Salario minimo: pubblicata la Direttiva UE

Pubblicato il



Salario minimo: pubblicata la Direttiva UE

Via libera definitivo del Parlamento UE alla direttiva sul salario minimo nell'UE. Dopo un lungo e tortuoso percorso di quasi due anni, l'Europarlamento si è espresso in senso favorevole sulla nuova legislazione in materia di salari minimi, nel testo concordato lo scorso 6 giugno con il Consiglio UE.

La Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio UE 2022/2041 del 19 ottobre 2022 è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 25 ottobre ed è destinata ad entrare in vigore il ventesimo giorno dalla pubblicazione: quindi, sarà operativa dal prossimo 14 novembre.

ATTENZIONE: Gli Stati membri sono tenuti ad adottare le misure necessarie per conformarsi alla Direttiva entro il 15 novembre 2024, dandone immediata informazione alla Commissione.

Nello specifico, la Direttiva 2022/2041:

  1. contiene una clausola di non regresso, pertanto l’attuazione della stessa non costituisce un motivo valido per ridurre il livello generale di protezione già offerto ai lavoratori negli Stati membri, in particolare per quanto riguarda la riduzione o l’abolizione dei salari minimi.
  2. lascia impregiudicata la prerogativa di uno Stato membro di applicare o introdurre disposizioni legislative, regolamentari o amministrative più favorevoli ai lavoratori o di promuovere o consentire l’applicazione di contratti collettivi che siano più favorevoli ai lavoratori.

Quali sono le finalità della direttiva? Cosa prevede e cosa comporta per gli Stati membri?

Salario minimo UE: finalità della direttiva

La direttiva relativa a salari minimi adeguati nell'Unione europea si propone di garantire una retribuzione equa a tutti i lavoratori del settore pubblico e privato, fatta eccezione per i lavoratori autonomi.

La crisi causata dalla pandemia di COVID-19 e le conseguenze della crisi energetica stanno avendo un impatto economico significativo su lavoratori e imprese.

Un'alta percentuale di lavoratori nell'UE percepisce un salario basso. Ridurre le disuguaglianze salariali e il divario retributivo di genere consente di arginare la povertà lavorativa assicurando migliori condizioni di vita e di lavoro.

Salario minimo UE: ambito di applicazione

La direttiva si compone di 19 articoli e si applica ai lavoratori UE con contratto di lavoro o rapporto di lavoro quali definiti dal diritto, dai contratti collettivi o dalle prassi in vigore in ciascuno Stato membro, tenendo conto della giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea.

Chiarisce il legislatore che potrebbero rientrare nell'ambito di applicazione della direttiva, a condizione che soddisfino i criteri prima indicati, tutti i lavoratori del settore pubblico e privato, nonché i lavoratori domestici, i lavoratori a chiamata, i lavoratori intermittenti, i lavoratori a voucher, i lavoratori tramite piattaforma digitale, i tirocinanti, gli apprendisti e altri lavoratori atipici nonché i “falsi” lavoratori autonomi (i.e. i lavoratori che, al fine di evitare obblighi giuridici o fiscali, sono formalmente dichiarati come lavoratori autonomi pur soddisfacendo tutti i criteri che caratterizzano un rapporto di lavoro) e i lavoratori non dichiarati.

La direttiva sui salari minimi adeguati nell'UE non si applica invece ai lavoratori “effettivamente” autonomi.

Salario minimo UE: contrattazione collettiva

Partendo dalla convinzione che la contrattazione collettiva è uno strumento importante per garantire salari minimi adeguati e un tenore di vita dignitoso ai lavoratori, la direttiva punta a fare in modo che gli Stati membri:

  • promuovano la diffusione dei contratti collettivi al fine di migliorare la tutela garantita dal salario minimo dei lavoratori;
  • agevolino l'esercizio del diritto di contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari;
  • rafforzino la determinazione dei salari prevista dai contratti collettivi al fine di migliorare la tutela garantita dal salario minimo dei lavoratori.

Lo Stato membro in cui il tasso di copertura della contrattazione collettiva sia inferiore a una soglia dell'80% è tenuto a prevedere un quadro di condizioni favorevoli alla contrattazione collettiva, per legge a seguito della consultazione delle parti sociali o mediante un accordo con queste ultime nonché a definire un piano d'azione per promuovere la contrattazione collettiva, sottoposto a riesame con cadenza almeno quinquennale.

In presenza di salari stabiliti dai contratti collettivi invece la direttiva non impone ai Paesi UE nè l'obbligo di introdurre un salario minimo legale nè l'obbligo di dichiarare un contratto collettivo universalmente applicabile.

Salari minimi legali adeguati nell'UE: criteri di determinazione

Gli Stati membri in cui sono previsti salari minimi legali sono tenuti a istituire le procedure per la loro determinazione e il loro aggiornamento sulla base di criteri di adeguatezza e al fine di garantire un tenore di vita dignitoso, ridurre la povertà lavorativa e il divario retributivo di genere.

I criteri, definiti conformemente alle prassi e al diritto nazionale, devono aver riguardo anche al potere d'acquisto dei salari minimi legali, tenuto conto del costo della vita, al livello generale dei salari e alla loro distribuzione, al tasso di crescita dei salari nonché ai livelli e all'andamento nazionali a lungo termine della produttività.

Gli Stati membri possono inoltre ricorrere a un meccanismo automatico di adeguamento dell'indicizzazione dei salari minimi legali, utilizzando anche valori di riferimento indicativi comunemente utilizzati a livello internazionale, quali il 60% del salario lordo mediano e il 50% del salario lordo medio, e/o valori di riferimento indicativi utilizzati a livello nazionale.

È richiesto il coinvolgimento delle parti sociali nella determinazione e nell'aggiornamento dei salari minimi legali.

Gli Stati membri, con la partecipazione delle parti sociali, sono tenuti a prevedere controlli e ispezioni sull'applicazione dei salari minimi legali.

Salario minimo UE: monitoraggio

I Paesi UE dovranno adottare sistemi adeguati di raccolta dei dati per monitorare la tutela garantita dal salario minimo.

Inoltre, con cadenza biennale e prima del 1° ottobre dell'anno di riferimento, dovranno comunicare alla Commissione il tasso e lo sviluppo della copertura della contrattazione collettiva nonchè altri specifici dati relativi al livello dei salari e alla percentuale di lavoratori coperti dal salario minimo legale.

Salario minimo UE: diritto di ricorso

Infine, gli Stati membri dovranno provvedere affinché ai lavoratori, compresi quelli il cui rapporto di lavoro è terminato, siano concessi strumenti di risoluzione efficace, tempestiva e imparziale delle controversie e sia loro garantito il diritto di ricorso in caso di violazione dei diritti.

Allegati

Ricevi GRATIS la nostra newsletter

Ogni giorno sarai aggiornato con le notizie più importanti, documenti originali, anteprime e anticipazioni, informazioni sui contratti e scadenze.

Richiedila subito