Pubblicità, editoria e informazione: sostegno dalla legge di bilancio 2021

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Pubblicità, editoria e informazione: sostegno dalla legge di bilancio 2021

La Legge di bilancio 2021 vuole supportare gli investimenti nel campo dell'editoria e dell'informazione in due modi:

  • prorogando i tre incentivi esistenti, come il bonus pubblicità, il credito d’imposta per le edicole e il tax credit servizi digitali;

  • introducendo un regime sperimentale di sostegno alla domanda di servizi informativi delle famiglie a basso reddito.

Nei commi da 608 a 610 dell’articolo 1 della Legge n. 178/2020 vengono prorogati i crediti d’imposta per la filiera della stampa.

Legge di bilancio 2021. Bonus pubblicità fino al 2022

La nuova Legge di bilancio ha confermato per il 2021 e il 2022 (comma 608, art. 1) il credito di imposta del 50% per investimenti pubblicitari sulla stampa entro il tetto di spesa di 50 milioni per ciascuno dei due anni.

La novità riguarda l’esclusione dall'agevolazione per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, mentre nel 2020 erano state ammesse anche le emittenti nazionali non partecipate dallo Stato.

Restano ammessi solo gli investimenti effettuati sulla stampa, anche online.

Il credito d’imposta è pari al 50% dell’investimento effettuato e non solo sulla parte incrementale rispetto all’esercizio precedente come previsto dal bonus “a regime”; inoltre, non è più richiesto il requisito dell’incremento minimo dell’1% di spesa rispetto all’anno precedente.

Le risorse finanziarie per il bonus investimenti pubblicitari su quotidiani e periodici, cartacei e digitali, restano fissate a 50 milioni, come nel 2020.

Nel caso in cui venga superato il plafond di risorse, si procede con una ripartizione percentuale tra tutti coloro che hanno diritto al bonus.

Legge di bilancio 2021. Tax credit edicole

In favore dei rivenditori al dettaglio di quotidiani, riviste e periodici e alle imprese di distribuzione della stampa che riforniscono giornali quotidiani o periodici a rivendite situate nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti e nei comuni con un solo punto vendita è prorogato fino al 2022 il cosiddetto tax credit edicole (comma 609, art. 1).

L'importo del credito d'imposta è stabilito nella misura massima di 2.000 euro.

Il bonus si può utilizzare solo in compensazione presentando il modello di pagamento F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, a partire dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione dell’elenco dei soggetti beneficiari. Il codice tributo da utilizzare è 6913.

Legge di bilancio 2021. Credito d’imposta per servizi digitali

Il credito d’imposta per le testate edite in formato digitale in relazione alle spese sostenute per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e banda larga è disciplinato dal comma 610, dell’articolo 1 della Legge di bilancio 2021.

Anche il credito d’imposta per i servizi digitali è prorogato per gli anni 2021 e 2022, entro il tetto di spesa di 10 milioni all’anno.

Il bonus è riconosciuto alle imprese editrici di quotidiani e di periodici, iscritte al registro degli operatori di comunicazione, con almeno un dipendente a tempo indeterminato, nella misura del 30% della spesa effettiva sostenuta nell’anno:

  • per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e manutenzione evolutiva per le testate edite in formato digitale;
  • per information technology di gestione della connettività.

Legge di bilancio 2021. Contributo alle famiglie per l'acquisto di abbonamenti

Una novità della Legge n. 178/2020 è rappresentata da un contributo dell’importo massimo di 100 euro riservato alle famiglie a basso reddito sotto forma di sconto sul prezzo di vendita di abbonamenti a quotidiani, riviste o periodici, anche in formato digitale.

Si tratta di una misura pensata in via sperimentale per gli anni 2021 e 2022.

E’ riservata ai nuclei familiari con un Isee inferiore a 20mila euro che beneficiano del voucher per l’acquisizione dei servizi di connessione alla rete internet in banda ultra larga e dei relativi dispositivi elettronici, entro un tetto di spesa di 25 milioni l’anno.

La richiesta può essere effettuata presso un qualunque canale di vendita registrato, con copia del proprio documento di identità e autocertificazione sul valore dell'Isee relativo al nucleo familiare.

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