Avvocati - Gestione separata INPS. OCF chiede incontro con Di Maio

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Avvocati - Gestione separata INPS. OCF chiede incontro con Di Maio

L’Organismo Congressuale Forense ha scritto al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociale, Luigi Di Maio, al fine di fissare un incontro urgente per discutere della delicata questione avvocati - gestione separata INPS.

Si tratta della vicenda che ha visto coinvolti circa 800mila avvocati chiamati alla contribuzione in favore della gestione separata Inps, nonostante fossero iscritti ad un albo, dotato di propria Cassa previdenziale (Cassa Forense).

OCF: sospendere ogni azione esecutiva in danno degli avvocati

L’obiettivo che l’Organismo di rappresentanza politica dell’Avvocatura si pone è quello di “far momentaneamente interrompere all’INPS ogni azione esecutiva in danno degli avvocati e degli altri professionisti destinatari dei richiamati provvedimenti giurisdizionali”.

L’OCF ricorda come la vicenda abbia avuto origine nel 2015, in conseguenza dell’iscrizione alla gestione separata, operata d’ufficio dall’INPS, di tantissimi legali che, al tempo, erano già iscritti all’albo avvocati, dotato di propria Cassa previdenziale, ma che non avevano l’obbligo, secondo la vigente normativa, di iscriversi a quest’ultimo Ente se al di sotto di un determinato reddito, essendo unicamente tenuti al versamento del contributo integrativo a favore della medesima Cassa Forense.

Per questi avvocati, l’INPS, oltre a procedere con l’iscrizione d’ufficio alla gestione separata, aveva provveduto a richiedere il pagamento di contributi asseritamente dovuti per il periodo preso a riferimento, applicando anche un’ingente sanzione per il relativo ritardo.

Dal 2017, l’Istituto previdenziale aveva anche avviato - secondo l’OCF “in violazione dell’articolo 24, comma 3 del decreto legislativo n. 46 del 1999” - la procedura di riscossione coatta di detti asseriti crediti, emettendo e notificando avvisi di addebito e fermi di veicoli e conti correnti.

Le procedure hanno coinvolto i professionisti più giovani e con i redditi più bassi, molti dei quali - ha sottolineato, altresì, l'OCF - a causa di queste richieste, sono stati anche “costretti a cessare le loro attività cancellandosi dai relativi albi, subendo così una vera e propria ingiustizia sociale”.

La vicenda è stata oggetto, negli anni scorsi, di moltissime interrogazioni parlamentari nazionali, che non hanno però portato ad alcuna soluzione.

Questo - ricorda l’Organismo - “nonostante le molteplici pronunce giurisprudenziali favorevoli di Giudici del Lavoro presso molti Tribunali del territorio nazionale ed anche delle Corti di Appello”.

Corte d’appello di Palermo a favore dei professionisti (anche dopo la Cassazione)

Pronunce che, si ricorda, dopo essere state smentite dalla Cassazione, hanno ripreso a dare ragione ai professionisti, come nel recente caso della sentenza della Corte d’appello di Palermo (datata 11 luglio 2019), con cui è stata dichiarato insussistente l’obbligo di iscrizione dell'appellante alla gestione separata INPS.

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