Decreto Flussi: ecco le regole per l'ingresso dei lavoratori stranieri in Italia
Pubblicato il 30 ottobre 2024
In questo articolo:
- Decreto Flussi: obiettivi
- Introduzione dei dati biometrici per i richiedenti
- Nulla osta
- Quote e settori interessati nel 2025
- Permessi per lavoro di assistenza familiare e disabilità
- Come richiedere il nulla osta
- Permessi di soggiorno per lavoratori che collaborano al contrasto del caporalato
- Programma di emersione e assistenza sociale
- Sanzioni
- FAQ
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Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 239 dell’11 ottobre 2024, il decreto legge n. 145 dell’11 ottobre 2024 (cosiddetto Decreto Flussi) introduce alcune novità sulla gestione degli ingressi in Italia di persone con cittadinanza extracomunitaria: il provvedimento è oggetto dell’Approfondimento della Fondazione studi consulenti del lavoro del 29 ottobre 2024.
Analizziamo di seguito le considerazioni contenute nell’Approfondimento.
Decreto Flussi: obiettivi
Il provvedimento nasce con l’intento di facilitare l'accesso legale dei lavoratori extracomunitari, semplificando i processi amministrativi che ne sono alla base e potenziando il ricorso alla digitalizzazione.
Oltre a sostenere il fabbisogno di manodopera in vari settori, il decreto si propone anche di contrastare il lavoro sommerso e irregolare, promuovendo una migrazione controllata e sicura.
In linea con i recenti sviluppi normativi, vengono infatti rafforzate le misure di verifica e controllo degli ingressi, introducendo innovazioni digitali e nuove modalità di autorizzazione.
Uno degli scopi primari del decreto è quello dunque di agevolare l’ingresso in Italia di lavoratori stranieri per rispondere alle esigenze del mercato, specialmente in settori strategici come l’agricoltura, il turismo, l’edilizia e l’assistenza familiare.
Inoltre, il decreto mira a contrastare fenomeni come il caporalato e il lavoro nero, introducendo procedure più rigorose e sanzioni per i datori di lavoro che non rispettano la normativa.
L’introduzione di nuovi permessi di soggiorno specifici, destinati ai lavoratori che collaborano alla denuncia di situazioni di sfruttamento, rappresenta un'ulteriore misura di tutela contro le dinamiche di lavoro sommerso.
Introduzione dei dati biometrici per i richiedenti
Una delle innovazioni principali è data dall’art. 1, comma 1, lettera a) del decreto legge n. 145 dell’11 ottobre 2024 che inserisce il comma 4-bis all’art. 4 del decreto legislativo n. 286/1998 prevedendo l’obbligo di fornire dati biometrici da parte dei richiedenti.
Tutti coloro che fanno richiesta di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro devono dunque fornire le impronte digitali e altri dati identificativi.
Si tratta di una misura, in linea con gli obblighi della normativa europea, volta a garantire un maggiore controllo e sicurezza, riducendo il rischio di utilizzo fraudolento dei permessi di soggiorno.
L’uso dei dati biometrici rappresenta quindi uno strumento efficace per assicurare che ogni richiedente sia effettivamente autorizzato all’ingresso, contribuendo così a migliorare la tracciabilità e la legalità dei flussi migratori.
Nulla osta
Un'altra novità significativa riguarda la riforma della procedura per il rilascio del nulla osta.
Sempre all’interno dell’articolo 1, ma alla lettera e) del comma 1, viene infatti novellata la fisionomia dell’art. 22, comma 2 del Testo unico sull’immigrazione attraverso la previsione di una digitalizzazione completa della procedura, che permette di svolgere online tutte le operazioni necessarie, tra cui la produzione del certificato di idoneità alloggiativa e la sottoscrizione digitale dei contratti di soggiorno.
Inoltre, la nuova normativa introduce una scadenza di otto giorni per la verifica, da parte dei Centri per l’Impiego, dell'eventuale disponibilità di lavoratori italiani per posizioni richieste da datori di lavoro stranieri: in caso di mancata risposta, la verifica si considera completata con esito negativo, semplificando così l’iter per il datore di lavoro.
NOTA BENE: Il comma 2–ter introduce, invece, una preclusione rispetto alle domande provenienti dai datori di lavoro che nel triennio precedente non abbiano dato seguito all’esito positivo di analoga richiesta e a quelli nei cui confronti risulta emesso un decreto che dispone il giudizio per reati inerenti allo sfruttamento del lavoro.
Quote e settori interessati nel 2025
Il Decreto Flussi prevede una distribuzione mirata delle quote di ingresso per i lavoratori stranieri, con particolare attenzione ai settori che necessitano di maggiore supporto in termini di manodopera.
Quote per il lavoro stagionale e non stagionale
Per il 2025, sono state stabilite quote specifiche per l’ingresso di lavoratori stranieri in Italia sia per lavoro stagionale sia per lavoro non stagionale.
