Legge di bilancio 2025: Ires premiale e criptovalute le possibili modifiche in arrivo

Pubblicato il



Legge di bilancio 2025: Ires premiale e criptovalute le possibili modifiche in arrivo

Il 9 dicembre 2024 si è svolto, prima della riunione del Consiglio dei ministri che ha portato all’approvazione del Milleproroghe 2025, un vertice della maggioranza sulle modifiche da apportare alla legge di bilancio 2025 e che sfoceranno in emendamenti governativi da presentare in sede di approvazione della manovra per il 2025 (il 10 dicembre 2024 è iniziata la discussione in Commissione Bilancio della Camera).

Le variazioni dovrebbero riguardare:

  • riduzione dell’Ires del 4% per le aziende che reinvestono e espandono l'organico. Ciò è sostenuto da un contributo proveniente da banche e assicurazioni;
  • flat tax al 15% per lavoratori con redditi fino a 35.000 euro (dai precedenti 30.000 euro);
  • imposta del 5% sugli straordinari per infermieri e medici in formazione, al fine di incentivare la disponibilità a lavorare ore aggiuntive;
  • eliminazione della regola del turnover per determinati settori pubblici. Questo cambiamento permette una maggiore flessibilità nelle assunzioni basate sulle necessità correnti;
  • rinvio del taglio Irpef al momento in cui i conti pubblici saranno consolidati;
  • eliminazione della norma sul revisore Mef in azienda e tassazione sulle criptovalute invariata per il 2025.

Vediamo alcuni dei suddetti punti.

Ires premiale: a chi spetterà

Con risorse che nelle intenzioni del Governo dovrebbero arrivare da un nuovo contributo delle banche, la riduzione dell'IRES sarà applicata per un anno, ma con quattro specifiche condizioni: l'azienda non deve utilizzare la cassa integrazione nel 2024 e nel 2025; la media dei lavoratori nei anni 2022, 2023 e 2024 deve essere almeno pari al numero di dipendenti nel 2025; deve essere registrato un incremento dell'1% nell'occupazione; l'80% degli utili deve rimanere all'interno dell'azienda, di cui almeno il 30% deve essere reinvestito.

Dunque, non sembra più rinviabile, per il Governo, il lavoro per lanciare l'IRES premiale che prevede una riduzione dell'aliquota dell'imposta sulle società per le aziende – sembra dal 24 al 20% - che conservano una parte significativa degli utili per reinvestirli in investimenti, nuove assunzioni, welfare o formazione.

Ma lo sconto per stimolare l'incremento dell'occupazione e a promuovere investimenti nelle tecnologie di Transizione 4.0 e 5.0., è subordinato ad alcuni paletti. Eccoli:

  • mantenimento dell'80% degli utili in azienda e reinvestimento del 30% di questi in asset in Transizione 4.0 (risorse tangibili e intangibili, essenziali per la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi) o 5.0 (risorse dedicate alla trasformazione digitale e energetica delle operazioni);
  • non aver beneficiato della Cassa integrazione negli anni 2024 e 2025;
  • avere mantenuto una media del personale per gli anni 2022-23-24 non inferiore al numero di dipendenti del 2025;
  • aumentare l'occupazione aziendale di almeno l'1 percento.

Tali novità saranno formalmente presentate alla Commissione Bilancio della Camera.

Inoltre, dovrebbe rimanere in corsa anche la super deduzione al 120% per le nuove assunzioni ed i crediti per Transizione 4.0 e 5.0.

Flat tax persone fisiche

Per quanto riguarda l'imposta sulle persone fisiche, dovrebbe arrivare l’innalzamento, da 30.000 a 35.000 euro, del limite di reddito per l'applicazione della Flat Tax al 15% (ridotta al 5% per chi avvia una nuova attività), relativa ai guadagni da lavoro autonomo di dipendenti e pensionati che decidono di aprire una partita IVA.

Per il settore sanitario, si introduce un'altra misura di supporto, una tassazione ridotta al 5% sugli straordinari effettuati da infermieri e medici in formazione.

Revisori del Mef in azienda: rivista la norma

La legge di bilancio 2025, nella bozza presentata a ottobre 2024, contiene una norma che prevede la nomina di un rappresentante del Ministero dell’Economia e delle Finanze nei collegi di revisione o sindacali di società ed enti di diritto privato che ricevono contributi pubblici di importo pari o superiore a 100.000 euro.

Immediatamente i professionisti interessati – in primis i commercialisti – hanno lamentato che la disposizione rappresenta una sorta di ingerenza nell’autonomia societaria. E ne hanno chiesto l’eliminazione.

E su questo dovrebbe arrivare un cambio di rotta con le modifiche da inserire nella legge di bilancio 2025.

Gli esperti del Ministero dell'Economia hanno trovato una soluzione equilibrata per rivedere la norma che ha suscitato numerose proteste.

Non ci sarà un invio massiccio di ispettori ministeriali ai collegi sindacali delle società, ma verrà introdotto un nuovo obbligo: le società dovranno compilare un prospetto specifico per documentare l'uso dei contributi pubblici.

Ciò consente il mantenimento dell'obiettivo di una maggiore trasparenza, indicato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, senza necessità di ispettori ministeriali. Anche perché le società che ricevono finanziamenti pubblici hanno già revisori dei conti registrati all'albo; non c’è necessità di aggiungere ulteriori carichi con un revisore dei conti statali.

Tassazione criptovalute: aumento ridotto e dal 2026

Anche la norma che stabilisce un aumento per la tassazione sulle criptovalute è destinata a scomparire.

Non ci sarà un aumento eccessivo sulla tassazione delle criptovalute: la crescita, inizialmente prevista dalla manovra, sarà notevolmente mitigata durante il percorso legislativo.

Un aumento dal 26% al 42% dell'aliquota sulle plusvalenze e altri redditi generati da rimborsi o cessioni di cripto-attività superiori a duemila euro potrebbe favorire l'economia sommersa, danneggiando un settore in crescita e pieno di potenzialità che attualmente coinvolge 1,35 milioni di italiani.

L'intervento proposto posticiperebbe l'aumento previsto per il 2025, riducendo il carico fiscale previsto al 30% a partire dal 2026.

Taglio della seconda aliquota Irpef, a che punto siamo?

Attualmente, il piano economico prevede di rendere permanenti dal 2025 le tre fasce di aliquota IRPEF già applicate quest'anno:

  • il 23% fino a un reddito di 28mila euro;
  • il 35% per i redditi tra 28mila e 50mila euro;
  • il 43% per i redditi superiori a 50mila euro.

Ma alcune forze della maggioranza spingono affinché l'aliquota intermedia, quella del 35%, sia ridotta di due punti percentuali, portandola al 33%. Questo taglio avrebbe dovuto essere finanziato con i fondi ottenuti dall’accordo preventivo biennale, ma i soldi risultati sono stati inferiori alle aspettative.

Il compromesso finale è che la riduzione dell'aliquota ci sarà ma non verrà inclusa nella legge di bilancio 2025.

E’ necessario attendere il consolidamento dei conti pubblici. Dunque, rinvio del taglio al 2025.

Ricevi GRATIS la nostra newsletter

Ogni giorno sarai aggiornato con le notizie più importanti, documenti originali, anteprime e anticipazioni, informazioni sui contratti e scadenze.

Richiedila subito