Patti per l’inclusione sociale, arriva la proroga

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Patti per l’inclusione sociale, arriva la proroga

È stata disposta l’apertura di una ulteriore finestra per la presentazione di progetti finalizzati all’attuazione dei Patti per l’Inclusione Sociale (PaIS) da finanziare a valere sul Fondo Sociale Europeo, programmazione 2014-2020, Programma Operativo Nazionale Inclusione, che si chiuderà alle ore 23:59 del 30 giugno 2021.

Per i progetti già presentati dai beneficiari e per quelli che verranno man mano presentati l’iter di valutazione e approvazione delle proposte da ammettere a finanziamento proseguirà senza ritardi.

A darne notizia è il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il Decreto Direttoriale n. 163 del 27 aprile 2021.

Patti per l'inclusione sociale, cosa sono?

I nuclei beneficiari del RdC non immediatamente attivabili per un percorso lavorativo, entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio economico vengono contattati dai servizi dei Comuni competenti in materia di contrasto alla povertà per iniziare un percorso di inclusione sociale. Al percorso si accede previa valutazione multidimensionale, finalizzata ad identificare i bisogni del nucleo e a definire il Patto per l'inclusione sociale e i sostegni in esso previsti, che costituiscono livelli essenziali delle prestazioni.

Il Patto per l'inclusione prevede specifici impegni da parte della famiglia e supporti da parte dei servizi territoriali. L'obiettivo è costruire interventi su misura insieme alle famiglie stesse, per rimuovere le cause della povertà e accompagnarle verso l'autonomia. L'adesione al Patto per l'inclusione sociale, per i nuclei non esentati, è una condizione necessaria per il mantenimento del beneficio economico.

Patti per l’inclusione sociale, come si costruiscono?

Il Patto è un accordo vero e proprio tra famiglia e servizi, frutto di un'elaborazione congiunta in primis con i beneficiari e, ove previsto, con gli altri servizi e soggetti della comunità che concorrono alla sua realizzazione, anche attivando specifici sostegni.

Il percorso per la stipula del Patto per l'inclusione sociale inizia con un colloquio tra:

  • l'assistente sociale del Comune;
  • il nucleo beneficiario del Reddito di Cittadinanza, definito Analisi Preliminare (AP).

In particolare, in esito all'Analisi Preliminare, si possono delineare quattro percorsi che il cittadino può attivare con l'aiuto dell'assistente sociale:

  1. sottoscrizione del Patto per l'Inclusione sociale, se emergono bisogni complessi che richiedono l'attivazione di un'Equipe Multidisciplinare per una valutazione più approfondita attraverso lo strumento del Quadro di Analisi;
  2. sottoscrizione di un Patto per l'inclusione sociale semplificato, se non emergono bisogni complessi, né legati esclusivamente a problematiche lavorative;
  3. attivazione dei servizi specialistici, se emergono bisogni complessi esclusivamente connessi all'area della salute e della cura;
  4. indirizzamento ai centri per l'impiego per la sottoscrizione dei Patti per il lavoro, nei casi in cui si rilevino bisogni prioritariamente di tipo lavorativo

Patti per l’inclusione sociale, modalità di convocazione

La convocazione dei beneficiari RdC per la stipula del Patto per l'inclusione sociale da parte dei servizi dei Comuni competenti per il contrasto della povertà - analogamente a quella del Patto per il lavoro da parte dei centri per l'impiego - può essere effettuata anche con mezzi informali, quali messaggistica telefonica o posta elettronica.

In occasione del primo incontro o degli incontri successivi, se si verificano alcune condizioni, determinati componenti del nucleo familiare possono essere esonerati dagli obblighi connessi alla fruizione del RdC.

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