Decreto sicurezza: Daspo urbano, fermi e scudo per gli agenti

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Il pacchetto sicurezza del Governo è stato nuovamente rivisitato per introdurre ulteriori misure in risposta alle recenti dinamiche di violenza e per rafforzare le misure di sicurezza pubblica.

L'esame del pacchetto, che include un decreto-legge e un disegno di legge, è stato rinviato a giovedì 5 febbraio 2026 in Consiglio dei Ministri per consentire un ulteriore approfondimento sulla costituzionalità delle modifiche proposte.

Decreto Sicurezza in dirittura d'arrivo: ultimi ritocchi   

Le modifiche sono motivate dalla necessità di rispondere alle richieste di maggiore sicurezza e per affrontare le problematiche relative a violenze e disordini durante manifestazioni pubbliche.

Le novità proposte puntano a rafforzare l'efficacia delle misure di prevenzione e a tutelare gli agenti delle forze dell'ordine in situazioni di ordine pubblico.

L'estensione del Daspo urbano  

Una delle modifiche previste riguarda l'estensione dell'uso del Daspo urbano, una misura che consente alle forze dell'ordine di vietare l'accesso a determinate aree o eventi a individui che rappresentano una minaccia per l'ordine pubblico.

Con le nuove disposizioni, il Daspo urbano sarebbe applicabile anche a chi partecipa a manifestazioni violente o incita alla violenza. Questo ampliamento mira a contenere i rischi di escalation durante gli eventi pubblici, garantendo un maggiore controllo sul territorio e sullo svolgimento delle manifestazioni.

La revisione dello scudo per gli agenti e l'uso della forza  

Un'altra modifica riguarda lo scudo giuridico per gli agenti delle forze dell'ordine. Il nuovo decreto prevede che l'uso della forza possa essere giustificato solo in presenza di una causa di legittima difesa o altre circostanze specifiche.

Inoltre, viene introdotto un doppio registro per le indagini, separando i casi di legittima difesa da quelli in cui l'uso della forza non è ritenuto giustificato. Questa modifica si propone di garantire una maggiore protezione per gli agenti, pur evitando l'abuso di potere durante le operazioni di mantenimento dell'ordine.

Il "fermo di prevenzione" riveduto  

Il "fermo di prevenzione" è una misura che consente di fermare preventivamente una persona qualora vi siano fondati motivi di sospetto che possa commettere un reato.

Le modifiche previste al decreto mirano a ridimensionare questa misura per evitare possibili abusi.

Il fermo di prevenzione resterà comunque uno strumento utile per prevenire atti violenti, in particolare in contesti di manifestazioni pubbliche dove il rischio di disordini è elevato. L'obiettivo è rendere il fermo una misura equilibrata, che rispetti i diritti fondamentali delle persone.

Le prossime tappe

Il Decreto Sicurezza così modificato dovrà passare attraverso un esame costituzionale da parte del Quirinale.

Dopo il rinvio della riunione del Consiglio dei Ministri, la discussione proseguirà con l'analisi del decreto e le sue implicazioni costituzionali. 

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