Riscossione. Consulta: urgente intervento di riforma

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Riscossione. Consulta: urgente intervento di riforma

Dalla Corte costituzionale giunge un forte monito al legislatore in materia di riscossione delle entrate pubbliche: occorre un urgente intervento di riforma.

La grave situazione di inefficienza della riscossione coattiva del nostro Paese incide negativamente su una fase essenziale della dinamica del prelievo delle entrate pubbliche, riflettendosi, non solo, sulla ragionevolezza e proporzionalità dell’aggio, ma determinando anche una grave compromissione del dovere tributario.

Dovere, quest’ultimo, riconducibile al valore inderogabile della solidarietà di cui all’art. 2 Cost., e “preordinato al finanziamento del sistema dei diritti costituzionali, i quali richiedono ingenti quantità di risorse per divenire effettivi”.

Sistemi di riscossione inadeguati, penalizzati i contribuenti che pagano

L’esortazione dei giudici costituzionali è contenuta nel testo della sentenza n. 120 depositata il 10 giugno 2021, con cui la Corte si è pronunciata sulle questioni di legittimità sollevate dalla Commissione tributaria provinciale di Venezia in riferimento alla remunerazione dell’agente della riscossione mediante l’aggio prevista dall’articolo 17, comma 1, del Decreto legislativo n. 112/1999, nel testo applicabile nel 2014.

Nel dichiarare inammissibili, di per sé, le questioni promosse, la Consulta ha ritenuto comunque opportuno soffermarsi sull’abnorme dimensione delle esecuzioni infruttuose.

I costi complessivi della riscossione, infatti, costituiscono la premessa di fatto sulla cui base è stata stabilita la misura dell’aggio. Essi sono fortemente condizionati dall’eccessiva dimensione delle entrate pubbliche non riscosse, ed incidono altrettanto fortemente sulla proporzionalità dell’onere riversato sul contribuente il quale, sebbene inadempiente, assolve il proprio debito tributario.

Si tratta di un’anomalia che emerge evidente dal confronto del sistema della riscossione italiano con il panorama internazionale.

Adeguata riscossione a garanzia dei diritti sociali e civili

Per la Corte costituzionale, un’adeguata riscossione è essenziale non solo per la tutela dei diritti sociali, ma anche di gran parte di quelli civili, in considerazione dell’ingente quantità di risorse necessaria al funzionamento degli apparati sia della tutela giurisdizionale sia della pubblica sicurezza, entrambi indispensabili per la garanzia di tali diritti.

Da questo punto di vista, la descritta situazione di grave inadeguatezza dei meccanismi di riscossione coattiva nel nostro Paese concorre a impedire “di fatto” alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di cui all’art. 3, secondo comma, Cost.

Da qui la conclusione della necessità di un urgente intervento del legislatore statale volto di riforma dei predetti meccanismi.

Aggio: ha ancora ragion d’essere?

Con riferimento all’aggio, in particolare, occorrerà valutare se tale istituto mantenga ancora “una sua ragion d’essere” o non sia piuttosto divenuto anacronistico e costituisca una delle cause di inefficienza del sistema.

Il sistema di remunerazione ad aggio rischia, infatti, di far ricadere su alcuni contribuenti, in maniera non proporzionata, i costi complessivi di un’attività ormai svolta quasi interamente dalla stessa amministrazione finanziaria e non più da concessionari privati.

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