L'impresa di famiglia esclude la forma societaria
Autore: Eleonora Pergolari
Pubblicato il 07 novembre 2014
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Per le Sezioni unite civili - sentenza n. 23676 del 6 novembre 2014 – l'impresa familiare è incompatibile con la disciplina delle società, di qualunque tipo.
Nel testo della decisione, i giudici di legittimità operano una rassegna giurisprudenziale su tutte le posizioni ermeneutiche espresse, aderendo, tuttavia, a quella maggiormente rigorosa.
Nell'incertezza determinata dal legislatore attraverso l'utilizzo del termine neutro “impresa” - sottolinea la Corte - viene lasciato adito alla possibile inclusione anche dell'impresa collettiva, esercitata in forma societaria.
Tuttavia, ciò che secondo la Cassazione risulta "irriducibile" ad una qualsiasi tipologia societaria è la disciplina patrimoniale concernente la partecipazione del familiare agli utili ed ai beni acquistati con essi, nonché agli incrementi dell'azienda, anche in ordine all'avviamento, in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato, anche al di fuori dell'impresa, e non, quindi, in proporzione alla quota di partecipazione.
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