Riforma dello sport al via, approvati 5 decreti attuativi

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Riforma dello sport al via, approvati 5 decreti attuativi

Sono stati approvati in via definitiva, il 26 febbraio 2021, dal Consiglio dei Ministri 5 decreti legislativi di riforma dell’ordinamento sportivo, in attuazione degli articoli 5, 6, 7, 8 e 9 della Legge delega 8 agosto 2019, n. 86, in materia di lavoro sportivo, di semplificazioni e sicurezza in materia di sport.

La Legge delega del 2019 prevedeva l’esercizio della stessa entro il 2020, termine che è stato prorogato di un anno a causa dell'emergenza Covid-19.

L’intera materia si è articolata in sei distinti decreti legislativi; solo quello relativo alla governance di Coni e federazioni non è stato attuato e al suo posto, lo scorso mese di gennaio, è stato approvato un Decreto legge (Dl n. 5/2021), attualmente in discussione al Senato.

Gli altri 5 decreti legislativi, che erano stati approvati in via preliminare a novembre, e che ora hanno avuto il via libera definitivo sono quelli recanti:

  1. il riordino e la riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici nonché di lavoro sportivo;

  2. le misure in materia di rapporti di rappresentanza degli atleti e delle società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo;

  3. il riordino e la riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi e della normativa in materia di ammodernamento o costruzione di impianti sportivi;

  4. la semplificazione di adempimenti relativi agli organismi sportivi;

  5. la sicurezza nelle discipline sportive invernali.

Con tali provvedimenti vengono introdotte alcune novità che riguardano:

  • la disciplina civilistica degli enti sportivi dilettantistici;

  • la definizione di “lavoratore sportivo” e la disciplina dei rapporti di lavoro;

  • l’abolizione del vincolo sportivo;

  • la definizione del rapporto con il Codice del Terzo settore.

Riforma dello sport, enti sportivi professionistici e dilettantistici

Il Decreto legislativo relativo al riordino e alla riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici nonché di lavoro sportivo è stato approvato anche su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando.

Nello specifico, tale decreto legislativo attua l’articolo 5 della Legge delega, regolamentando il lavoro sportivo e introducendo molte novità per le Associazioni sportive dilettantistiche (Asd) e per le Società sportive dilettantistiche (Ssd).

In particolare, con la regolamentazione del lavoro sportivo, per le associazioni cambierà la prospettiva dei costi da dover sostenere: finora, gli atleti che operano nei contesti delle federazioni non professionistiche sono inquadrati come dilettanti e, quindi, hanno un “costo del lavoro” minore per le società non essendo soggetti ad una iscrizione previdenziale obbligatoria. Con l’entrata in vigore della riforma, prevista per la parte del lavoro sportivo a partire dal primo luglio 2022, anche gli atleti dilettanti saranno iscritti all'Inps

Il decreto attuativo, infatti, modifica il nome del precedente Fondo pensione sportivi professionisti, che diventerà il Fondo pensione dei lavoratori sportivi, prevedendo inoltre che vi dovranno essere iscritti gli sportivi “a prescindere dal settore professionistico o dilettantistico”.

Altra novità per le associazioni sportive dilettantistiche, è quella che prevede per queste ultime la creazione di un registro nazionale gestito da Sport e Salute; inoltre le Asd e Ssd potranno acquisire personalità giuridica, assumendo una qualsiasi forma societaria regolamentata dal titolo V del Codice civile, nonché quella di Enti del terzo settore. Inoltre, se non Ets, gli enti dilettantistici sportivi potranno distribuire in minima parte gli utili.

Riforma dello sport, nuova definizione di “lavoratore sportivo”

Proprio il Dlgs che attua il lavoro sportivo introduce una nuova definizione di “lavoratore sportivo”, prevedendo una revisione organica per tale figura professionale per la quale, per la prima volta, si prevedono tutele lavoristiche e previdenziali che riguardano sia il settore dilettantistico che il settore professionistico.

Viene, dunque, superata la vecchia distinzione tra professionisti e dilettanti; da ora, infatti, ci sarà soltanto una distinzione tra l’”amatore” e il “lavoratore sportivo, nel quale vanno a confluire: “l’atleta, l’allenatore, l’istruttore, il direttore tecnico, il direttore sportivo, il preparatore atletico e il direttore di gara che, senza alcuna distinzione di genere e indipendentemente dal settore professionistico o dilettantistico, esercita l’attività sportiva verso un corrispettivo”.

Quando il lavoro sportivo è regolarmente retribuito, potrà essere inquadrato nell’ambito di un rapporto di lavoro subordinato o di un rapporto di lavoro autonomo, oltre che nella forma di collaborazioni coordinate e continuative. L’operatività di queste modifiche è prevista, tuttavia, solo a partire dal 1° luglio 2022.

La figura dell’”amatore”, invece, prende il posto dello sportivo dilettante con caratteristiche che richiamano, ma solo a tratti, la figura del volontario. Infatti, al contrario del volontario, l’amatore potrà ricevere anche premi e compensi occasionali oltre a rimborsi spese: quando questi compensi superino l’importo di 10mila euro, la prestazione assumerà natura professionale.

Restano, tuttavia, alcuni dubbi circa il possibile inquadramento tributario, in termini "professionali", per coloro che percepiranno premi occasionali oltre il limite suddetto.

Con riferimento ai giovani, viene introdotta una disciplina dell’”apprendistato” per collegare la formazione atletica con la preparazione professionale e favorire l’accesso all’attività lavorativa anche alla fine della carriera sportiva. Entro il 1° luglio 2022, invece, dovrà essere abolito il “vincolo” sportivo e ogni forma di limitazione alla libertà contrattuale dell’atleta.

Con i provvedimenti approvati dal CdM, infine, viene regolamentata anche una più ampia definizione operativa dell’agente sportivo e previste misure dirette ad aumentare la sicurezza sulle piste da sci.

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