Riforma del processo civile: decreto correttivo definitivamente approvato

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Riforma del processo civile: decreto correttivo definitivamente approvato

Nella seduta del Consiglio dei ministri del 29 ottobre 2024, è stato approvato, in via definitiva, il Decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al D. Lgs. n. 149/2022, attuativo della Legge 26 novembre n. 206/2021, di riforma del processo civile (Riforma Cartabia).

Il testo ha ottenuto il via libera definitivo del Governo dopo aver ricevuto un nuovo parere favorevole dalle commissioni Giustizia di Camera e Senato (presso il Senato con osservazioni).

Le modifiche - si rammenta - interessano il Codice civile, il Codice di procedura civile e le leggi speciali correlate, con l'obiettivo di rendere più chiare alcune norme e facilitare determinati passaggi processuali.

Le principali novità riguardano la fase delle verifiche preliminari, l'ampliamento dell'impiego del rito di cognizione semplificato, l'utilizzo delle fatture elettroniche per la concessione del decreto ingiuntivo, il rafforzamento della digitalizzazione e l'estensione delle notifiche telematiche.

Ma veniamo al dettaglio delle misure.

Correttivo al processo civile: le principali novità

Verifiche preliminari

In tema di verifiche preliminari sulla regolarità del contraddittorio, il decreto apportavengono apportate modifiche all’articolo 171-bis del Codice di procedura civile, con il fine di dirimere perplessità ed eliminare alcuni inconvenienti verificatisi nella prassi giudiziaria.

La norma viene integralmente riscritta in maniera tale da evidenziare le scansioni dell’attività dell’istruttore in questo particolare snodo processuale.

Viene previsto, così, che il compimento, da parte del giudice, delle verifiche preliminari circa la regolarità del contraddittorio deve avvenire, d’ufficio, entro i quindici giorni successivi alla scadenza del termine per la costituzione del convenuto.

Quando, all’esito delle verifiche preliminari, il giudice rileva vizi degli atti introduttivi o della notifica dell’atto di citazione oppure la necessità (o l’opportunità) di integrare il contraddittorio nei confronti di terzi, pronuncia uno dei provvedimenti specificamente previsti dalla norma e differisce l’udienza di prima comparizione al fine di concedere alle parti i termini necessari per provvedere agli adempimenti disposti.

Dopo l’adozione di tali provvedimenti, il giudice dovrà nuovamente procedere alle verifiche preliminari, al fine di controllare se gli adempimenti sono stati eseguiti. Per queste ulteriori verifiche preliminari viene indicato il termine di 55 giorni prima della nuova udienza di comparizione fissata con il decreto.

Laddove, per contro, all’esito delle verifiche preliminari, il giudice rileva che il contraddittorio è stato regolarmente instaurato e non è quindi necessario adottare alcun provvedimento, lo stesso giudice è confermerà la data dell’udienza di comparizione delle parti o la differirà per un massimo di 45 giorni, indicando alle parti costituite le questioni rilevabili d’ufficio sui cui ritiene di dover sollecitare il contraddittorio (comprese quelle relative alla sussistenza della eventuale condizione di procedibilità); questioni che le parti affronteranno nelle memorie di cui all’articolo 171- ter.

Conversione rito ordinario in rito semplificato: anticipazione

Da segnalare, a seguire, che viene anticipato alla fase delle verifiche preliminari il momento in cui il giudice può disporre la conversione del rito ordinario in rito semplificato, qualora ne ricorrano i presupposti.

Si prevede, in particolare, che il giudice, se ritiene che in relazione a tutte le domande proposte ricorrano i presupposti per accedere al rito semplificato, dispone la prosecuzione del processo nelle forme di tale rito fissando l'udienza nonché un termine perentorio entro il quale le parti possono integrare gli atti introduttivi mediante deposito di memorie e documenti.

Nel disporre il mutamento del rito, ossia, il giudice è tenuto a prevedere dei termini per consentire alle parti il deposito di memorie e documenti, dal momento che il contenuto degli atti introduttivi varia a seconda che il processo si svolga nelle forme del rito ordinario o di quello semplificato.

Si prevede, infine, che tutti i provvedimenti di cui si è detto siano emanati con decreto comunicato alle parti a cura della cancelleria.

Fatture elettroniche come prova idonea per l'emissione di decreto ingiuntivo

Tra le altri novità, si segnala la previsione che ricomprende espressamente le fatture elettroniche, trasmesse attraverso il Sistema di interscambio istituito dal Ministero dell’economia e delle finanze e gestito dall’Agenzia delle entrate, tra le prove scritte idonee per l’emissione di decreto ingiuntivo.

Il Decreto, inoltre, sempre relativamente alla prova scritta nel procedimento per decreto ingiuntivo, interviene con un aggiornamento per quanto concerne le scritture contabili, finalizzato a riflettere i cambiamenti tecnologici avvenuti negli ultimi anni, in particolare la transizione dalle scritture cartacee a quelle elettroniche.

