Appalti pubblici: ok della Camera al disegno di legge delega

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Appalti pubblici: ok della Camera al disegno di legge delega

E' stato approvato ieri, dalla Camera, il disegno di legge delega in materia di contratti pubblici.

Il testo - specifico obiettivo del PNRR da conseguire entro il 30 giugno 2022 - torna ora all'esame del Senato, per una rapida ratifica.

Il Ddl delega il Governo ad adottare, entro 6 mesi, uno o più decreti legislativi relativi alla disciplina dei contratti pubblici: il fine è quello di adeguare la disciplina nazionale a quella europea e ai principi espressi dalla giurisprudenza della Corte costituzionale e delle giurisdizioni superiori, interne e sovranazionali.

Tra gli obiettivi prefissati vi è anche quello di razionalizzare, riordinare e semplificare la disciplina vigente in materia, nonché di evitare l'avvio di procedure di infrazione da parte della Commissione europea, giungendo anche alla risoluzione delle procedure avviate.

Contratti pubblici: i criteri e principi di riforma del Codice

Nel provvedimento sono fissati i principi e criteri direttivi che dovranno essere seguiti dall'Esecutivo nell'esercizio della delega.

Tra questi viene indicato:

  • il perseguimento di obiettivi di coerenza e aderenza alle direttive Ue, mediante l'introduzione o il mantenimento di livelli di regolazione corrispondenti a quelli minimi ivi richiesti, ferma restando l'inderogabilità delle misure a tutela del lavoro e della sicurezza;
  • la ridefinizione e il rafforzamento della disciplina in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti, al fine di conseguire una loro riduzione numerica e l’accorpamento e riorganizzazione delle stesse, anche mediante l’introduzione di incentivi all’utilizzo delle centrali di committenza e di stazioni appaltanti ausiliarie; 
  • favorire la partecipazione delle micro e piccole imprese, attraverso la possibilità di procedere alla suddivisione degli appalti in lotti sulla base di criteri qualitativi o quantitativi, il divieto di accorpamento artificioso dei lotti, l’obbligo di motivare la decisione di non procedere alla suddivisione dei lotti e, infine, la possibilità di previsione, nei bandi di gara, di criteri premiali per l’aggregazione di impresa;
  • la reintroduzione dell'obbligo, per le stazioni appaltanti, di inserire nei bandi di gara, negli avvisi e inviti, in relazione alle diverse tipologie di contratti pubblici, un regime obbligatorio di revisione dei prezzi al verificarsi di particolari condizioni di natura oggettiva e non prevedibili al momento della formulazione dell’offerta. Da segnalare che, in sede referente, è stato introdotto anche l'obbligo di inserimento del costo da rinnovo dei CCNL nazionali sottoscritti dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, "applicabili in relazione all'oggetto dell'appalto e delle prestazioni da eseguire anche in maniera prevalente";
  • la revisione delle competenze dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) in materia di contratti pubblici, al fine di rafforzarne le funzioni di vigilanza sul settore e di supporto alle stazioni appaltanti.

Come ulteriori paletti, a seguire, si segnalano:

  • la previsione dell'obbligo, per le stazioni appaltanti, di inserimento di specifiche clausole sociali volte a garantire la stabilità occupazionale del personale impiegato nonché le pari opportunità generazionali, di genere e di inclusione lavorativa;
  • la semplificazione della disciplina degli appalti che abbiano un importo inferiore alle soglie di rilevanza europea e delle procedure finalizzate alla realizzazione di investimenti in tecnologie verdi e digitali;
  • l'introduzione del divieto di prestazione gratuita delle attività professionali, salvo che in casi eccezionali e previa adeguata motivazione.

E' inoltre disposto un freno al cosiddetto appalto integrato: le nuove norme dovranno indicare i contratti pubblici esclusi dall'ambito di applicazione delle direttive europee nonché le ipotesi in cui le stazioni appaltanti possano ricorrere all'affidamento congiunto della progettazione e dell'esecuzione dei lavori.