ISEE 2025: esclusione dei titoli di Stato fino a 50.000 euro
Pubblicato il 03 aprile 2025
In questo articolo:
- Quadro normativo di riferimento
- Obiettivo della riforma
- Esclusione dei titoli di Stato dal patrimonio mobiliare
- Limite massimo escludibile: 50.000 euro per nucleo familiare
- Tipologie di strumenti finanziari esclusi
- Codici da utilizzare nella DSU
- Canali disponibili per la presentazione della DSU
- Validità delle DSU già presentate
- Compilazione della DSU con le nuove regole
- Ricalcolo ISEE 2025: quando conviene aggiornare l’attestazione
- DSU prima e dopo il ricalcolo 2025: in breve
- Esempio pratico - Ricalcolo ISEE e beneficio su assegno unico
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La disciplina dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) è stata recentemente oggetto di un intervento normativo significativo con effetti immediati sulle modalità di determinazione del patrimonio mobiliare dichiarabile nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).
La novità più rilevante riguarda l’esclusione fino a 50.000 euro per determinati strumenti finanziari, tra cui i titoli di Stato, i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio postale.
Tale misura è stata formalizzata con il decreto direttoriale n. 75 del 2 aprile 2025, emanato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a completamento del percorso normativo avviato con la legge di Bilancio 2024.
Ma entriamo nel dettaglio.
Quadro normativo di riferimento
Il fondamento normativo dell’intervento si trova, come accennato, nell’articolo 1, commi 183-185 della legge 30 dicembre 2023, n. 213 (legge di Bilancio 2024), che ha introdotto una serie di misure volte a rendere l’ISEE uno strumento più equo e rappresentativo delle reali condizioni economiche delle famiglie italiane.
In particolare, il legislatore ha previsto l’esclusione di specifici strumenti di risparmio pubblico dal calcolo dell’indicatore, nella misura massima di 50.000 euro per ciascun nucleo familiare.
Tale previsione è stata successivamente attuata mediante la pubblicazione del D.P.C.M. del 19 febbraio 2025, che ha definito i criteri applicativi della misura stabilendo che la stessa dovesse entrare in vigore con l’adozione di nuovi modelli di DSU.
Infine, la piena operatività è stata sancita dal decreto direttoriale n. 75 del 2 aprile 2025 con cui è stata approvata la nuova modulistica aggiornata per la presentazione della DSU, già recepita e implementata dall’Inps nei propri sistemi informativi.
Questo decreto rappresenta dunque l’ultimo tassello normativo che consente l’applicazione effettiva della misura già delineata nei passaggi precedenti, consentendo ai cittadini, a partire dal 3 aprile 2025, di avvalersi di tale esclusione in sede di calcolo del proprio ISEE.
Obiettivo della riforma
La riforma dell’ISEE si colloca in un contesto più ampio di politiche sociali finalizzate a rafforzare l’equità nella distribuzione delle risorse pubbliche: obiettivo principale è quello di calibrare l’accesso alle prestazioni sociali agevolate in modo più aderente alla capacità economica effettiva dei nuclei familiari, neutralizzando l’impatto di forme di risparmio considerate non speculative, come appunto i titoli di Stato e gli strumenti di risparmio garantiti dallo Stato.
Questa esclusione ha una doppia valenza:
- equità redistributiva: consentendo di non considerare nel patrimonio mobiliare forme di investimento sicure e a basso rendimento, si evita di penalizzare le famiglie che scelgono di destinare i propri risparmi a strumenti di sostegno del debito pubblico;
- incentivazione del risparmio pubblico: la misura intende promuovere l’utilizzo di strumenti finanziari statali, favorendo così la stabilità dei mercati interni del debito e il sostegno diretto alla finanza pubblica nazionale.
In questo senso, la riforma assume anche un significato strategico in quanto mira a orientare i comportamenti dei risparmiatori italiani verso strumenti che garantiscono sia sicurezza individuale sia un ritorno positivo per la collettività.
L’iniziativa si inserisce inoltre in una linea di continuità con gli obiettivi di semplificazione e razionalizzazione del sistema ISEE perseguiti negli ultimi anni, che puntano a rendere questo strumento sempre più coerente con le finalità sociali per cui è stato concepito: una misurazione precisa e proporzionata della condizione economica dei nuclei familiari, utile per l’accesso a bonus, agevolazioni e contributi pubblici.
