Rito societario per i brevetti

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Via libera il prossimo 19 marzo alle innovazioni contenute nel Codice dei diritti di proprietà industriale (Dlgs. 10.2.2005). L'abrogazione di 39 leggi o norme di legge porterà ad un riassetto normativo della disciplina di settore, incidendo radicalmente nel campo di quei beni immateriali che possono influenzare in maniera rilevante l'attività di industrie nazionali. Gli effetti di tale riassetto saranno visibili oltre che in termini di semplificazione della normativa e di coordinamento delle fonti nazionali o comunitarie, anche ai fini dell'ampliamento della tutela riservata alla proprietà industriale. Secondo il Codice, le azioni in materia di diritti di proprietà industriale saranno di competenza esclusiva di sezioni specializzate, istituite presso alcuni capoluoghi di Regione. Il Codice, negli articoli 144 e 146, introduce, inoltre, il concetto di "pirateria" in contrapposizione alla normale contraffazione, comprendendo nella fattispecie tutte quelle azioni di contraffazione e usurpazione degli altrui diritti di proprietà industriale, realizzate in modo sistematico con dolo. A tutela di tali pericoli sarà istituito, presso il Ministero delle Attività Produttive, un Comitato nazionale anticontraffazione, con funzioni di monitoraggio delle violazioni dei diritti di proprietà industriale oltre a quelli di proprietà intellettuale per modelli e design. Il Codice delle proprietà industriali rappresenta sicuramente un testo utile perchè di facile consultazione per gli addetti alla materia, anche se alcune questioni restano irrisolte: un esempio è dato dall'attribuzione della titolarità del brevetto spettante non all'università o all'ente di ricerca, ma al ricercatore.

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