Masaf: aiuti alle imprese di pesca per il fermo obbligatorio 2023
Pubblicato il 04 aprile 2025
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È stato pubblicato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) il Decreto Direttoriale n. 142369 del 27 marzo 2025, con cui si dà attuazione alla Scheda d’intervento “Arresto temporaneo dell’attività di pesca”, approvata dal Tavolo istituzionale del FEAMPA 2021/2027 in data 28 luglio 2023.
Il decreto stabilisce criteri, modalità e risorse per l’erogazione di un contributo economico alle imprese di pesca autorizzate all’attività con sistema “strascico”, che abbiano effettuato il fermo obbligatorio secondo quanto previsto dal DM n. 208415 del 18 aprile 2023 e, per la Regione Siciliana, da specifico provvedimento regionale.
A chi è destinato l’aiuto
L’aiuto è rivolto esclusivamente alle imprese di pesca che:
- operano con sistemi di pesca a strascico, comprese le reti a strascico a divergenti, sfogliare, rapidi e reti gemelle a divergenti;
- hanno rispettato il periodo di fermo obbligatorio previsto dal decreto ministeriale e/o dal decreto regionale entro il 31 dicembre 2023;
- hanno mantenuto a bordo il personale imbarcato alla data di inizio del fermo, salvo casi di malattia, infortunio o sbarco volontario.
Copertura finanziaria e base normativa
L’intervento è finanziato con una dotazione massima di 8 milioni di euro, assegnata nell’ambito del Regolamento (UE) 2021/1139 sul Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura (FEAMPA). I fondi provengono dalla:
- Priorità 1: “Promuovere la pesca sostenibile”;
- Obiettivo specifico 1.3: “Adeguamento della capacità di pesca e sostegno in caso di arresto temporaneo”;
- Codice 4, ai sensi dell’art. 21 del Regolamento.
Ulteriori fondi potrebbero essere assegnati in caso di disponibilità residua. Le interruzioni disposte da autorità regionali, invece, sono finanziate con fondi regionali dedicati.
Requisiti di ammissibilità
Per accedere agli aiuti, le imprese devono soddisfare una serie di requisiti rigorosi:
- non rientrare nei casi di inammissibilità previsti dall’art. 11 del Reg. (UE) 2021/1139;
- essere in possesso di documentazione di bordo valida e titolo abilitativo all’attività di pesca alla data di inizio del fermo;
- aver operato in mare per almeno 120 giorni nei due anni precedenti;
- aver rispettato tutte le misure tecniche e l’intero periodo di arresto previsto;
- non aver usufruito di opzioni alternative al fermo obbligatorio (es. art. 8, comma 4 del DM 208415/2023).
Modalità operative: manifestazione di interesse e integrazione
L’accesso al contributo avviene tramite:
- Presentazione della manifestazione di interesse: da inviare tramite l’Autorità marittima competente entro la fine del periodo di fermo e comunque non oltre il 31 dicembre 2023.
- Integrazione online: obbligatoria per chi ha già presentato la manifestazione, da compilare sulla piattaforma telematica predisposta dal Ministero. Le date di apertura/chiusura saranno comunicate con apposita circolare direttoriale.
La documentazione da allegare comprende:
- Le coordinate bancarie del beneficiario.
- La copia della comunicazione all’Autorità marittima in caso di interruzione avvenuta in un compartimento diverso da quello di iscrizione.
Verifiche e controllo
La Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura (DGPEMAC), in collaborazione con le Autorità marittime, verificherà:
- il rispetto dei requisiti tecnici e amministrativi;
- la regolarità dei documenti presentati;
- i dati certificati relativi al fermo.
Graduatoria, selezione e pagamento
Sulla base delle domande ricevute, il Ministero redigerà una graduatoria nazionale che sarà:
- approvata con decreto direttoriale;
- pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e sul sito del Masaf;
- seguita da controlli di primo livello e dall’emissione dei decreti di pagamento.
I criteri di selezione premieranno, tra gli altri, le unità con maggiore potenza installata.
Obblighi, esclusioni e recuperi
I beneficiari sono tenuti a rispettare le condizioni dell’intervento per:
- tutto il periodo del fermo obbligatorio;
- un periodo successivo di cinque anni dalla data di pagamento.
Il mancato rispetto degli obblighi può comportare:
- Rettifiche finanziarie proporzionali alla gravità della violazione.
- Recupero integrale del contributo erogato.
Conclusioni
Il Decreto direttoriale 142369 del 27 marzo 2025 rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere le imprese di pesca nel delicato equilibrio tra esigenze economiche e tutela dell’ambiente marino. Grazie al supporto del FEAMPA, il Masaf promuove una transizione verso una pesca sempre più sostenibile, garantendo al contempo equità e trasparenza nell’accesso ai fondi pubblici.
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