Il trust tassa solo il beneficiario

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Il decreto legge 262/06 collegato alla Finanziaria risolve alcune incertezze circa le regole fiscali da applicare all’istituto del trust. Da tale provvedimento e dalla successiva legge di conversione si dovrebbe trarre conferma, in materia di tassazione del trust, dell’opinione prevalente che si è finora formata su tale istituto sotto il profilo della imposizione indiretta, cioè:

- la neutralità fiscale del trasferimento dei beni dal disponente al trustee;

- l’applicazione della tassazione proporzionale alla devoluzione dei beni al beneficiario finale del trust.

Sia il Dl 262/06 che la legge di conversione, occupandosi di tassare la “costituzione di vincoli di destinazione”, estendono la tassazione anche al trust, dal momento che con esso si origina un vincolo di destinazione dei beni in trust al fine del perseguimento dello scopo dettato dal disponente. A questo punto, però, c’è da chiedersi quando e come applicare la tassazione, in quanto per trust si intende una complessa serie di attività giuridiche che, a seconda dei casi, si articola in diversi passaggi:

- trust “autodichiarato”, c’è una manifestazione di volontà del disponente diretta a vincolare una certa area del proprio patrimonio per un certo scopo;

- trust in generale, c’è un trasferimento di diritti dal disponente al trustee;

- in entrambi i casi ci può essere una finale devoluzione a favore di beneficiari.

Volendo applicare la nuova tassazione a questi casi, è necessario partire dalle seguenti considerazioni.

Imposta di donazione. Può essere applicata solo alle manifestazioni di una capacità contributiva del beneficiario di un trasferimento patrimoniale, a pena di sua incostituzionalità. Pare possibile tassare con questa imposta solo l’attribuzione al beneficiario finale, applicando l’aliquota relativa al suo rapporto di parentela con il disponente.

 

Immobili. Se l’atto istitutivo del trust riguarda beni immobili, si applicano le imposte ipotecaria e catastale. Accanto all’imposta fissa di registro, bisogna mettere in conto il 2% per l’ipotecaria e l’1% per la catastale.

Infine, è da ricordare che riparte questa mattina dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato l’iter parlamentare del decreto fiscale collegato alla Finanziaria (Dl 262/06), che ha ottenuto il via libera definitivo della Camera venerdì scorso, dopo il voto di fiducia di giovedì.

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