Cedolino pensione marzo 2026: pagamenti, aumenti, IRPEF e conguagli
Pubblicato il 23 febbraio 2026
In questo articolo:
- Quando e come viene pagata la pensione: regole generali e data di marzo 2026
- Incremento della maggiorazione sociale: cosa cambia da marzo 2026
- L’aumento previsto dalla legge di bilancio 2026
- Adeguamento delle aliquote IRPEF: riduzione dal 35% al 33%
- Conguaglio IRPEF 2025: come funziona
- Rateizzazione per redditi fino a 18.000 euro
- Ulteriori conguagli in vista della Certificazione Unica 2026
- Addizionali regionali e comunali: cosa sapere
- Prestazioni esenti da trattenute fiscali
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Il mese di marzo 2026 assume particolare rilevanza per diverse novità che incidono direttamente sull’importo delle pensioni: dall’incremento della maggiorazione sociale introdotto dalla legge di bilancio 2026, alla riduzione della seconda aliquota IRPEF, fino ai conguagli fiscali relativi all’anno 2025 e alle trattenute per addizionali regionali e comunali.
Vediamo di seguito tutte le informazioni utili relative al cedolino della pensione di marzo 2026: chi beneficia degli aumenti, come funzionano i conguagli e quali trattenute possono comparire nel prospetto mensile.
Quando e come viene pagata la pensione: regole generali e data di marzo 2026
In base alla normativa vigente, le pensioni vengono pagate il primo giorno del mese bancabile, con un’unica eccezione: il mese di gennaio, per il quale il pagamento avviene nel secondo giorno bancabile.
Per quanto riguarda marzo 2026, l’accredito del rateo avverrà con valuta 2 marzo 2026. Nella stessa data sarà disponibile anche il pagamento in contanti per coloro che rientrano nei limiti previsti dalla legge.
Modalità di pagamento
L’INPS effettua il pagamento delle pensioni mediante accredito su conto corrente bancario o postale intestato al titolare della prestazione e registrato nei sistemi dell’Istituto. Le coordinate IBAN devono essere comunicate correttamente e aggiornate attraverso il servizio online “Cambiare le coordinate di accredito della pensione”.
Il pagamento in contanti è ammesso soltanto per importi complessivi fino a mille euro netti. Se l’importo spettante supera tale soglia, il pensionato è obbligato a comunicare un IBAN valido per l’accredito. Questa misura è finalizzata a garantire maggiore tracciabilità dei pagamenti e contrastare eventuali fenomeni di irregolarità.
Nel caso in cui una persona sia titolare di più prestazioni pensionistiche o assistenziali, l’INPS provvede a effettuare un unico mandato di pagamento, evitando così frammentazioni negli accrediti.
Incremento della maggiorazione sociale: cosa cambia da marzo 2026
Una delle novità più significative riguarda l’incremento strutturale delle maggiorazioni sociali introdotto dalla legge di bilancio 2026.
Chi ha diritto alla maggiorazione sociale
La maggiorazione sociale è riconosciuta ai pensionati che:
- hanno almeno 70 anni di età;
- oppure sono invalidi civili totali maggiorenni;
- possiedono determinati requisiti reddituali.
Si tratta di un’integrazione economica destinata a rafforzare il potere d’acquisto delle fasce più deboli della popolazione pensionata.
L’aumento previsto dalla legge di bilancio 2026
A decorrere dal 1° gennaio 2026, l’importo della maggiorazione sociale prevista dalla legge 448/2001 viene aumentato di venti euro mensili per tredici mensilità: ciò significa che su base annua l’incremento complessivo è pari a 260 euro.
Contestualmente, il limite di reddito annuo individuale per accedere al beneficio viene innalzato anch’esso di 260 euro. Questa modifica consente a una platea più ampia di pensionati di rientrare nei requisiti per ottenere la maggiorazione.
Effetti nel cedolino di marzo
Nel mese di marzo 2026 l’aumento diventa visibile concretamente nel cedolino. Oltre all’incremento ordinario, verranno pagati anche i conguagli a credito relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2026.
Ciò significa che chi ha diritto alla maggiorazione sociale riceverà:
- l’aumento di 20 euro riferito al mese di marzo;
- gli arretrati di 20 euro per gennaio;
- gli arretrati di 20 euro per febbraio.
In totale, quindi, nel cedolino di marzo potrà essere visibile un importo aggiuntivo di 60 euro, salvo eventuali trattenute fiscali o altre compensazioni.
Adeguamento delle aliquote IRPEF: riduzione dal 35% al 33%
Un’altra novità rilevante riguarda la tassazione delle pensioni soggette a IRPEF ordinaria.
