Rider. Società di food delivery sanzionata dal Garante Privacy

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Rider. Società di food delivery sanzionata dal Garante Privacy

Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato una società di food delivery per illecito trattamento dei dati dei propri rider, effettuato tramite l’utilizzo di una piattaforma digitale basata su algoritmi di prenotazione e assegnazione degli ordini di cibo e prodotti.

Questo a seguito di una complessa attività istruttoria avviata su alcune delle principali società di food delivery che operano in Italia, compresa la Srl italiana in oggetto, presso la quale sono state riscontrate numerose violazioni della normativa privacy, dello statuto dei lavoratori e della recente normativa a tutela di chi lavora con le piattaforme digitali.

Sanzione del Garante per illecito trattamento dei dati dei rider

Sono stati rilevati, in particolare, una serie di gravi illeciti, per quel che riguarda gli algoritmi utilizzati per la gestione dei lavoratori.

Da quanto emerso, la società non aveva:

  • adeguatamente informato i lavoratori sul funzionamento del sistema;
  • assicurato garanzie sull’esattezza e la correttezza dei risultati dei sistemi algoritmici utilizzati per la valutazione dei rider;
  • garantito procedure per tutelare il diritto di ottenere l’intervento umano, esprimere la propria opinione e contestare le decisioni adottate mediante l’utilizzo degli algoritmi in questione, compresa l’esclusione di una parte dei rider dalle occasioni di lavoro.

Alla Srl in questione il Garante ha imposto la verifica dell’esattezza e della pertinenza dei dati utilizzati dal sistema, anche per minimizzare il rischio di errori e di distorsioni, nonché l’individuazione di misure che impediscano utilizzi impropri o discriminatori dei meccanismi reputazionali basati sul feedback dei clienti e dei partner commerciali.

La società di food delivery, in definitiva, dovrà pagare una sanzione pari a 2,6 milioni di euro nonché modificare il trattamento dei dati dei rider effettuato tramite la piattaforma digitale in esame, verificando anche che gli algoritmi utilizzati non producano forme di discriminazione.

La notizia del provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali - n. 234 del 10 giugno 2021 - è stata diffusa il 5 luglio, sul sito istituzionale dell’Autority.

Nel testo del provvedimento, viene rammentato quanto precisato dal Tribunale di Bologna nella recente ordinanza del 31 dicembre 2020 in tema di applicabilità, ai rider, della disciplina a tutela del lavoratore da ogni forma di discriminazione nell'accesso al lavoro.

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