistica consentono di acquisire competenze linguistiche e civiche, necessarie per avviare un processo di integrazione nel contesto socio-culturale e lavorativo in Italia;
  2. i destinatari dei programmi di formazione professionale e civico-linguistica sono i cittadini stranieri residenti in Paesi terzi e/o gli apolidi e gli stranieri rifugiati, presenti in Paesi Terzi di primo asilo o di transito;
  3. i programmi in questione possono essere proposti dalle Regioni/Province autonome e altri Enti locali, organizzazioni nazionali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, nonché proprie associazioni e articolazioni, organizzazioni internazionali ed intergovernative, enti e associazioni operanti nel settore dell'immigrazione, Università e Istituti di ricerca, operatori pubblici e privati accreditati per lo svolgimento di servizi al lavoro, organizzazioni della società civile e altri soggetti senza finalità di lucro iscritti all’Elenco dell’Agenzia per la Cooperazione italiana, enti del terzo Settore iscritti al RUNTS, organismi accreditati dalle singole Regioni/Province Autonome per lo svolgimento di attività di formazione professionale e servizi al lavoro;
  4. i programmi devono indicare i profili professionali e i relativi settori di impiego, le modalità di selezione dei destinatari, le modalità dettagliate delle attività di formazione professionale e civico-linguistica con la specificazione della durata e della data prevista di inizio, nonché delle modalità didattiche previste (lezione frontale, FAD, laboratori professionali,) e degli strumenti utilizzati, l’indicazione del soggetto attuatore, delle risorse umane coinvolte, delle risorse strumentali utilizzate per lo svolgimento dell’attività, nonché la disponibilità di idonee sedi operative didattiche nel Paese di intervento, e modalità di coordinamento con Istituzioni e/o altri soggetti pubblici/privati locali, le fonti di finanziamento, a copertura del budget necessario allo svolgimento delle attività formative, modalità di realizzazione dell’incontro tra domanda ed offerta di lavoro in Italia ai fini dell’inserimento lavorativo dei destinatari formati, le modalità per la valutazione e il monitoraggio del percorso proposto;
  5. i programmi devono necessariamente contenere due elementi essenziali ossia per la formazione linguistica il raggiungimento almeno del livello A1 e per la formazione professionale le nozioni in materia di lavoro e diritti dei lavoratori, elementi di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, lessico di settore e sessioni di orientamento al lavoro per il potenziamento delle competenze trasversali e il supporto alla ricerca attiva del lavoro;
  6. la formazione può essere erogata anche a distanza – FAD;
  7. al termine del percorso verrà rilasciato un attestato relativo al raggiungimento almeno del livello di lingua A1 (tramite il superamento di un test organizzato dall’Ente formatore o Enti certificatori riconosciuti) e un attestato di frequenza, con l’indicazione delle conoscenze maturate e delle competenze acquisite grazie al percorso formativo, previo esame finale;
  8. i partecipanti che hanno completato con successo il percorso formativo (professionale e civico linguistico) può fare ingresso e soggiornare in Italia per lavoro subordinato, a fronte della richiesta nominativa presentata da un datore di lavoro. Il nulla osta per lavoro subordinato sarà rilasciato al di fuori delle quote previste dal decreto flussi. La domanda di visto di ingresso deve essere presentata entro sei mesi dalla conclusione del corso di formazione;
  9. l’approvazione dei programmi avviene a cura di una Commissione interministeriale di valutazione;
  10. le fonti di finanziamento sono individuate dai soggetti proponenti, i quali possono far ricorso a risorse pubbliche e/o private;
  11. i moduli formativi devono avere una durata di almeno 100 ore per il conseguimento del livello A1 e, per l’educazione civica, un monte ore minimo di 10 ore. Per il modulo relativo alla Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro si prevede un modulo di formazione generale di 4 ore, cui vanno aggiunti moduli di formazione specifica, differenziata in base alla classificazione di rischio del settore e della mansione del lavoratore (rischio basso, 4 ore; rischio medio, 8 ore; rischio alto, 12 ore) e un ulteriore aggiornamento di 6 ore nell’arco di un quinquennio;
  12. la differenza tra partner e soggetto aderente è la seguente, il partner di progetto è destinatario di una quota di budget per la realizzazione di determinate attività e rappresenta un centro di costo, diversamente il soggetto aderente condivide finalità e obiettivi dell’iniziativa, senza avere titolarità di attività di progetto e rappresentare un centro di costo.