Bonus acqua potabile: istruzioni per l’utilizzo

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Bonus acqua potabile: istruzioni per l’utilizzo

Agevolazioni fiscali per persone fisiche e soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni, enti non commerciali, compresi enti del Terzo settore ed enti religiosi civilmente riconosciuti che sostengono le spese su immobili posseduti o detenuti in base a un titolo idoneo, al fine di migliorare la qualità delle acque destinate al consumo umano erogate da acquedotti.

Bonus acqua potabile: ambito oggettivo

L’attuazione a quanto stabilito dall’articolo 1, commi da 1087 a 1089 della L. n. 178/2020 arriva con il provvedimento prot. 153000 del 16 giugno 2021 dell’Agenzia delle Entrate, che definisce criteri e modalità di applicazione e fruizione del credito d’imposta per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare E290, per il miglioramento qualitativo delle acque destinate al consumo umano erogate da acquedotti. Le spese agevolate sono quelle sostenute dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2022.

Il bonus è pari al 50%, fino a una disponibilità di 5 milioni di euro per anno.

Imputazione delle spese

Ai fini dell’imputazione delle spese, per le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni e gli enti non commerciali, nonché per le imprese individuali e le società di persone in regime di contabilità semplificata, il riferimento è alla data di effettivo pagamento (criterio di cassa); per i soggetti in regime di contabilità semplificata che hanno optato per l’applicazione del criterio di cui al comma 5 dell’articolo 18 del DPR n. 600/1973, il pagamento si intenderà effettuato alla data di registrazione del documento contabile.

Per le imprese individuali, per le società, per gli enti commerciali e per gli enti non commerciali in regime di contabilità ordinaria, il riferimento è al criterio di competenza.

Pagamento delle spese

L’importo delle spese sostenute deve essere documentato tramite fattura elettronica o documento commerciale in cui sia riportato il codice fiscale del richiedente il credito. Per coloro che non sono tenuti a emettere fattura elettronica, invece, è considerata valida anche l’emissione di una fattura o di un documento commerciale nel quale deve essere riportato il codice fiscale del soggetto richiedente il credito.

Comunicazione all’Agenzia

I soggetti aventi diritto al bonus acqua potabile devono presentare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate riguardante l’ammontare delle spese ammissibili sostenute nell’anno precedente. A tal fine è disponibile il modello di “Comunicazione delle spese per il miglioramento dell’acqua potabile”.

Tale comunicazione:

  • va presentata nel periodo dal 1° al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese;
  • va inviata esclusivamente con modalità telematiche, direttamente dal contribuente o da un intermediario, tramite applicativo web disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia o trasmissione di un file, secondo le specifiche tecniche allegate al provvedimento.

Utilizzo del credito d’imposta acqua potabile

I soggetti diversi dalle persone fisiche utilizzano l’agevolazione in compensazione tramite modello F24.

Per persone fisiche non esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo, il credito entra nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di sostenimento delle spese agevolabili e in quelle successive fino al completo utilizzo dello stesso; diversamente, può essere compensato con F24.

Apposito codice tributo sarà indicato con successiva risoluzione.

A quanto ammonta il bonus

Il provvedimento 153000/2021 prevede che il credito d’imposta è pari al 50% delle spese complessive sostenute risultanti dall’ultima comunicazione validamente presentata.

L’importo massimo della spesa su cui calcolare l’agevolazione è:

  • di 1.000 euro per ciascun immobile, per le persone fisiche;
  • di 5.000 euro per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale, per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e per gli enti non commerciali.

Posto che il limite di spesa annua è di 5 milioni di euro, la percentuale sarà calcolata rapportando questo importo all’ammontare complessivo del credito d’imposta risultante da tutte le comunicazioni validamente presentate.

Dunque, l’ammontare del credito d’imposta fruibile è pari all’importo del credito indicato nella comunicazione validamente presentata, moltiplicato per la percentuale ottenuta dal rapporto tra il limite complessivo di spesa e l’ammontare complessivo del credito d’imposta risultante da tutte le comunicazioni validamente presentate. Se l’ammontare complessivo dello sconto risulta uguale o inferiore al limite di spesa, la percentuale è pari al 100%.

La misura percentuale sarà comunicata entro il 31 marzo di ciascun anno, con riferimento alle spese sostenute nell’anno precedente.

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