Cfp attività chiuse, ok dalla Commissione UE. Attese le istruzioni delle Entrate

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Cfp attività chiuse, ok dalla Commissione UE. Attese le istruzioni delle Entrate

E’ arrivato dalla Commissione europea il via libera agli aiuti per le attività rimaste chiuse per più di 100 giorni dal 1° gennaio al 25 luglio 2021 a causa della pandemia da Covid-19.

MiSE, “Fondo per il sostegno delle attività economiche chiuse”, Ok dalla UE

Con il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 9 settembre 2021 sono stati stanziati 140 milioni euro in favore del cosiddetto Fondo per il sostegno delle attività economiche chiuse”, istituito (nello stato previsionale del Ministero) dall’articolo 2, comma 1, del decreto Sostegni-bis.

Il nuovo aiuto aggiuntivo rispetto agli altri aiuti standard previsti per tutte le partite Iva, necessitava però dell’approvazione della Commissione Ue, come previsto dalla normativa del Temporary framework.

Bruxelles, con un comunicato del 19 novembre 2021, ha reso noto di aver approvato ai sensi del Temporary Framework sugli aiuti di Stato, lo schema di 140 milioni di euro a favore di coloro che a causa delle restrizioni dello scorso anno sono stati fermi per un lungo periodo.

Si attendono, ora le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate su come presentare domanda, per dare piena operatività alla misura.

Contributo per le attività chiuse. Attività beneficiarie del Fondo

Le attività destinatarie degli aiuti del “Fondo per il sostegno delle attività economiche chiuse”, previsto dal Dl n. 73/2021, sono: discoteche, night club, palestre, piscine, centri termali, cinema, teatri, fiere, impianti sportivi, ecc..

Nello specifico, i contributi sono riservati agli esercenti attività d'impresa, arte e professione che:

  • hanno fermato l'attività fin dal 23 marzo 2020 e che rientrano nel codice Ateco 93.29.10;

  • alla data del 26 maggio 2021 svolgevano come attività prevalente una delle 27 attività individuate con i codici Ateco elencati nell'allegato al decreto Mise del 9 settembre 2021.

Le imprese beneficiarie devono non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019 ed essere residenti o stabilite nel Territorio dello Stato.

Inoltre, nell'istanza di accesso al contributo devono dichiarare di aver registrato nel periodo intercorrente fra il 1° gennaio 2021 e il 25 luglio 2021 la chiusura per un periodo complessivo di almeno 100 giorni.

Cfp attività economiche chiuse per Covid, misura variabile del contributo

Gli importi del Cfp attività chiuse variano da 3mila a 25mila euro in funzione del soggetto beneficiario e del periodo in cui l'attività è rimasta chiusa a causa delle restrizioni imposte per contenere l’emergenza sanitaria.

In relazione al soggetto beneficiario, gli aiuti aggiuntivi in dotazione al Fondo possono così essere quantificati:

  • per le attività con codice Ateco 93.29.10 (discoteche, sale da ballo, night club e simili), titolari di partita Iva attiva prima del 23 luglio 2021, il contributo è riconosciuto fino ad un massimo di 25mila euro per ciascun soggetto beneficiario. L’importo preciso verrà determinato dall’Agenzia delle Entrate in base al numero di domande ammissibili, fermo restando il riconoscimento di un contributo in egual misura per tutte le istanze accettate fin ad un importo di 3mila euro;
  • per gli altri soggetti, titolari di partita Iva attiva prima del 26 maggio 2021, l'importo del beneficio dipende dai ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta 2019, così ripartiti:

               - 3mila euro fino a 400 mila euro di ricavi/compensi;

              - 7.500 euro con ricavi/ compensi superiori a 400 mila euro e fino a un milione di euro;

             - 12mila euro con ricavi/compensi superiori a un milione di euro.

Erogazione del contributo

I soggetti interessati per ricevere l’aiuto dovranno presentare, esclusivamente in via telematica, un'istanza all'Agenzia delle Entrate.

L'agevolazione sarà corrisposta con accredito diretto sul c/c bancario o postale indicato nell’istanza.

Termini e modalità di presentazione della domanda saranno definiti con provvedimento del direttore delle Entrate, che a questo punto non dovrebbe tardare ad arrivare.

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