Legge di Bilancio 2025: novità su detrazioni fiscali e bonus mobili
Pubblicato il 17 ottobre 2024
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In attesa che sia reso disponibile il testo del Ddl contenente la manovra di bilancio per l’anno 2025, approvato nel Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2024, si analizzano le indicazioni arrivate dall’esecutivo.
Oltre alla notizia che diventerà strutturale l'impostazione a tre aliquote dell'Irpef – con la promessa che se entreranno fondi dal Cpb la seconda fascia si ridurrà dal 35 al 33% - si è parlato anche di modificare il sistema delle detrazioni fiscali per ciascun contribuente, basandosi sul numero dei familiari a carico e di una possibile proroga del bonus mobili.
Legge di bilancio 2025 e le tax expenditures
A partire dal 2025, si prevede una revisione delle detrazioni fiscali con soglie percentuali basate sui livelli di reddito, incorporando un coefficiente per i nuclei con più componenti, a vantaggio delle famiglie più ampie.
Le modifiche proposte nel progetto di legge di bilancio, che verrà sottoposto al Parlamento per essere approvato entro il 31 dicembre 2025, stabiliscono riduzioni fiscali differenziate.
Sembra che i limiti siano fissati:
- all’8% per redditi inferiori ai 50mila euro,
- al 6% per quelli tra 50mila e 100mila euro,
- al 4% per redditi superiori ai 100mila euro.
Questi cambiamenti, delineati nelle bozze iniziali della manovra, mirano a ottenere un risparmio di un miliardo di euro in termini di spese fiscali, con l'obiettivo di redistribuire il peso fiscale favorendo le fasce di reddito più basse e le famiglie con più figli.
Inoltre, si conferma il meccanismo esistente dal 2020 che prevede una riduzione graduale degli oneri detraibili, dal 19% iniziale, che diminuisce progressivamente per i redditi che superano i 120mila euro fino a non essere più applicabile per redditi che raggiungono i 240mila euro.
Tuttavia, riguardo alle tre soglie, è importante specificare che nel definire il limite massimo di reddito, verranno inclusi tutti i tipi di oneri detraibili. In pratica, la restrizione influenzerà le spese detraibili compresi i costi per cure mediche e farmaci, oltre che le spese per la casa. Questo include anche gli interessi passivi sui mutui e le spese per ristrutturazioni.
La novità, però, si applicherà solo alle spese sostenute dal 2025 in poi, senza effetti retroattivi sulle spese pregresse.
Va precisato che le nuove soglie stabiliranno l'ammontare massimo delle spese detraibili, non delle detrazioni stesse. In altri termini, ciò significa che all'interno delle spese ammissibili si dovranno calcolare le percentuali per ogni agevolazione specifica: ad esempio il 19% per le spese mediche o il 36% per le ristrutturazioni non relative all'abitazione principale.
Navigando tra queste aliquote, si determinerà l'ammontare detraibile che servirà a ridurre le tasse dovute o a definire i rimborsi richiesti tramite il modello 730 o il modello Redditi.
Questo potrebbe indurre il contribuente a scegliere le spese da inserire in dichiarazione basandosi sulla maggiore convenienza, per minimizzare le perdite sugli incentivi offerti dal fisco.
Legge di bilancio 2025 e bonus mobili
Appreso dal Consiglio dei ministri del 15 ottobre 2024 che il bonus ristrutturazioni sarà mantenuto al 50%, ma solo per le abitazioni principali, spunta anche un’altra proroga: quella del bonus mobili.
Dalle parole del viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, emerge l'applicazione del bonus mobili, che consente un risparmio del 50% su una spesa limite che attualmente è di 5mila euro, ridotta progressivamente dagli anni precedenti, da 10mila euro nel 2022 a 8mila euro nel 2023, anche nel 2025.
Ciò comporterà che, dato che il bonus mobili non sarà modificato nella sua struttura attuale ma il bonus ristrutturazioni subirà dei cambiamenti, per le ristrutturazioni di seconde case si applicherà uno sconto del 36% sui lavori e del 50% sull'acquisto di arredi ed elettrodomestici.
Per le detrazioni relative al bonus casa vale il principio di cassa: sono riconosciuti i bonifici eseguiti entro la fine del 2024. È quindi urgente procedere ai pagamenti; l'effettiva realizzazione dei lavori è irrilevante. Tuttavia, si potrebbe andare incontro a futuri rischi.
Legge di bilancio 2025: altre misure
Pos collegato al registratore di cassa
Sempre il viceministro dell’Economia Maurizio Leo nella conferenza stampa sulla manovra ha parlato di nuove regole per incrementare la tracciabilità delle transazioni e potenziare la conformità fiscale.
Queste iniziative prevedono l'ampliamento dell'obbligo di utilizzare metodi di pagamento tracciabili, come carte di credito o bonifici, per una varietà di spese che possono essere dedotte dalle imposte da aziende e professionisti, inclusi i costi per i servizi taxi e le spese di trasferta.
Specificamente, dal 2025, spese come quelle per servizi taxi o rappresentanza dovranno essere effettuate attraverso strumenti di pagamento tracciabili per essere riconosciute ai fini fiscali.
Altra strategia messa in campo riguarda il collegamento diretto dei POS ai registratori di cassa, per assicurare che i pagamenti tracciati corrispondano ai dati effettivamente inviati all'Amministrazione fiscale, mirando a eliminare le discrepanze tra i pagamenti effettuati e quelli dichiarati.
Assicurazioni: imposta di bollo
Per le assicurazioni, mentre le polizze vita rimarranno invariate, per altri contratti assicurativi, la cui imposta di bollo viene solitamente saldata al termine della polizza, sarà dovuta su base annuale e sarà a carico delle compagnie assicurative.
Bitcoin, ritenuta al 42%
Per gli investitori in bitcoin, ci sono novità fiscali in vista.
Nella manovra finanziaria per il 2025, il governo ha deciso di aumentare la tassazione sulle plusvalenze derivanti dalla vendita di bitcoin portando la ritenuta dal 26% al 42%.
Questo aumento, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2025, segna un incremento del 61% rispetto all'aliquota corrente applicabile alle plusvalenze che superano i 2mila euro.
Ciò è legato alla crescente popolarità del bitcoin tra gli investitori.
La conferma ufficiale arriverà con la legge di bilancio 2025., da cui si saprà se l’aumento delle tasse riguarderà solo il bitcoin o anche altre criptovalute.
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