Il settore agricolo e quello turistico-alberghiero sono destinatari della maggior parte delle quote stagionali, con procedure che favoriscono l’ingresso durante i periodi di alta richiesta; per il lavoro non stagionale, invece, le quote sono riservate a settori come edilizia, trasporti, telecomunicazioni, assistenza e altri comparti industriali che richiedono continuità lavorativa durante l’anno.
Il decreto individua poi altri settori prioritari per l’ingresso di lavoratori extracomunitari, includendo ambiti come l’autotrasporto, la pesca, il settore meccanico, e le telecomunicazioni, oltre a edilizia, turismo e agricoltura, scelti per il loro forte fabbisogno di manodopera e per la necessità di competenze specifiche che non sempre sono disponibili nel mercato interno.
Permessi per lavoro di assistenza familiare e disabilità
Rilevante nel Decreto Flussi è il rilascio di permessi di soggiorno specifici per i lavoratori destinati all’assistenza familiare, in particolare per persone con disabilità o anziani ultraottantenni: si tratta infatti di una categoria di permessi che risponde alla crescente domanda di assistenza in ambito domestico, pertanto le quote dedicate non rientrano nei limiti generali.
Tali permessi sono applicabili sia per contratti a tempo determinato che indeterminato, offrendo maggiore flessibilità ai datori di lavoro e garantendo assistenza continuativa a persone con bisogni particolari.
Come richiedere il nulla osta
La circolare n. 9032/2024, emessa congiuntamente dai Ministeri dell’Interno, del Lavoro, dell’Agricoltura e del Turismo, introduce aggiornamenti importanti nella procedura per la richiesta del nulla osta per l’ingresso dei lavoratori stranieri in Italia.
Le novità includono tempistiche specifiche per la fase di precompilazione delle domande, i dettagli dei cosiddetti "click day" e nuovi requisiti di verifica per i Centri per l’impiego.
Dal 1° al 30 novembre 2024 è prevista una fase di precompilazione delle domande di nulla osta tramite il Portale ALI del Ministero dell’Interno, fase introdotta per facilitare la gestione delle richieste evitando sovraccarichi della piattaforma durante i giorni di presentazione ufficiale.
I "click day", ovvero le date in cui sarà possibile inviare le domande precompilate, sono fissati a febbraio 2025 e varieranno a seconda del settore: per i lavoratori subordinati non stagionali, il click day è programmato per il 5 febbraio 2025, mentre per il settore dell'assistenza familiare e socio-sanitaria è previsto il 7 febbraio 2025.
Il 12 febbraio 2025 sarà invece il giorno dedicato alle domande per i settori agricolo e turistico-alberghiero, mentre un’ulteriore finestra per i lavoratori stagionali del turismo è fissata per il 1° ottobre 2025.
I datori di lavoro hanno l’obbligo di verificare la disponibilità di lavoratori residenti in Italia tramite i Centri per l’Impiego prima di richiedere il nulla osta per l’assunzione di lavoratori stranieri e, dunque, devono dunque inviare una richiesta in tal senso e attendere un riscontro entro otto giorni.
In assenza di risposta, o se il Centro conferma la mancata disponibilità di lavoratori idonei, il datore di lavoro può procedere con la richiesta del nulla osta.
Nel caso in cui il Centro per l’Impiego non risponda o indichi l’inidoneità del candidato proposto, il datore di lavoro può presentare infatti un’autocertificazione che attesti il mancato riscontro o l’inadeguatezza del candidato, documento che diventa parte integrante della documentazione per la richiesta del nulla osta, snellendo così il processo di approvazione per i lavoratori stranieri e rendendo la procedura più trasparente ed efficiente.
Permessi di soggiorno per lavoratori che collaborano al contrasto del caporalato
Di notevole importanza la misura di tutela per i lavoratori stranieri coinvolti in situazioni di sfruttamento lavorativo e caporalato.
Grazie al nuovo articolo 18-ter del decreto legislativo n. 286/1998, come modificato dal decreto Flussi, viene introdotto un permesso di soggiorno speciale per i lavoratori che collaborano attivamente con le autorità nell’emersione di casi di sfruttamento e nella denuncia dei responsabili.
Questa iniziativa si inserisce in una più ampia strategia di contrasto al caporalato e al lavoro irregolare, mirando a proteggere i diritti dei lavoratori e a incentivare la loro partecipazione attiva nel combattere pratiche di sfruttamento.
Ma come si ottiene il permesso? Vediamo di seguito
La proposta di rilascio del permesso può provenire dall’Autorità giudiziaria o dall’Ispettorato nazionale del lavoro, che certifica l’effettiva collaborazione e fornisce il proprio parere favorevole.
Il permesso di soggiorno rilasciato per “casi speciali” ha una durata iniziale di sei mesi, con possibilità di rinnovo annuale o per un periodo più lungo: oltre a consentire la permanenza in Italia, il permesso permette ai beneficiari di accedere al lavoro subordinato o autonomo, ai servizi di assistenza sociale e all’iscrizione all’anagrafe.
