Scambi e-commerce: documenti doganali più chiari

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Scambi e-commerce: documenti doganali più chiari

Indicazioni agli operatori di e-commerce sulla compilazione dei documenti diretti al consumatore finale per indicare oneri e spese doganali.

Con nota prot. 37837/RU del 4 febbraio 2021, il direttore generale dell’Agenzia delle Dogane illustra agli operatori di e-commerce come redigere il documento al fine di rendere espliciti al consumatore finale gli oneri e le spese sostenute in dogana e quelle relative alla spedizione postale effettuate dagli intermediari privati.

Commercio elettronico in crescita. Specifiche per i documenti doganali

Infatti, complice anche la pandemia da Covid-19, si è assistito ad uno sviluppo massiccio del commercio elettronico internazionale: ciò ha indotto le Dogane ad emanare numerosi atti per rendere più agevole tale commercio ed anche per rendere più incisivi i dovuti controlli.

Con particolare riferimento agli scambi commerciali tra l’Unione europea ed il Regno Unito, si cita l’accordo firmato il 24 dicembre 2020, il cui articolo “Goods.5”, identificato come “Divieto dei dazi doganali”, applicabile in via provvisoria dal 1° gennaio 2021, che stabilisce il divieto di applicare e riscuotere i dazi doganali relativamente alle importazioni in Italia di merci originarie del Regno Unito, salvo disposizione contraria dello stesso accordo.

Con l’obiettivo di sollecitare gli operatori a porre una maggiore attenzione nell’esplicitazione delle spese, si rende necessario distinguere nei documenti doganali:

  • gli oneri per imposizioni tributarie accertate e riscosse dalla Autorità doganale;
  • le spese relative ai servizi per la spedizione prestati dagli intermediari privati;
  • le voci di spesa sostenute per i dazi da quelle per l’IVA ed altri eventuali oneri fiscali.
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