Collegato agricolo: sostegno a filiere, giovani e donne

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È iniziato il cammino parlamentare del collegato agricolo alla manovra di finanza pubblica 2026, presentato a fine luglio 2025 dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Il provvedimento, depositato al Senato come Disegno di legge n. 2670, reca il titolo «Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo» e rappresenta il principale strumento normativo di accompagnamento alla legge di bilancio 2026 per il comparto agricolo.

Con una dotazione finanziaria complessiva superiore al miliardo di euro, il DDL punta a rafforzare la competitività e la sostenibilità dell’agricoltura italiana, promuovendo al contempo innovazione, occupazione giovanile e tutela del territorio.

Le risorse — circa 1,05 miliardi di euro distribuite nel triennio 2026-2028 — sono destinate a interventi mirati per il rilancio delle filiere agroalimentari strategiche, il sostegno alla produzione interna, la ricerca e digitalizzazione del settore, nonché la semplificazione amministrativa e il ricambio generazionale nelle imprese agricole.

Il disegno di legge si articola in due titoli e venti articoli, introducendo misure per:

  • il potenziamento del Fondo per la sovranità alimentare e nuovi incentivi fiscali per i contratti di filiera;
  • la promozione dell’imprenditoria giovanile e femminile;
  • interventi per la gestione delle emergenze fitosanitarie e zootecniche;
  • la digitalizzazione e modernizzazione delle aziende agricole e degli enti di ricerca (CREA, ISMEA, AGEA);
  • la valorizzazione delle produzioni tipiche e il riordino delle procedure amministrative del settore.

In sintesi, il Collegato agricolo alla manovra 2026 si propone come un pacchetto organico di misure per consolidare la crescita del sistema agricolo nazionale, con un approccio che unisce sovranità alimentare, sostenibilità, innovazione e semplificazione.

Agea cambia nome, erogherà servizi tecnologici e innovazione, oltre che aiuti agli agricoltori, e si chiamerà AgeaIT.

Interventi per la sovranità alimentare

Il Ddl 2670 presentato a luglio 2025 contiene misure per rafforzare il Fondo per la sovranità alimentare, istituito dalla legge di bilancio 2023, incrementandone la dotazione di 30 milioni di euro per il 2026 e 40 milioni di euro per il 2027.

Sono inoltre introdotti nuovi commi nella legge n. 197/2022 che autorizzano ulteriori spese per sostenere:

  • l’aumento della produzione agricola nazionale,
  • la diversificazione delle filiere locali,
  • la realizzazione di strutture e tecnologie per l’allevamento di vitelli autoctoni,
  • la valorizzazione delle colture strategiche.

Credito d’imposta per i contratti della filiera del frumento

Introdotto, a partire dal 2026, un credito d’imposta destinato alle imprese agroalimentari che stipulano nuovi contratti di filiera con produttori di frumento di origine italiana.

L’obiettivo è quello di:

  • rafforzare l’integrazione tra industria di trasformazione e agricoltura,
  • migliorare la qualità e la tracciabilità dei prodotti,
  • promuovere pratiche sostenibili e accordi di lungo periodo.

I contratti devono essere scritti e avere durata minima di 3 anni e massima di 5 anni.

Il credito è riconosciuto per gli investimenti realizzati tra il 1° febbraio e il 15 novembre 2026, riguardanti:

  • l’acquisto (anche in leasing) di macchinari, impianti e attrezzature nuove,
  • interventi volti al miglioramento qualitativo delle produzioni e all’attività di ricerca connessa.

Il beneficio varia in base alla durata del contratto:

  • 20% dell’investimento per contratti triennali,
  • 30% per contratti quadriennali,
  • 40% per contratti quinquennali.

Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione, non concorre alla formazione del reddito d’impresa e non rileva ai fini IRAP. È inoltre escluso dai limiti generali di compensazione previsti dalla normativa tributaria.

Il beneficio è subordinato alla compatibilità con le norme UE sugli aiuti di Stato. L’efficacia decorre solo dopo l’approvazione della Commissione europea.

Incentivi all’imprenditoria giovanile e femminile

Stanziati complessivamente 150 milioni di euro (50 milioni per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028) per favorire la nascita e lo sviluppo di imprese agricole guidate da giovani e donne.