Esclusione dei titoli di Stato dal patrimonio mobiliare
Una delle più rilevanti novità introdotte dal decreto direttoriale n. 75/2025 riguarda dunque la possibilità per i nuclei familiari di escludere dal patrimonio mobiliare determinati strumenti di risparmio, fino a un massimo di 50.000 euro.
Si tratta di un cambiamento che incide direttamente sulla base imponibile utilizzata per il calcolo dell’indicatore ISEE e che ha l’obiettivo di non penalizzare le famiglie che investono in strumenti finanziari sicuri e garantiti dallo Stato.
Limite massimo escludibile: 50.000 euro per nucleo familiare
A decorrere dal 3 aprile 2025, è perciò possibile non considerare nel calcolo del patrimonio mobiliare un ammontare massimo complessivo di 50.000 euro per nucleo familiare, qualora tale somma sia investita in titoli di Stato o strumenti assimilabili.
NOTA BENE: tale esclusione è facoltativa e può essere applicata su scelta del dichiarante nel momento della compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).
L’importo massimo di 50.000 euro:
- è fisso per ciascun nucleo familiare, indipendentemente dal numero dei componenti;
- si applica sull’insieme dei rapporti finanziari escludibili, e non su ciascun singolo strumento;
- non è frazionabile tra più DSU in caso di dichiarazioni multiple riferite allo stesso nucleo (fatto salvo il caso particolare del genitore attratto, disciplinato separatamente).
Tipologie di strumenti finanziari esclusi
La normativa ha individuato con precisione le categorie di strumenti finanziari per i quali è possibile applicare l’esclusione: questi strumenti devono essere detenuti da uno o più componenti del nucleo familiare e rientrare tra quelli indicati in modo tassativo nelle istruzioni tecniche del modello DSU.
Titoli di Stato (art. 3 del DPR 30 dicembre 2003, n. 398)
- Buoni Ordinari del Tesoro (BOT);
- Buoni del Tesoro Poliennali (BTP), inclusi i BTP Italia e BTP Green;
- Certificati di Credito del Tesoro indicizzati all’Euro (CCTeu).
Buoni fruttiferi postali
I buoni fruttiferi postali, emessi da Cassa Depositi e Prestiti e distribuiti tramite Poste Italiane, sono anch’essi esclusi dal patrimonio mobiliare fino al limite complessivo stabilito. L’esclusione si applica anche ai buoni che siano stati trasferiti allo Stato, ossia ai buoni prescritti ma non riscossi, che sono comunque riconducibili a una forma di risparmio pubblico.
Libretti di risparmio postale
Anche i libretti di risparmio postale intestati a uno o più componenti del nucleo familiare rientrano tra i rapporti finanziari oggetto di esclusione. Questi strumenti, seppur di natura bancaria, sono considerati compatibili con lo spirito della riforma in quanto offerti esclusivamente da Poste Italiane e garantiti dallo Stato, configurandosi come forme di risparmio sicure e non speculative.
Attenzione: non tutti i libretti bancari o i conti deposito possono beneficiare di tale esclusione ma soltanto quelli detenuti presso Poste Italiane e riconducibili alle categorie sopra indicate possono essere dichiarati con finalità di esclusione fino al limite massimo consentito.
Codici da utilizzare nella DSU
Ai fini della corretta compilazione del quadro FC2 della Dichiarazione Sostitutiva Unica, le istruzioni pubblicata dall’Inps sul proprio portale istituzionale hanno previsto l’utilizzo di codici identificativi specifici per ciascuna categoria di rapporto finanziario da considerare ai fini dell’esclusione.
- Codice 02 – Rapporti di conto deposito titoli e/o obbligazioni: da utilizzare per indicare i rapporti aventi ad oggetto titoli di Stato come BOT, BTP e CCTeu. È applicabile quando tali strumenti sono depositati presso un conto titoli intestato a uno o più membri del nucleo.
- Codice 03 – Conti deposito a risparmio libero o vincolato detenuti esclusivamente presso Poste Italiane: si riferisce ai libretti postali e altri conti di risparmio presso Poste, che non rientrano tra i normali conti correnti bancari.