L'aggiornamento elimina il requisito della bollatura e vidimazione, che erano in passato necessari per conferire valore probatorio alle scritture contabili ai fini dell'emissione di ingiunzioni.

La modifica equipara completamente le scritture contabili tenute in formato elettronico a quelle tradizionali, stabilendo che entrambe le tipologie, per avere valore legale, debbano essere conformi alle normative vigenti.

Notifiche telematiche con perfezionamento disgiunto

Per quanto riguarda le notifiche, viene eliminata la distonia attualmente esistente tra notifiche effettuate con modalità tradizionali (a mani o mediante il servizio postale) e notifiche a mezzo PEC, prevedendo anche in relazione a queste ultime la scissione del momento di perfezionamento della notifica per il soggetto notificante e per il destinatario.

Si prevede, in particolare, che la notifica si intende perfezionata, per il soggetto notificante, nel momento in cui il documento informatico da notificare è consegnato all'ufficiale giudiziario e, per il destinatario, nel momento in cui il gestore rende disponibile il documento informatico nella casella di posta elettronica certificata di quest’ultimo.

Viene inoltre perfezionata la disciplina della notificazione a mezzo posta elettronica certificata eseguita dall'ufficiale giudiziario ai sensi dell’articolo 149-bis c.p.c.

Si prevede, così, che l'ufficiale giudiziario possa inviare al destinatario, tramite posta elettronica certificata (PEC), non solo la copia informatica firmata digitalmente dell'atto, ma anche il duplicato informatico, che consiste in una riproduzione identica del documento originale in formato digitale, ottenuta tramite la stessa sequenza di bit del documento originario.

E' inoltre disciplinata l’ipotesi in cui la notifica non possa essere effettuata a mezzo posta elettronica certificata o l’invio di questa non vada a buon fine.

Nei predetti casi, si procederà con le modalità di notifica tradizionali se la causa è estranea alla responsabilità del destinatario.

Al contrario, se il mancato recapito è imputabile al destinatario l'atto sarà depositato in un'area web dedicata sul portale dei servizi telematici del Ministero della Giustizia, accessibile al destinatario.

Parte costituita personalmente

Le notifiche e le comunicazioni alla parte costituitasi personalmente sono inviate all'indirizzo PEC o al domicilio digitale indicato e, solo in mancanza di questo, nella residenza dichiarata o nel domicilio eletto.

Le comparse e le memorie autorizzate si comunicano tramite deposito o notifica all'indirizzo PEC pubblico o al domicilio digitale speciale.

Trattazione scritta in sostituzione della pubblica udienza

Ulteriori misure intervengono sulla disciplina della trattazione scritta in sostituzione dell’udienza.

In primo luogo, si specifica che l’udienza non può essere sostituita quando la presenza delle parti è prevista dalla legge o disposta dal giudice.

Quando, poi, la parte si oppone, il giudice è costretto a revocare il provvedimento e a fissare l’udienza.

Infine, è espressamente previsto che il giudice abbia la possibilità di disporre la sostituzione dell’udienza ai sensi dell’articolo 127-ter c.p.c. salvo che una delle parti non si opponga.

Provvisoria esecuzione

Altre modifiche, per finire, riguardano la concessione della provvisoria esecuzione in caso di opposizione a decreto ingiuntivo.

E' stato espressamente previsto che il creditore opposto possa sempre chiedere che il giudice provveda prima della prima udienza di comparizione, se ricorrono ragioni di urgenza.

Gli altri provvedimenti approvati dal CdM

Da segnalare che nella medesima seduta del 29 ottobre 2024, il Governo ha definitivamente approvato anche i tre Testi Unici su giustizia tributaria, tributi erariali minori e sanzioni tributarie amministrative e penali nonché il decreto legislativo di attuazione della direttiva UE 2020/285 riguardo al regime speciale per le piccole imprese, e della direttiva UE 2022/542 sulle aliquote dell’imposta sul valore aggiunto.

Tabella di sintesi delle principali novità

Ambito Novità Principali
Verifiche preliminari Modifiche all'art. 171-bis c.p.c.; il giudice verifica d'ufficio la regolarità del contraddittorio entro 15 giorni dalla costituzione del convenuto.
Rito semplificato Anticipata la possibilità di conversione al rito semplificato in fase di verifiche preliminari; fissazione udienza e termini per memorie e documenti.
Prova per decreto ingiuntivo Fatture elettroniche incluse tra le prove idonee; equiparazione scritture contabili tenute in formato elettronico a quelle tradizionali.
Notifiche telematiche Scissione del perfezionamento delle notifiche PEC tra notificante e destinatario; possibilità di invio tramite PEC o deposito su portale Giustizia.
Udienze pubbliche Possibilità di trattazione scritta in alternativa all'udienza anche se l'opposizione di una sola parte obbliga alla celebrazione dell'udienza pubblica.
Provvisoria esecuzione Il creditore può richiedere al giudice di disporre la provvisoria esecuzione prima della prima udienza in caso di urgenza.
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