Fondo indotto ILVA: contributo a fondo perduto per le PMI
Pubblicato il 03 marzo 2026
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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito, con Decreto direttoriale del 23 febbraio 2026, le modalità operative per l’accesso al Fondo a sostegno delle imprese dell’indotto ILVA, in attuazione del decreto Mimit del 6 novembre 2025.
La misura è finalizzata a sostenere la continuità operativa delle piccole e medie imprese (PMI) che hanno subito impatti economici rilevanti a causa della situazione aziendale degli impianti siderurgici ILVA in amministrazione straordinaria.
Disciplina attuativa del Fondo indotto ILVA
Il Decreto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy del 6 novembre 2025 ha definito il perimetro soggettivo e oggettivo dell’intervento, i criteri di determinazione del contributo, nonché le modalità di concessione e controllo delle agevolazioni a favore delle imprese dell’indotto ILVA.
L’articolo 1, comma 201, della legge n. 207/2024 ha istituito un Fondo a sostegno delle imprese dell’indotto della società ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria, con una dotazione pari a 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.
Il decreto individua come destinatari esclusivamente le piccole e medie imprese (PMI), come definite dalla normativa europea, che devono:
- Essere fornitrici di beni o servizi:
- direttamente connessi al risanamento ambientale degli impianti;
- oppure necessari alla prosecuzione dell’attività produttiva.
- Aver registrato una prevalenza del fatturato derivante da rapporti commerciali con le imprese che gestiscono gli impianti ILVA in amministrazione straordinaria.
- Operare nel rispetto delle condizioni di regolarità:
- non essere in liquidazione volontaria;
- non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
- non essere destinatarie di sanzioni interdittive ex D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231;
- non trovarsi in situazioni ostative in materia di aiuti di Stato.
Il decreto richiama inoltre il concetto di “impresa unica”, ai sensi dell’articolo 2 del Regolamento (UE) 2023/2831, rilevante ai fini del calcolo del massimale de minimis.
Dotazione finanziaria e regime di aiuto
Il Fondo dispone di una dotazione pari a:
- 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.
L’agevolazione è concessa nella forma di contributo a fondo perduto nel rispetto del Regolamento (UE) 2023/2831 relativo agli aiuti in regime de minimis.
L’importo massimo concedibile non può superare:
- 300.000 euro per impresa nell’arco di tre esercizi finanziari, in conformità al massimale previsto dal regolamento europeo.
Struttura del contributo: quota fissa e quota variabile
Il contributo è articolato in:
- quota fissa, pari a 20.000 euro per ciascuna impresa ammessa;
- quota variabile:
- determinata in funzione delle eventuali risorse residue non assegnate in quota fissa;
- calcolata proporzionalmente al rapporto tra:
- il fatturato medio 2023-2024 registrato dal singolo beneficiario nei confronti delle imprese che gestiscono gli impianti siderurgici ILVA in amministrazione straordinaria;
- la sommatoria dei fatturati medi registrati dalla totalità dei soggetti beneficiari.
La componente variabile consente di modulare il contributo in base al grado di esposizione economica dell’impresa nei confronti del committente ILVA.
Soggetti beneficiari: requisiti di ammissibilità
Possono accedere al contributo le PMI che rispettano congiuntamente i seguenti requisiti:
- operare sull’intero territorio nazionale;
- aver registrato, nell’esercizio 2024, oltre il 50% del fatturato derivante da rapporti commerciali con le imprese che gestiscono gli impianti siderurgici della ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria;
- aver fornito beni o servizi:
- connessi al risanamento ambientale;
- oppure funzionali alla prosecuzione dell’attività degli impianti;
- avere sede legale o operativa in Italia;
- non essere in liquidazione volontaria;
- non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
- non aver ricevuto aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione europea senza successivo rimborso o deposito in conto bloccato;
- non essere destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
- non aver riportato condanne definitive per reati che comportano l’esclusione dalle procedure di appalto.
Presentazione e termine per le domande
Il Decreto direttoriale Mimit del 23 febbraio 2026 prevede che le istanze devono essere trasmesse:
- esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC);
- all’indirizzo: dgiai.div05@pec.mimit.gov.it;
- indicando nell’oggetto: “Contributo indotto ILVA – istanza di agevolazione” seguito da codice fiscale e denominazione dell’impresa.
Le domande possono essere inviate:
- dal 23 marzo 2026 al 20 maggio 2026.
Le istanze presentate oltre il termine o con modalità difformi non sono ammesse all’istruttoria.
Procedura di concessione ed erogazione
A seguito della chiusura dello sportello:
- il Ministero assegna il Codice Unico di Progetto (CUP);
- procede alla verifica dei requisiti dichiarati;
- adotta un provvedimento cumulativo di concessione, pubblicato sul sito istituzionale.
Modalità di pagamento
Il contributo è erogato in tre rate annuali di pari importo:
- la prima quota entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto di concessione;
- la seconda nel primo semestre 2027;
- la terza nel primo semestre 2028, previa presentazione di apposita istanza di erogazione.
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