Il permesso di soggiorno per “casi speciali”, peraltro, non solo protegge i lavoratori ma offre anche garanzie estese ai loro familiari: il programma di tutela prevede infatti la possibilità di includere anche parenti e affini entro il secondo grado, offrendo loro l’accesso a misure di assistenza e supporto psicologico e sociale.
Durante il periodo di validità del permesso, i beneficiari possono inoltre partecipare a progetti di formazione professionale per favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro.
Programma di emersione e assistenza sociale
A sostegno delle vittime di sfruttamento, il Decreto Flussi prevede anche un’estensione del Programma di Emersione e Assistenza Sociale, che fornisce supporto per l'integrazione dei lavoratori stranieri nel mercato del lavoro.
Questo programma è direttamente collegato al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL), la piattaforma che consente ai beneficiari di accedere a misure di assistenza e formazione.
Attraverso l’inclusione nel SIISL, come sopra accennato, i lavoratori possono usufruire di percorsi personalizzati che comprendono formazione e accesso ad opportunità di impiego, riducendo il rischio di ricadute nel lavoro sommerso.
Inoltre, i beneficiari del permesso di soggiorno per casi speciali hanno diritto a richiedere l’Assegno di Inclusione, che può essere concesso anche in assenza di alcuni requisiti ordinari, offrendo quindi un maggiore supporto ai soggetti più vulnerabili.
Sanzioni
Nuove e più severe le sanzioni introdotte dal Decreto Flussi per i datori di lavoro che infrangono le normative in materia di immigrazione e sfruttamento lavorativo: vediamo quali.
Per i datori di lavoro che sfruttano i lavoratori stranieri attraverso intermediazione illecita, sfruttamento o caporalato, le sanzioni amministrative sono state aumentate fino a un massimo di 60.000 euro, con un incremento del 20% rispetto alla normativa precedente.
Le sanzioni pecuniarie non sono però le uniche misure previste: il decreto prevede infatti anche pene accessorie per i datori di lavoro colpevoli di violazioni gravi, che possono includere la sospensione dell’attività o il ritiro di licenze e permessi.
Il Decreto Flussi incoraggia infine la denuncia di abusi tramite il whistleblowing: i lavoratori che segnalano episodi di sfruttamento o caporalato possono beneficiare di una tutela rafforzata, con misure specifiche per proteggere sia sé stessi che le proprie famiglie da eventuali ritorsioni.
FAQ
1. Cos'è il Decreto Flussi
Il Decreto Flussi è una normativa italiana che disciplina l'ingresso di lavoratori stranieri in Italia per motivi di lavoro. Introduce procedure semplificate, nuove quote di ingresso per diversi settori e misure di contrasto al lavoro sommerso.
2. Quali sono gli obiettivi principali del Decreto Flussi?
Gli obiettivi sono migliorare la gestione dell’immigrazione regolare, facilitare l’ingresso di lavoratori in settori che ne hanno necessità e contrastare lo sfruttamento dei lavoratori stranieri tramite sanzioni più severe per i datori di lavoro irregolari.
3. Come funziona la procedura per il nulla osta?
I datori di lavoro devono richiedere un nulla osta per assumere lavoratori stranieri. La domanda può essere precompilata dal 1° al 30 novembre 2024 sul portale ALI. I "click day" per l’invio delle domande sono previsti per febbraio 2025, con date diverse a seconda del settore.
4. Quali sono le sanzioni per i datori di lavoro che sfruttano i lavoratori stranieri?
Le sanzioni amministrative possono arrivare fino a 60.000 euro, con un incremento del 20% rispetto alla normativa precedente. Sono previste anche pene accessorie, come la sospensione dell’attività e la revoca di licenze e permessi in caso di violazioni gravi.
5. Chi può richiedere il permesso di soggiorno speciale?
I lavoratori stranieri che denunciano situazioni di sfruttamento e collaborano con le autorità possono richiedere un permesso di soggiorno speciale, valido per sei mesi e rinnovabile. Questo permette loro di lavorare regolarmente e di accedere a servizi assistenziali.
6. Cosa cambia per i lavoratori stagionali con il Decreto Flussi?
Il Decreto Flussi introduce quote specifiche per i lavoratori stagionali nei settori agricolo e turistico-alberghiero, con possibilità di proroga dei permessi fino a un massimo di nove mesi, a fronte di nuove offerte di lavoro stagionale.
7. Quali tutele sono previste per i lavoratori che denunciano lo sfruttamento?
I lavoratori che segnalano casi di sfruttamento sono tutelati tramite il sistema di whistleblowing, che offre protezioni per evitare ritorsioni. È prevista inoltre l’estensione delle tutele ai familiari del lavoratore.
8. Cos’è il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL)?
Il SIISL è una piattaforma digitale che supporta i lavoratori stranieri con progetti personalizzati di integrazione, formazione e assistenza economica, come l’Assegno di Inclusione, per favorire il loro inserimento nel mercato del lavoro legale.
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