Split payment, ufficiale la proroga

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Split payment, ufficiale la proroga

Con la pubblicazione della Decisione di esecuzione del Consiglio dell’Unione europea n. 2020/1105 sulla Gazzetta Ufficiale Ue L 242 è ufficiale la proroga del meccanismo dello split payment.

La suddetta decisione del 24 luglio 2020, infatti, autorizza l’Italia a continuare a prevedere il meccanismo dello split payment di cui all’articolo 17-ter del Dpr n. 633/1972, fino al 30 giugno 2023.

Come si legge nel comunicato stampa del Mef n. 158 del 3 luglio 2020, "la Commissione europea ha adottato la proposta del Consiglio che estende fino al 30 giugno 2023 l’autorizzazione concessa all’Italia per l’applicazione dello split payment come misura speciale di deroga a quanto previsto dalla Direttiva 2006/112/CE in materia di IVA".

Pertanto, lo split payment continuerà ad applicarsi fino al 30 giugno 2023 alle operazioni effettuate nei confronti di pubbliche amministrazioni e altri enti e società, secondo quanto previsto dall’articolo 17-ter del decreto Iva.

Il MEF non ha ritenuto opportuno rinunciare al gettito aggiuntivo assicurato dall’elevata efficacia della misura nel contrasto all’evasione, considerato che il costo in termini di minore liquidità per le imprese fornitrici della Pubblica Amministrazione è stato ridotto, prevedendo che le imprese fornitrici di soggetti in split payment abbiano diritto a ricevere in via prioritaria il rimborso dei relativi crediti IVA.

Si ricorda che la precedente proroga dell’autorizzazione concessa all’Italia (decisione Ue n. 784/2017) era scaduta il 30 giugno 2020; la nuova decisione si applica a decorrere dal 1° luglio 2020, così da garantire la continuità giuridica della misura.

A causa delle difficoltà causate dalla pandemia di COVID-19, infatti, la procedura di rinnovo della deroga ha richiesto più tempo del previsto e non è stato completata entro il 30 giugno 2020. Senza l’applicazione retroattiva della presente decisione, le società che applicano il meccanismo di scissione dei pagamenti dovrebbero cambiare i loro sistemi di fatturazione per adattarli alle modifiche da un giorno all’altro e anche l’Amministrazione finanziaria sarebbe stata tenuta ad adattare i suoi sistemi.

Per questo motivo, il Comitato dei rappresentanti permanenti ha deciso di ricorrere alla cosiddetta procedura scritta, che si utilizza per motivi di urgenza, con la quale è stato richiesto ai membri del Consiglio dell’Ue di indicare per scritto l’eventuale accordo sull’adozione della decisione in esame, entro venerdì 24 luglio 2020 ore 17 di Bruxelles.

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