Azione di indebito arricchimento, quando può essere proposta?
Pubblicato il 06 dicembre 2023
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Quando è proponibile l'azione di indebito arricchimento?
Alla domanda hanno dato risposta le Sezioni Unite civili della Cassazione, con sentenza n. 33954 del 5 dicembre 2023, dopo essere state interrogate sulla corretta applicazione della regola di sussidiarietà della predetta azione, dettata dall'art. 2042 c.c.
Ebbene, secondo gli Ermellini, la domanda di arricchimento è proponibile nei casi in cui la diversa azione, fondata sul contratto, su legge ovvero su clausole generali, si riveli carente ab origine del titolo giustificativo.
L'azione resta preclusa, invece, nei casi:
- di rigetto della domanda alternativa derivante da prescrizione o decadenza del diritto azionato;
- in cui discenda dalla carenza di prova circa l’esistenza del pregiudizio subito;
- di nullità del titolo contrattuale, se la nullità derivi dall’illiceità del contratto per contrasto con norme imperative o con l’ordine pubblico.
Azione generale di arricchimento
L'azione generale di arricchimento è disciplinata dall'art. 2041 c.c. e può essere invocata nei confronti di chi, senza una giusta causa, si sia arricchito a danno di un'altra persona, la quale può chiedere, nei limiti dell'arricchimento, di essere indennizzato della correlativa diminuzione patrimoniale.
Carattere sussidiario dell'azione
Il successivo art. 2042, come detto, disciplina il carattere sussidiario dell'azione, prevedendo espressamente che l'azione di arricchimento non è proponibile quando il danneggiato può esercitare un'altra azione per farsi indennizzare del pregiudizio subito.
In proposito, gli Ermellini hanno rilevato la necessità di addivenire ad una rivalutazione della nozione di sussidiarietà, quale recepita dalla prevalente giurisprudenza di legittimità.
Come verificare il rispetto della regola di sussidiarietà
Di seguito, il principio di diritto enunciato dalle Sezioni Unite Civili a soluzione della questione di massima di particolare importanza:
"Ai fini della verifica del rispetto della regola di sussidiarietà di cui all’art. 2042 c.c., la domanda di arricchimento è proponibile ove la diversa azione, fondata sul contratto, su legge ovvero su clausole generali, si riveli carente ab origine del titolo giustificativo.
Viceversa, resta preclusa nel caso in cui il rigetto della domanda alternativa derivi da prescrizione o decadenza del diritto azionato, ovvero nel caso in cui discenda dalla carenza di prova circa l’esistenza del pregiudizio subito, ovvero in caso di nullità del titolo contrattuale, ove la nullità derivi dall’illiceità del contratto per contrasto con norme imperative o con l’ordine pubblico".
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