- Codice 06 – Gestione patrimoniale: va indicato qualora i titoli di Stato e gli strumenti escludibili siano detenuti all’interno di una gestione patrimoniale personalizzata. È fondamentale che l’investimento rientri tra quelli previsti per l’esclusione.
- Codice 07 – Certificati di deposito e buoni fruttiferi postali detenuti esclusivamente presso Poste Italiane: si applica specificamente ai buoni fruttiferi postali e ad altri certificati di risparmio analoghi emessi tramite Poste
A partire dal 3 aprile 2025, i cittadini possono avvalersi delle nuove regole utilizzando le procedure aggiornate, già operative nei canali autorizzati.
Canali disponibili per la presentazione della DSU
La presentazione della nuova DSU può avvenire secondo due modalità principali.
- Tramite i CAF (Centri di Assistenza Fiscale): questa modalità è consigliata per i contribuenti che necessitano di assistenza nella compilazione o che preferiscono avvalersi di un intermediario qualificato. I CAF sono abilitati all’invio delle DSU e possono fornire consulenza personalizzata, verificando la corretta applicazione delle esclusioni e l’inserimento dei codici previsti.
- Online, tramite il portale INPS: il servizio digitale per la compilazione della DSU precompilata è disponibile all’indirizzo www.inps.it. Per accedervi è necessario disporre di identità digitale, ovvero:
- SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale);
- CIE (Carta di Identità Elettronica);
- CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Nel caso di presentazione online, è richiesta l’autorizzazione preventiva di tutti i componenti maggiorenni del nucleo familiare alla precompilazione dei propri dati reddituali e patrimoniali. Questa autorizzazione può essere fornita accedendo personalmente con identità digitale o attraverso elementi di riscontro forniti dal dichiarante.
Validità delle DSU già presentate
Il decreto stabilisce che le DSU già trasmesse nel corso del 2025 restano pienamente valide fino alla loro naturale scadenza, prevista per il 31 dicembre dell’anno in cui sono state presentate; tuttavia, al contribuente è riconosciuta la facoltà di presentare una nuova DSU calcolata secondo le disposizioni aggiornate, qualora ritenga di poter ottenere un ISEE più favorevole.
Questa opzione è particolarmente utile per i nuclei familiari che hanno investimenti in titoli di Stato o strumenti assimilabili e desiderano beneficiare dell’esclusione fino a 50.000 euro, così da ottenere una rimodulazione dell’ISEE utile all’accesso a prestazioni sociali agevolate, come ad esempio l’assegno unico per i figli.
Compilazione della DSU con le nuove regole
Per poter applicare correttamente l’esclusione prevista dalla nuova normativa, è necessario procedere con la dichiarazione netta dei valori escludibili, cioè:
- riportare in modo analitico i saldi e le giacenze medie annuali;
- sottrarre, fino al limite massimo di 50.000 euro, gli importi riconducibili a titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale.
Le istruzioni precisano che, a parità di risultato finale, le diverse modalità di ripartizione dell’esclusione tra i rapporti finanziari dichiarati sono equivalenti ai fini del calcolo dell’ISEE. Il contribuente può pertanto decidere da quale rapporto sottrarre l’importo escludibile, purché non superi il tetto complessivo di 50.000 euro per l’intero nucleo familiare.
Questa flessibilità consente una personalizzazione della dichiarazione, ma rende necessaria una compilazione attenta e coerente, per evitare errori che potrebbero compromettere la validità dell’attestazione.
Caso particolare: genitore non coniugato e non convivente
Una casistica particolare è quella del genitore non coniugato e non convivente attratto nel nucleo del figlio minorenne o dello studente universitario.
In questa situazione, è raccomandato un ordine di priorità nell’applicazione dell’esclusione:
- escludere in via prioritaria i titoli di Stato posseduti dai componenti del nucleo familiare ordinario (cioè conviventi);
- solo successivamente, se non si è raggiunto il limite di 50.000 euro, procedere con l’esclusione dei titoli intestati al genitore attratto.
Dal punto di vista operativo, il genitore attratto può contribuire alla DSU in due modalità alternative:
- attraverso il foglio componente, da allegare alla DSU del figlio, in cui vengono indicati i propri dati reddituali e patrimoniali;
- presentando una propria DSU autonoma, i cui dati verranno poi integrati nel calcolo del nucleo del figlio.
