Riscossione, sì del Parlamento alla risoluzione. Cartelle 5 mesi per pagare

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Riscossione, sì del Parlamento alla risoluzione. Cartelle 5 mesi per pagare

Arriva nella giornata del 12 ottobre il sì del Parlamento alla risoluzione sullo stato della riscossione, che troverà rapida attuazione nel decreto legge fiscale collegato alla prossima Manovra di bilancio e che il Governo si appresta ad approvare in tempi rapidi.

Nel decreto collegato fiscale, atteso per venerdì prossimo in Cdm, dovrebbero entrare anche altre misure, quali:

  • quelle sulla sicurezza del lavoro;

  • le risorse per finanziare fino a fine anno la cassa integrazione d'emergenza in vista della scadenza il 31 ottobre;

  • i congedi parentali per Covid-19.

Altri punti approvati, sempre ieri, quali un possibile salvagente per i decaduti delle 10 rate e la rottamazione-quater, invece, dovrebbero entrare nella Legge di bilancio per il prossimo anno.

Con il via libera di Camera e Senato alla risoluzione sulla riscossione, si chiede al Governo di prendere alcuni impegni precisi, che riguardano nello specifico:

  1. la riforma dell’inesigibilità dei ruoli per ridurre il magazzino della riscossione;

  2. la stretta sui contribuenti recidivi che eludono o non pagano le cartelle;

  3. la fusione graduale di agenzia Entrate-Riscossione (Ader) nell’agenzia delle Entrate;

  4. la possibile revisione delle sanzioni da ridurre nel caso di violazioni per errori formali.

Infine, da ricordare come con l’approvazione della risoluzione di ieri, il Parlamento ha preso posizione anche sulla riforma del contenzioso tributario, scegliendo, tra le varie opzioni presentate, quella di introdurre un giudice speciale tributario, a tempo pieno e nominato con concorso pubblico, con una riserva di posti in favore di tutte le professionalità ora impegnate nelle Commissioni tributarie.

Riscossione, più tempo per pagare le cartelle notificate dal 1° settembre 2021

Due sono stati i principali impegni chiesti dal Parlamento al Governo in materia di riscossione:

  1. più tempo per pagare le cartelle notificate dal 1° settembre 2021;
  2. possibilità di rimettere in corsa chi non ha pagato le rate della rottamazione-ter e del saldo e stralcio.

Riguardo al primo punto, non si tratta di una nuova sospensione, ma di un avvio graduale. Nello specifico, si chiede al Governo di concedere 150 giorni in più per il pagamento delle cartelle che sono state notificate nei mesi successivi la ripresa delle attività di notifica e riscossione, ossia quelle inviate dal 1° settembre scorso.

Dunque, le notifiche partiranno, ma diventeranno operative dopo 150 giorni la consegna dell'atto. Come spiegato dai due relatori della mozione “la risoluzione impegna il Governo a valutare un'estensione da 60 a 150 giorni del termine per il pagamento delle cartelle notificate nei mesi successivi alla ripresa delle stesse attività di notifica. Si tratta di un lasso di tempo che potrà essere utile anche a strutturare una rottamazione quater, con la quale definire in via agevolata le cartelle stesse”

Molto probabilmente, l’ipotesi accolta favorevolmente dal Governo potrebbe trovare una soluzione intermedia con il Decreto legge in arrivo e attestarsi sui 120 giorni di tempo.

Gli effetti dell’entrata in vigore posticipata delle cartelle sarebbero comunque positivi, sia per risolvere i problemi dello stesso agente della riscossione chiamato in poco tempo a notificare milioni di atti, sia per concedere più tempo ad imprese e cittadini che devono pagare e che sono stati colpiti dalla crisi economica e sanitaria.

Definizione agevolata, proroga dei termini per il versamento delle rate dovute

In un'altra risoluzione avanzata, sempre ieri, da tutte le forze politiche al Governo, vi è la richiesta di garantire una più agevole ripresa della riscossione.

A tal fine, è stato chiesto di concedere la possibilità di prorogare i termini per il versamento delle rate dovute per la definizione agevolata dei carichi e di concedere una sospensione pari a 18 mesi, per lo meno con riferimento alle scadenze 2021.

A ciò, si è aggiunta, inoltre, la richiesta di un impegno sulle modalità di rientro graduale dei debiti derivanti dai piani di rateizzazione sospesi nel periodo dall'8 marzo 2020 al 31 agosto 2021, eventualmente rimodulando i piani originari; oltre alla previsione di riconoscere al debitore che non sia adempiente per 10 rate, non l'automatica decadenza ma, come ultima chance, un atto di intimazione.

Tutte queste indicazioni esaminate già dal Governo, ora, dovranno trovar spazio in disposizioni normative.