Carta Valore Cultura: come funziona il nuovo bonus per i diplomati
Pubblicato il 12 gennaio 2026
In questo articolo:
- Quadro normativo di riferimento
- Che cos’è la Carta Valore Cultura
- A chi spetta il nuovo bonus cultura
- Quando viene riconosciuta e da quando si utilizza
- Importo della Carta Valore Cultura e risorse disponibili
- Quali acquisti sono consentiti
- Differenze rispetto ai precedenti bonus cultura
- Monitoraggio, controlli e prevenzione delle frodi
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La Legge di Bilancio 2026 riforma nuovamente il sistema degli incentivi pubblici destinati alla promozione della cultura tra i giovani. Dopo il superamento di 18App e la successiva introduzione della Carta della cultura giovani e della Carta del merito, il legislatore torna a un modello unitario, istituendo la Carta Valore Cultura.
La nuova misura, operativa a decorrere dal 2027, è rivolta ai neodiplomati e mira a sostenere l’accesso a beni e servizi culturali, semplificando il quadro normativo e ampliando la platea rispetto al sistema basato su reddito e merito. Restano tuttavia alcuni vincoli, in particolare legati all’età anagrafica al momento del conseguimento del diploma.
Quadro normativo di riferimento
La Carta Valore Cultura è stata istituita dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026).
La disciplina è contenuta nell’articolo 1, commi da 538 a 549, che regolano:
- l’istituzione della nuova carta;
- l’individuazione dei beneficiari;
- le risorse finanziarie destinate alla misura;
- le modalità di monitoraggio e controllo.
Le disposizioni operative sono demandate a un decreto del Ministero della Cultura, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, da adottare entro il 30 novembre 2026.
Che cos’è la Carta Valore Cultura
La Carta Valore Cultura è un bonus digitale, personale e nominativo, riconosciuto ai giovani che conseguono il diploma di scuola secondaria di secondo grado entro una determinata soglia di età.
Il beneficio assume la forma di un credito elettronico, utilizzabile attraverso una piattaforma informatica dedicata, per l’acquisto di specifici beni e servizi culturali. Il bonus non costituisce un’erogazione in denaro né un rimborso, ma un portafoglio virtuale spendibile secondo regole prestabilite.
La finalità dichiarata della misura è sostenere la diffusione della cultura, favorendo la partecipazione a eventi culturali e l’acquisto di strumenti utili alla formazione e all’arricchimento personale.
A chi spetta il nuovo bonus cultura
La Carta Valore Cultura è destinata a una platea definita in modo puntuale. Possono accedere al beneficio i giovani che:
- conseguono il diploma di scuola secondaria di secondo grado;
- entro l’anno solare in cui compiono 19 anni di età;
- presso istituti di istruzione secondaria superiore o percorsi equiparati.
Il requisito anagrafico comporta l’esclusione automatica di chi consegue il diploma oltre tale limite, ad esempio a seguito di ripetenze o interruzioni del percorso scolastico.
Sono inoltre esclusi:
- i giovani che hanno superato il limite di età previsto;
- gli studenti che non conseguono un diploma di scuola secondaria di secondo grado;
- i soggetti che hanno concluso percorsi di istruzione e formazione professionale non equiparati.
Quando viene riconosciuta e da quando si utilizza
La Carta Valore Cultura viene assegnata nell’anno successivo a quello del conseguimento del diploma.
In concreto:
- i giovani che si diplomano a partire dall’anno 2026;
- potranno utilizzare il bonus a partire dal 2027.
Le modalità di attivazione, i termini di utilizzo e l’eventuale scadenza del credito saranno definiti nel decreto attuativo ministeriale.
Importo della Carta Valore Cultura e risorse disponibili
La legge di Bilancio 2026 stabilisce un tetto massimo di spesa pari a 180 milioni di euro annui, a decorrere dal 2027.
L’importo individuale del bonus non è fisso. Il valore della Carta Valore Cultura sarà determinato annualmente con decreto ministeriale, tenendo conto:
- delle risorse stanziate;
- del numero effettivo dei beneficiari.
In base alle prime stime, l’importo potrebbe collocarsi intorno ai 500 euro, ma la normativa consente una rimodulazione per evitare il superamento della spesa autorizzata.
Quali acquisti sono consentiti
La Carta Valore Cultura è utilizzabile esclusivamente per beni e servizi culturali. Tra le spese ammesse rientrano:
- libri, inclusi testi scolastici e universitari;
- abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale;
- biglietti per cinema, teatro, concerti e spettacoli dal vivo;
- ingressi a musei, mostre, monumenti, parchi archeologici;
- musica registrata e prodotti audiovisivi;
- strumenti musicali;
- corsi di musica, teatro, danza e lingue straniere;
- accessi a parchi naturali ed eventi culturali.
Restano esclusi i beni non coerenti con le finalità culturali della misura, come dispositivi elettronici di uso generico.
Differenze rispetto ai precedenti bonus cultura
La Carta Valore Cultura sostituisce, a partire dal 2027, le precedenti misure:
- Carta della cultura giovani;
- Carta del merito.
Rispetto a 18App, il nuovo bonus non è universale, poiché è legato al conseguimento del diploma entro i 19 anni. Tuttavia, rispetto al sistema a due carte introdotto negli anni precedenti, la nuova misura:
- elimina i requisiti reddituali;
- elimina le condizioni legate al merito;
- semplifica il quadro degli incentivi, tornando a un’unica carta.
Il criterio centrale diventa quindi il raggiungimento del traguardo del diploma in un determinato arco temporale.
Monitoraggio, controlli e prevenzione delle frodi
Un elemento di forte discontinuità rispetto al passato è rappresentato dal rafforzamento dei controlli.
La legge di Bilancio 2026 prevede:
- un monitoraggio semestrale sull’andamento della spesa e sull’utilizzo del bonus;
- la trasmissione dei risultati alla Ragioneria generale dello Stato;
- il coinvolgimento del Ministero della Cultura e della Guardia di Finanza nelle attività di vigilanza.
Per gli esercenti convenzionati, il rimborso del credito non sarà più subordinato alla sola presentazione della fattura, ma anche al completamento di tutti gli ulteriori adempimenti richiesti per la liquidazione, al fine di consentire verifiche più approfondite e ridurre il rischio di utilizzi indebiti.
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