Imposta sui servizi digitali (DST), codici tributo per il versamento

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Imposta sui servizi digitali (DST), codici tributo per il versamento

Si completa il quadro per l’avvio dell’imposta sui servizi digitali (DST - Digital Services Tax) con l’istituzione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, dei codici tributo per effettuare il versamento, previsto per il 16 marzo prossimo.

Imposta sui servizi digitali (DST). La disciplina

Il legislatore è intervenuto ad istituire la digital tax attraverso la legge di bilancio 2019 (legge n. 145/2018, articolo 1, commi da 35 a 50) poi modificata da quella del 2020 (articolo 1, comma 678).

La tassa va ad incidere, in sostanza, sull’accesso alle piattaforme digitali, sui corrispettivi percepiti dai gestori di tali piattaforme, sulla trasmissione di dati “presi” dagli utenti, sulla pubblicità online.

Il prelievo è pari al 3% calcolato sui ricavi derivanti dalla fornitura dei servizi:

  • di veicolazione su un'interfaccia digitale di pubblicità mirata agli utenti della medesima interfaccia;
  • di messa a disposizione di un'interfaccia digitale multilaterale che consente agli utenti di essere in contatto e di interagire tra loro, anche al fine di facilitare la fornitura diretta di beni o servizi;
  • di trasmissione di dati raccolti da utenti e generati dall'utilizzo di un'interfaccia digitale.

L’imposta sorge nel momento in cui l’utente del servizio digitale è localizzato nel territorio nello Stato. In caso di servizi di pubblicità online, l’utente si considera localizzato nel territorio dello Stato se la pubblicità appare sul proprio dispositivo nel momento in cui è utilizzato nel territorio dello Stato.

Alla digital tax sono soggetti gli esercenti attività d’impresa che, nel corso dell’anno solare precedente a quello in cui sorge il presupposto impositivo:

  • realizzano ovunque nel mondo, singolarmente o congiuntamente a livello di gruppo, un ammontare complessivo di ricavi non inferiore a euro 750.000.000;
  • percepiscono nel medesimo periodo, singolarmente o congiuntamente a livello di gruppo, un ammontare di ricavi da servizi digitali non inferiore a euro 5.500.000 nel territorio dello Stato.

Adempimenti – E’ richiesto un versamento annuale della tassa entro il 16 febbraio, con modello F24, mentre la dichiarazione contenente i ricavi percepiti nell’anno solare precedente va inviata, in via telematica, entro il 31 marzo di ciascun anno. Tuttavia, per l’anno 2020, primo appuntamento con la tassa, il termine di pagamento è stato portato dal 16 febbraio al 16 marzo 2021.

 Imposta sui servizi digitali (DST). Codici tributo

Con risoluzione n. 14 del 1° marzo 2021, l’Agenzia delle Entrate ha reso noti i seguenti codici tributo, da inserire nel modello F24 ai fini del versamento da eseguire, appunto, il prossimo 16 marzo:

2700” denominato “Imposta sui servizi digitali – articolo 1, commi da 35 a 50, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e s.m.”

2701” denominato “Imposta sui servizi digitali – articolo 1, commi da 35 a 50, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e s.m. - interessi”

2702” denominato “Imposta sui servizi digitali – articolo 1, commi da 35 a 50, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e s.m. – sanzione”.

Le Entrate forniscono le istruzioni per la compilazione del modello qualora il pagamento sia effettuato dal rappresentante fiscale del soggetto passivo o dalla società designata dal gruppo. Nella sezione “contribuente” dovranno essere indicati:

  • nel campo “codice fiscale”, il codice fiscale del soggetto passivo;
  • nel campo “codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare”, il codice fiscale del rappresentante fiscale o della società designata che effettua il pagamento, titolare del conto di addebito;
  • nel campo “codice identificativo”, il codice “72”.
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