La modifica introdotta dalla legge di bilancio 2026
Dal mese di marzo 2026, sulle prestazioni assoggettate a tassazione ordinaria si applica la riduzione della seconda aliquota IRPEF:
- dal 35% al 33%;
- per lo scaglione di reddito oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro.
Si tratta di una misura che punta a ridurre il carico fiscale sui redditi medio-alti, con effetti positivi anche per i pensionati che rientrano in tale fascia.
Effetti sul cedolino
Nel rateo di pensione di marzo 2026 saranno messi in pagamento anche gli importi a credito relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2026. In sostanza:
- per gennaio e febbraio era stata applicata la vecchia aliquota del 35%;
- a marzo viene ricalcolata l’imposta con la nuova aliquota del 33%;
- la differenza viene restituita sotto forma di credito.
Il pensionato vedrà quindi un conguaglio positivo, che incrementerà l’importo netto percepito nel mese di marzo.
Conguaglio IRPEF 2025: come funziona
Alla fine di ogni anno l’INPS effettua un ricalcolo a consuntivo delle ritenute erariali applicate nel corso dell’anno precedente.
Il ricalcolo delle imposte
Il conguaglio riguarda:
- IRPEF;
- addizionale regionale;
- addizionale comunale a saldo.
Il calcolo viene effettuato sulla base dell’ammontare complessivo delle sole prestazioni pensionistiche erogate dall’INPS.
- Se il pensionato ha pagato più del dovuto
Qualora le ritenute applicate nel 2025 risultino superiori a quanto dovuto su base annua, l’INPS provvede al rimborso. In questo caso il pensionato ha già ricevuto l’accredito nel rateo di gennaio 2026.
- Se il pensionato ha pagato meno del dovuto
Se invece le ritenute sono risultate inferiori rispetto all’imposta effettivamente dovuta, l’INPS ha dovuto recuperare la differenza:
- trattenendo l’importo sulle rate di gennaio e febbraio 2026;
- oppure, in determinati casi, rateizzando il recupero fino a novembre.
Rateizzazione per redditi fino a 18.000 euro
Una tutela specifica è prevista per i titolari di trattamenti pensionistici con importo annuo complessivo fino a 18.000 euro.
Se il ricalcolo IRPEF ha determinato un conguaglio a debito superiore a 100 euro, la normativa consente di estendere la rateazione del recupero fino alla mensilità di novembre 2026.
Questa misura evita che pensionati con redditi medio-bassi subiscano trattenute troppo gravose in un’unica soluzione, distribuendo l’impatto fiscale su più mesi.
Ulteriori conguagli in vista della Certificazione Unica 2026
Nel cedolino di marzo 2026 possono comparire ulteriori conguagli a credito o a debito.
Prima dell’emissione della Certificazione Unica 2026, l’INPS deve effettuare un ricalcolo complessivo che tiene conto non solo delle prestazioni pensionistiche, ma anche di tutte le ulteriori prestazioni eventualmente pagate allo stesso soggetto nel corso del 2025.
Questo controllo può generare:
- piccoli rimborsi aggiuntivi;
- oppure trattenute integrative.
Le somme conguagliate verranno poi attestate nella Certificazione Unica 2026, documento necessario per la dichiarazione dei redditi.
Addizionali regionali e comunali: cosa sapere
Oltre all’IRPEF mensile e ai conguagli, nel cedolino di marzo compaiono anche le trattenute per addizionali regionali e comunali.
Addizionale regionale
L’addizionale regionale viene trattenuta a saldo nell’anno successivo a quello di riferimento, in 11 rate da gennaio a novembre.
Nel 2026 viene quindi trattenuta l’addizionale regionale relativa al 2025, suddivisa in rate mensili fino a novembre.
Addizionale comunale
L’addizionale comunale viene trattenuta:
- a saldo, nell’anno successivo, in 11 rate (gennaio-novembre);
- in acconto, nell’anno di riferimento, in 9 rate (marzo-novembre).
Nel marzo 2026, pertanto, possono essere presenti:
- una rata del saldo 2025;
- la prima rata dell’acconto 2026.
Prestazioni esenti da trattenute fiscali
Non tutte le prestazioni sono soggette a tassazione. Non subiscono trattenute fiscali:
- prestazioni di invalidità civile;
- pensioni sociali;
- assegni sociali;
- prestazioni detassate per residenza estera;
- trattamenti per vittime del terrorismo.
Per queste categorie non vengono applicate IRPEF né addizionali.
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