L'abuso d'ufficio non è più reato: la Riforma Nordio entra in vigore
Pubblicato il 23 agosto 2024
In questo articolo:
- Principali novità della riforma
- Abolizione del reato di abuso d'ufficio
- Modifiche al reato di traffico di influenze illecite
- Stretta sulle intercettazioni
- Limitazioni al potere di impugnazione del pubblico ministero
- Altre misure procedurali
- Aumento organico della magistratura
- Entrata in vigore e applicazione delle misure
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La Legge di riforma "Nordio" n. 114 del 9 agosto 2024, introduttiva di numerose novità rilevanti per il sistema penale italiano, entra in vigore il 25 agosto 2024.
Il provvedimento, recante modifiche al Codice penale, al Codice di procedura penale, all'ordinamento giudiziario e al Codice dell'ordinamento militare, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 187 del 10 agosto 2024.
Principali novità della riforma
Abolizione del reato di abuso d'ufficio
Il punto cardine della riforma è rappresentato dall'abolizione del reato di abuso d'ufficio.
Questa misura è stata adottata con l'obiettivo di ridurre la cosiddetta "paura della firma" tra i pubblici amministratori, spesso riluttanti ad assumere decisioni per timore di conseguenze legali.
Tuttavia, tale abrogazione ha sollevato dubbi di costituzionalità e critiche dalla Commissione Europea, che teme un possibile indebolimento della lotta alla corruzione.
Per bilanciare queste preoccupazioni, il Legislatore ha introdotto, nel Decreto Carceri, il nuovo reato di "indebita destinazione di denaro o cose mobili", rafforzando così la normativa contro l'uso improprio di fondi pubblici.
Modifiche al reato di traffico di influenze illecite
La riforma interviene anche sul reato di traffico di influenze illecite, restringendone l'ambito di applicazione.
Ora, le relazioni tra il mediatore e il pubblico ufficiale (o l'incaricato di un pubblico servizio) devono essere effettivamente utilizzate con l'intento di ottenere o promettere denaro o altre utilità economiche in cambio di atti contrari ai doveri d'ufficio.
Questa condotta è punita con la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni e sei mesi.
Stretta sulle intercettazioni
Un altro aspetto rilevante della riforma è l'introduzione di restrizioni riguardo alla pubblicazione delle intercettazioni.
Per tutelare i diritti dei terzi non indagati, la legge vieta la diffusione dei contenuti delle intercettazioni, a meno che non siano riprodotti in atti giudiziari o utilizzati durante i processi.
Inoltre, è stato esteso il divieto di acquisizione delle comunicazioni tra imputato e difensore, includendo anche altre forme di comunicazione non legate alla corrispondenza, salvo che l'autorità giudiziaria non abbia fondati motivi per ritenerle rilevanti per le indagini.
Limitazioni al potere di impugnazione del pubblico ministero
La riforma Nordio introduce restrizioni al diritto del pubblico ministero di appellare le sentenze di assoluzione per reati minori, come piccoli furti o oltraggio a pubblico ufficiale, che non richiedono un'udienza preliminare.
Altre misure procedurali
Tra le altre misure procedurali, la riforma stabilisce l'obbligo di interrogatorio preventivo per le persone sottoposte a indagini preliminari e la necessità di una decisione collegiale per disporre la custodia in carcere.
Aumento organico della magistratura
La legge prevede anche un incremento dell'organico della magistratura, con 250 nuove unità da destinare alle funzioni giudicanti di primo grado.
Sono inoltre introdotte alcune modifiche all'ordinamento giudiziario, riguardanti le tabelle infradistrettuali e i criteri per l'assegnazione degli affari penali al giudice per le indagini preliminari.
Entrata in vigore e applicazione delle misure
Tuttavia, le disposizioni relative all'introduzione della composizione collegiale del giudice per le indagini preliminari si applicheranno decorsi due anni dalla data di entrata in vigore della legge (ossia a partire dal 25 agosto 2026).
Viene garantito, in questo modo, un periodo di transizione per l'adeguamento delle strutture giudiziarie.
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