UE: assegno unico e universale anche ai non residenti in Italia
Pubblicato il 26 luglio 2024
In questo articolo:
- Assegno unico e universale per i figli a carico: come funziona
- Scheda operativa: Assegno Unico e Universale
- Cos'è
- A chi è rivolto
- Come funziona
- Requisiti per la domanda
- Requisiti del richiedente
- Quando fare domanda
- Come fare domanda
- Punti di attenzione
- Assegno unico: dati dei primi cinque mesi 2024
- Assegno unico anche ai non residenti in Italia
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L’Italia torna sotto i riflettori UE per l’Assegno Unico Universale (AUU).
Con comunicato stampa del 25 luglio 2024, la Commissione UE ha reso nota la decisione di deferire il nostro Paese alla Corte di giustizia dell'Unione europea per il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori mobili di altri Stati membri dell'UE in relazione alle prestazioni familiari loro concesse.
Lo specifico riferimento è all’Assegno unico e universale per i figli a carico, la prestazione familiare introdotta a decorrere dal 1° marzo 2022 (decreto legislativo n. 230 del 21 dicembre 2021) ed erogata dall’INPS.
Assegno unico e universale per i figli a carico: come funziona
L’Assegno unico e universale per i figli a carico è un beneficio economico attribuito, su base mensile, per il periodo compreso tra marzo di ciascun anno e febbraio dell’anno successivo, ai nuclei familiari con figli a carico (e orfanili), sulla base della condizione economica del nucleo definita in base all’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)
L’INPS la annovera tra le prestazioni “proattive” in quanto è lo stesso Istituto, in occasione della nascita di un figlio, a inviare ai genitori che hanno dato il consenso a ricevere comunicazioni proattive dall’Inps una e-mail per invitarli a presentare la domanda per richiedere l’assegno unico universale o per integrare l’assegno percepito per altri figli a carico.
Si fornisce di seguito una utile scheda operativa della prestazione,
Scheda operativa: Assegno Unico e Universale
Cos'è
L'Assegno unico e universale è un sostegno economico per famiglie con figli a carico, attribuito:
- fino al compimento dei 21 anni (a determinate condizioni)
- senza limiti di età per i figli disabili.
A chi è rivolto
- Figli minorenni a carico con decorrenza (per i nuovi nati) dal settimo mese di gravidanza;
- Figli maggiorenni fino ai 21 anni se si trovano in una delle seguenti condizioni: frequentano corsi di formazione scolastica o professionale, o corsi di laurea; svolgono tirocinio o attività lavorativa con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui; sono registrati come disoccupati e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l'impiego; svolgono servizio civile universale.
- Figli con disabilità a carico senza limiti di età.
Come funziona
L'assegno è corrisposto in base alla fascia ISEE valido al momento della domanda.
In assenza di un ISEE valido, è comunque possibile fare domanda e ottenere l’importo minimo per ciascun figlio a carico.
Requisiti per la domanda
Come prestazione universale, spetta a tutti i nuclei familiari con figli a carico, indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori naturali, adottivi e affidatari (non occupati, disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi e pensionati) e senza limiti di reddito.
Inoltre il diritto all’AUU, in presenza di un formale provvedimento di affido o in ipotesi di collocamento o accasamento etero familiare, è riconosciuto ai nonni per i nipoti (circolare n. 23 del 9 febbraio 2022).
Requisiti del richiedente
- Cittadinanza italiana o di uno Stato UE o suo familiare con diritto di soggiorno
- Permesso di soggiorno UE di lungo periodo per cittadino di Stato extra-UE
- Titolarità di permesso unico di lavoro per un periodo superiore a 6 mesi o titolarità di permesso di soggiorno per motivi di ricerca per un periodo superiore a 6 mesi
- Assoggettamento al pagamento dell'imposta sul reddito in Italia.
- Residenza e domicilio in Italia.
- Residenza in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, o titolarità di contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di almeno 6 mesi.
Quando fare domanda
Presentabile da:
- Uno dei genitori con responsabilità genitoriale.
- Tutore del figlio o del genitore.
- Figli maggiorenni che possono richiedere il pagamento diretto.
Come fare domanda
- online sul sito INPS, tramite il servizio dedicato
- Contact center
- patronati
- app INPS Mobile.
Punti di attenzione
Domande tra 1° marzo e 30 giugno: arretrati a partire da marzo
Domande dopo il 30 giugno:
- Decorrenza dell’assegno dal mese successivo alla presentazione.
- Assegno determinato sulla base dell'ISEE al momento della domanda.
Dal 1° marzo 2023, il pagamento delle domande già accolte prosegue d'ufficio senza necessità di nuova domanda.
Assegno unico: dati dei primi cinque mesi 2024
L’INPS, nell’aggiornamento dell’Osservatorio su assegno unico universale relativo al periodo marzo 2022 – maggio 2024, ha comunicato che nei primi cinque mesi del 2024 sono stati erogati 8,1 miliardi euro, con riferimento a 9,8 milioni di figli e 6,2 milioni di nuclei familiari
Inoltre, con riferimento al mese di maggio 2024, l’importo medio per figlio, comprensivo delle maggiorazioni applicabili si attesta su 167 €, e va da circa 56 € per chi non presenta ISEE o supera la soglia massima (che per il 2024 è pari a 45.574,96 €), a 224 € per la classe di ISEE minima (17.090,61 € per il 2024).
Assegno unico anche ai non residenti in Italia
La Commissione UE ritiene che questa normativa sia discriminatoria e violi il diritto dell'UE.
La disciplina dell’AUU infatti, non consentendo a lavoratori non residenti in Italia per almeno 2 anni (o i cui figli non risiedono in Italia) di beneficiare della prestazione, non tratta i cittadini dell'UE in modo equo.
Il regolamento UE sul coordinamento della sicurezza sociale vieta invece qualsiasi requisito di residenza ai fini della percezione di prestazioni di sicurezza sociale.
Uno dei principi fondamentali dell'UE è infatti la parità di trattamento delle persone, senza distinzioni basate sulla nazionalità.
I lavoratori mobili dell'UE, sottolinea la Commissione, “contribuiscono allo stesso modo al sistema di sicurezza sociale e pagano le stesse tasse dei lavoratori locali hanno diritto alle stesse prestazioni di sicurezza sociale”.
L’AUU dovrebbe pertanto essere esteso ai lavoratori mobili dell'UE che lavorano in Italia ma non sono residenti in Italia, quelli che si sono trasferiti solo di recente in Italia o quelli i cui figli risiedono in un altro Stato membro.
La Commissione UE ha aperto la procedura d'infrazione con una richiesta di informazioni (lettera di costituzione in mora) all'Italia nel febbraio 2023, seguita da un parere motivato nel novembre 2023.
La risposta dell'Italia non ha tenuto sufficientemente conto dei rilievi della Commissione che ha pertanto deciso di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'Unione europea (comunicato stampa 25 luglio 2024).
Si ricorda che se la Corte di giustizia dell'Unione europea dovesse emettere una sentenza di condanna, l’Italia sarà tenuta ad adottare le misure di esecuzione della sentenza rischiando anche eventuali sanzioni pecuniarie in caso di inadempienza.
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