Processo penale telematico: decreto Giustizia con nuove scadenze operative

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Nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2025 è stato pubblicato il Decreto ministeriale Giustizia n. 206/2025 in materia di processo penale telematico, introduttivo di ulteriori correttivi al DM n. 217/2023, già modificato dal DM 206/2024.

Il testo è stato oggetto di un immediato commento da parte dell’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI).

PPT: le novità introdotte dal DM giustizia

Il decreto introduce ulteriori correttivi alla disciplina vigente, aggiornando le modalità di deposito degli atti mediante proroghe e deroghe mirate all’obbligo di deposito telematico.

Le nuove misure, come evidenziato anche dall’UCPI, sono finalizzate a garantire un’applicazione graduale della riforma, con particolare attenzione alla tutela delle garanzie difensive e alla gestione dei procedimenti più sensibili.

Il DM nel quadro della riforma del processo penale telematico  

Il DM 206/2025 si inserisce nel più ampio percorso normativo volto alla progressiva attuazione del processo penale telematico.

Il decreto, come sottolineato nel commento dell’UCPI, prosegue un iter già avviato, intervenendo in continuità con le scelte precedenti e accompagnando, senza soluzioni di continuità, la transizione verso il nuovo modello digitale.

Struttura del decreto e ambito di applicazione  

Il DM presenta una struttura essenziale, essendo composto da due soli articoli. Introduce modifiche puntuali all’articolo 3 della disciplina vigente sul processo penale telematico, senza incidere sull’impianto generale della riforma.

Le disposizioni riguardano le modalità di deposito degli atti e si applicano sia ai soggetti abilitati interni sia ai soggetti abilitati esterni, in particolare ai difensori.

Deposito degli atti sulle intercettazioni: la nuova deroga fino al 30 giugno 2026  

Il nuovo comma 3-bis introduce una deroga all’obbligo di deposito telematico per gli atti relativi alle intercettazioni.

Come rilevato anche nel commento UCPI, la possibilità di continuare il deposito analogico fino al 30 giugno 2026 per i soggetti abilitati interni risponde all’esigenza di garantire riservatezza e piena tutela delle garanzie difensive.

Proroga del deposito analogico fino al 31 marzo 2026  

Il comma 3-ter proroga il regime di deposito analogico fino al 31 marzo 2026 per specifiche categorie di procedimenti.

L’estensione temporale, evidenziata positivamente dall’UCPI, assicura maggiore gradualità nell’applicazione del processo penale telematico rispetto alla precedente scadenza del 31 dicembre 2025.

Le motivazioni del decreto nella Relazione illustrativa  

La Relazione illustrativa richiama la necessità di monitorare i flussi di lavoro negli uffici giudiziari e di consentire un adattamento organizzativo progressivo.

Tali motivazioni, riprese nella nota di commento dell’UCPI, pongono al centro il rispetto delle garanzie costituzionali e dei termini di decadenza, superando criticità non di natura tecnica.

Impatti pratici per avvocati e uffici giudiziari  

Le proroghe producono effetti immediati sull’attività degli operatori del diritto.

Come osservato dall’UCPI, il coordinamento tra deposito telematico e analogico riduce il rischio di decadenze processuali e contribuisce a limitare il ricorso a sospensioni disposte a livello locale.

PDP 2.0 e accesso ai fascicoli informatici: cosa cambia nel 2026  

Nel commento UCPI viene attribuito particolare rilievo all’imminente rilascio del PDP 2.0, che dovrebbe consentire ai difensori l’accesso ai fascicoli informatici. Si tratta di un passaggio ritenuto decisivo per l’effettività del diritto di difesa e per il consolidamento del processo penale telematico nel 2026.

Il commento degli avvocati dell’UCPI  

L’UCPI, in definitiva, ha espresso una valutazione complessivamente positiva del DM 206/2025, qualificandolo come un intervento di aggiustamento mirato.

L’Unione ha evidenziato l’attenzione del legislatore secondario alla salvaguardia delle garanzie difensive e ha ribadito il proprio impegno nel monitoraggio applicativo, nella formazione dell’avvocatura penalista e nel dialogo istituzionale, a presidio del giusto processo telematico.

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