La scelta tra le due opzioni va ponderata con attenzione: è infatti preferibile utilizzare il foglio componente nel caso in cui, nella DSU autonoma già presentata dal genitore, siano stati già esclusi titoli di Stato per importi che, se sommati a quelli esclusi nella DSU del figlio, potrebbero superare il tetto massimo consentito di 50.000 euro.
Ricalcolo ISEE 2025: quando conviene aggiornare l’attestazione
Il principale beneficio derivante dalla presentazione di una nuova DSU, aggiornata secondo le nuove regole sull’esclusione patrimoniale, è la possibilità di ottenere un ISEE più basso. Una variazione dell’indicatore può determinare un accesso facilitato o un aumento dell’importo percepito per numerose prestazioni sociali agevolate, tra cui:
- assegno unico e universale per i figli a carico;
- bonus per il pagamento di utenze domestiche;
- sconti su mense scolastiche, trasporti pubblici, tasse universitarie e altri servizi a carattere socio-assistenziale.
Uno dei punti più rilevanti riguarda l’adeguamento dell’assegno unico per i figli, che avviene a partire dal mese di marzo 2025 sulla base dell’ISEE in corso di validità: di conseguenza, anche coloro che hanno già presentato la DSU all’inizio dell’anno ma non avevano potuto beneficiare dell’esclusione dei titoli di Stato (in quanto la norma non era ancora operativa) possono ricalcolare l’indicatore presentando una nuova DSU. In questo modo, è possibile ottenere una rimodulazione dell’assegno per i mesi successivi, aumentando il supporto economico ricevuto dal proprio nucleo familiare.
NOTA BENE: la presentazione di una nuova DSU non annulla automaticamente quella precedente: entrambe restano valide per finalità diverse, ma solo l’ultima sarà utilizzata per il calcolo delle prestazioni collegate all’indicatore ISEE. In tal senso, il contribuente non è obbligato a rinnovare la DSU, ma può scegliere di farlo se ritiene che la nuova normativa possa determinare un vantaggio economico concreto.
DSU prima e dopo il ricalcolo 2025: in breve
|
DSU iniziale (senza esclusione) |
Nuova DSU (con esclusione fino a 50.000 €) |
---|---|---|
Data presentazione |
Gennaio 2025 |
Maggio 2025 |
Titoli di Stato posseduti |
€ 45.000 |
€ 45.000 (esclusi dal calcolo) |
Patrimonio mobiliare totale dichiarato |
€ 55.000 |
€ 10.000 |
ISEE risultante |
€ 20.300 |
€ 15.100 |
Assegno unico mensile (2 figli minori) |
€ 270 |
€ 370 |
Variazione economica mensile |
– |
+ €100 |
Costi per nuova DSU (CAF) |
– |
Fino a € 25 |
Validità della DSU |
Fino al 31 dicembre 2025 |
Sostituisce la precedente da maggio 2025 |
Esempio pratico - Ricalcolo ISEE e beneficio su assegno unico
Contesto familiare:
- Nucleo di 3 persone (genitori + 1 figlio minore).
- Reddito complessivo annuo: € 25.000.
- Patrimonio mobiliare complessivo: € 55.000, di cui € 45.000 in BTP.
Situazione iniziale (DSU di gennaio 2025):
- Poiché la norma sull’esclusione dei titoli di Stato non era ancora in vigore, l’intero patrimonio mobiliare viene conteggiato.
- ISEE calcolato: € 18.500.
- Assegno unico mensile per 1 figlio minore: circa € 160.
Situazione dopo il ricalcolo (DSU presentata a maggio 2025):
- Viene escluso il valore dei titoli di Stato (€ 45.000), portando il patrimonio mobiliare dichiarato a soli € 10.000.
- Nuovo ISEE calcolato: € 13.000.
- Assegno unico mensile rivalutato: circa € 210.
Risultato concreto:
- Aumento dell’assegno mensile: + € 50.
- Beneficio complessivo annuo stimato (da maggio a dicembre): € 400.
- Costo sostenuto per l’invio della nuova DSU tramite CAF: € 25 (massimo).
- Saldo positivo netto: € 375 in più per la famiglia nel 2025.
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