Opzione donna: chi può accedere nel 2023

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Opzione donna: chi può accedere nel 2023

Opzione donna torna alla ribalta della cronaca previdenziale e continua a far parlare di sè con il disegno di legge di Bilancio 2023.

Rispetto ad una prima versione di restyling, denominata “Opzione mamma”, che “premia” l'uscita anticipata per le lavoratrici madri, versione peraltro annunciata dal Consiglio dei ministri del 21 novembre 2022, nell'ultima bozza in circolazione del disegno di legge di Bilancio 2023 la pensione Opzione donna 2023 sembra incassare importanti novità.

Pur dovendo ricordare, per verità di cronaca, che trattasi di bozze e che per l'ufficialità del testo occorrerà attendere l'avvio dell'iter parlamentare (l'approdo del provvedimento è atteso in questi giorni presso la Camera dei deputati), appare utile dare conto delle possibili modifiche in arrivo per Opzione donna 2023.

Pensione Opzione donna: caratteristiche

Opzione donna è un trattamento pensionistico anticipato calcolato secondo le regole del sistema contributivo.

Introdotta in via sperimentale dalla cd. Riforma Maroni del 2004, la soluzione di flessibilità pensionistica in esame è stata oggetto di proroghe e ampliamenti, in particolare con l'articolo 16 del decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26.

Dall’introduzione ad oggi si stima che Opzione donna abbia consentito l'accesso anticipato al pensionamento a circa 180.000 lavoratrici, che hanno optato per un taglio consistente dell'assegno pensionistico a favore di una uscita anticipata dal mondo del lavoro.

Pensione Opzione donna: requisiti attuali

Attualmente Opzione donna consente di accedere al trattamento pensionistico anticipato a tutte le lavoratrici che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2021, i seguenti requisiti anagrafici e contributivi:

⦁ anzianità contributiva minima di 35 anni;

⦁ età anagrafica minima di 58 anni se lavoratrici dipendenti e di 59 anni se lavoratrici autonome.

A prevedere la proroga del regime sperimentale è stata la legge di Bilancio 2022 (articolo 1, comma 94, della legge 30 dicembre 2021, n. 234) e l'INPS ha fornito le indicazioni con il messaggio n. 169 del 13 gennaio 2022.

Pensione Opzione donna: novità in arrivo

L'ultima bozza del disegno di legge di Bilancio 2023 in circolazione proroga di un anno la possibilità di accedere a Opzione donna con le seguenti limitazioni.

Il beneficio pensionistico viene esteso alle lavoratrici che maturano, entro il 31 dicembre 2022, un'anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età anagrafica di 60 anni, ridotta di un anno per ogni figlio, nel limite massimo di 2 anni e che si trovano in una delle seguenti condizioni:

a) assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104), ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;

b) hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile, superiore o uguale al 74%;

c) sono lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale presso la struttura per la crisi d’impresa di cui all’articolo 1, comma 852, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Solo per queste lavoratrici la riduzione di 2 anni del requisito anagrafico di 60 anni si applica a prescindere dal numero di figli.

La (prima) versione annunciata dal Governo prevede invece l'uscita anticipata per le lavoratrici che maturano, entro il 31 dicembre 2022, un'anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età anagrafica di:

  • 60 anni, se senza figli;
  • 59 anni con un solo figlio;
  • 58 anni con 2 o più figli.

ATTENZIONE: Alla luce delle ipotesi di restyling illustrate, appare certo che il requisito anagrafico di accesso a Opzione donna salirà, in via generale, a 60 anni e, sotto tale profilo, le lavoratrici autonome saranno, per la prima volta, equiparate alle lavoratrici dipendenti.

Pensione Opzione donna: regole generali

Ricordiamo infine le regole generalmente valide per Opzione donna.

Il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico si consegue trascorsi:

  • 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti;
  • 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.

Le lavoratrici del comparto scuola e dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM), al ricorrere dei requisiti, possono conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre e dal 1° novembre.

Le lavoratrici che raggiungono i requisiti previsti possono conseguire il trattamento pensionistico anche successivamente alla prima decorrenza utile.

Il conseguimento della pensione è subordinato alla cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Per la lavoratrice autonoma non è invece richiesta la cessazione dell'attività autonoma.

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