L’obiettivo è promuovere il ricambio generazionale e la parità di genere nel settore agricolo, migliorando l’accesso al credito e agli strumenti finanziari da parte delle nuove imprese.

Il DDL specifica la ripartizione delle risorse:

  • 65% destinato alla concessione di mutui a tasso agevolato,
  • 35% per contributi a fondo perduto.

Possono accedere:

  • imprese agricole a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile,
  • sia nuove iniziative imprenditoriali sia progetti di ampliamento o diversificazione di aziende già esistenti.

L’accesso sarà subordinato ai requisiti e alle procedure stabilite dai decreti attuativi emanati dal Ministero.

Sostegno per le imprese colpite da epizoozie

Viene introdotta una moratoria sui mutui e i finanziamenti per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura colpite, nel corso del 2025, da epizoozie (ossia malattie infettive che colpiscono animali da allevamento).

Le imprese interessate potranno sospendere per dodici mesi il pagamento della quota capitale delle rate in scadenza nel 2026, a condizione che attestino – mediante autocertificazione – di aver subito una riduzione:

  • del volume d’affari di almeno il 20%, oppure
  • della produzione di almeno il 30%,
  • oppure, nel caso delle cooperative, di una riduzione del 20% delle quantità conferite o prodotte.

Interventi in favore del settore suinicolo

Previste nuove misure di sostegno alle aziende suinicole colpite dalla peste suina africana (PSA).

In particolare, viene previsto un contributo economico alle aziende di macellazione per:

  • il congelamento e lo stoccaggio di suini macellati provenienti da zone soggette a restrizioni sanitarie,
  • per un periodo minimo di quindici giorni,
  • al fine di contenere i danni indiretti derivanti dalla diffusione della malattia e favorire la stabilità del mercato.

Il contributo è concesso nel limite massimo di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.

Accesso dei giovani ai terreni agricoli dell’ISMEA. Terreni silenti

Si intende favorire l’ingresso dei giovani (tra i 18 e i 40 anni) nel settore agricolo attraverso l’utilizzo dei terreni agricoli di proprietà dell’ISMEA (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare). L’ISMEA potrà avviare procedure di concessione in comodato gratuito (durata di 10 anni) dei terreni non ancora venduti nell’ambito delle sue attività fondiarie.

Il Ddl contiene una disposizione per rimettere in produzione i terreni agricoli inutilizzati, creando un meccanismo di affitto semplificato e controllato dai Comuni, volto a recuperare superfici incolte e sostenere l’agricoltura locale.

Stabilimenti di dealcolazione

Una norma del Ddl del Collegato agricolo mira a incentivare e regolare la produzione di alcol ottenuto dal processo di dealcolazione del vino, favorendo così l’innovazione tecnologica nel settore enologico e la valorizzazione dei sottoprodotti del processo produttivo.

La disposizione risponde alla crescente diffusione, a livello europeo e internazionale, delle tecniche di dealcolazione parziale o totale del vino (utilizzate per produrre vini a bassa gradazione o analcolici) e mira a colmare un vuoto normativo nazionale riguardo la detenzione e gestione delle soluzioni idroalcoliche derivanti da tali processi.

Dunque:

  • si consente agli stabilimenti enologici di detenere alcol derivato dalla dealcolazione del vino;
  • vengono introdotti obblighi di separazione e controllo dei circuiti produttivi per motivi fiscali e sanitari;
  • siriconosce e regolamenta una pratica enologica moderna, favorendo la competitività del settore e l’adeguamento alle tendenze di mercato verso prodotti a basso contenuto alcolico.

Rca per macchine agricole

Si modifica il Codice delle assicurazioni private (D.Lgs. 209/2005) per esentare dall’obbligo della polizza RCA le macchine agricole che:

  • non sono immatricolate o prive di certificato di idoneità alla circolazione;
  • operano solo all’interno di fondi o aziende agricole, in aree non accessibili al pubblico.

Questi mezzi restano comunque coperti da una polizza volontaria di responsabilità civile verso terzi, che sostituisce quella obbligatoria.

In tali casi, non interviene il Fondo di garanzia per le vittime della strada, poiché la copertura è assicurata dal contratto privato.

In pratica, la norma:

  • riduce gli oneri assicurativi per gli agricoltori,
  • semplifica la gestione amministrativa dei mezzi usati solo per lavorazioni interne,
  • mantiene adeguate tutele per i danni a terzi.

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