Libera circolazione di atti stranieri. I notai sul nuovo Regolamento UE

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Libera circolazione di atti stranieri. I notai sul nuovo Regolamento UE

Sul sito istituzionale del Notariato è stato pubblicato, il 4 dicembre, un nuovo studio – n. 157-2020/A – dedicato al tema “Verso una più libera circolazione degli atti stranieri alla luce del Regolamento U.E. 2016/1191: nuovi casi di esenzione dall’obbligo della Legalizzazione ed Apostille”.

L’elaborato è stato approvato dalla Commissione Affari Europei e Internazionali il 28 ottobre 2020.

Lo studio prende in esame il nuovo Regolamento dell’Unione europea n. 2016/1191, applicabile dal 16 febbraio 2019, emanato al fine di favorire una più rapida e semplice circolazione di alcuni documenti pubblici, e relative copie autentiche, provenienti da un’autorità di uno Stato membro, e che prevede l’esclusione dall’obbligo della relativa legalizzazione/apostille.

Tra gli atti a cui si applica il Regolamento, vengono indicati, esemplificativamente, i certificati di nascita, di matrimonio e di morte.

Alcune considerazioni contenute nello studio si soffermano su cosa sia cambiato dopo la data del 16 febbraio 2019.

E’ in proposito sottolineato come, rispetto alla Convenzione dell’Aja, essa mantenga la sua piena applicazione in tutte le ipotesi non contemplate dal nuovo Regolamento, come nel caso delle procure, e/o riguardanti rapporti con Stati terzi.

Con riferimento agli accordi bilaterali o plurilaterali, invece, la nuova disciplina europea prevale nei limiti in cui si registra un’identità di ambito di applicazione.

Per quanto riguarda la professione, è infine sottolineato come “la possibilità di accedere in modo più semplice a taluni atti/certificati provenienti da Stati stranieri (europei), con una procedura di traduzione agevolata, è di supporto notevole al notariato, considerando i variegati aspetti che caratterizzano la funzione”.

E’ il caso, ad esempio, della trascrizione in Italia di un matrimonio contratto in un altro Paese europeo e della volontà dei coniugi di procedere alla conclusione di una convenzione matrimoniale.

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