Guida Cndcec: ruoli e procedure dell'Amministratore Giudiziario
Pubblicato il 03 aprile 2025
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Con l'obiettivo di offrire una guida pratica ai professionisti del settore per navigare con facilità dalle fasi iniziali alla gestione effettiva delle procedure, il Consiglio e la Fondazione nazionale dei commercialisti hanno rilasciato, il 28 marzo 2025, una guida intitolata "Gli adempimenti dell’amministratore giudiziario nelle misure ablative", nell’ambito della sezione "Funzioni giudiziarie e ADR".
Ruolo dell'amministratore giudiziario
Nel documento si dettagliano i passaggi chiave che un amministratore giudiziario deve seguire dal momento della sua nomina fino all'eventuale approvazione del suo piano di gestione da parte del Tribunale.
La responsabilità di gestire beni sequestrati, come parte delle cosiddette misure ablative (che includono sequestri e confische di prevenzione secondo il decreto legislativo n. 159/2011, abbreviato come CAM, e altre misure penali previste dalla legge), è affidata a professionisti qualificati.
Questi amministratori, che sono generalmente selezionati tra dottori commercialisti e avvocati registrati nell'Albo degli Amministratori Giudiziari, assumono un ruolo cruciale nel gestire queste complesse operazioni legali.
I commercialisti evidenziano che il ruolo dell'amministratore giudiziario va ben oltre la semplice custodia di beni; si tratta infatti di una gestione attiva e dinamica, che spesso riguarda intere aziende con tutte le loro specificità e complessità. L'amministratore è incaricato di gestire questi beni con diligenza, su mandato dell'autorità giudiziaria, in una funzione che assume connotazioni di un incarico pubblico temporaneo.
Qualificato come supporto alla giustizia, questo professionista diventa una sorta di estensione del giudice stesso, assumendosi responsabilità sia civili che penali per le sue azioni.
Dal punto di vista normativo, si sottolinea che il decreto CAM conferisce all'amministratore giudiziario lo status di pubblico ufficiale, imponendogli l'obbligo di adempiere con scrupolo alle sue funzioni.
Questa qualifica non solo fornisce un'autorità istituzionale significativa al suo ruolo, ma comporta anche un aumento delle responsabilità su fronti civili, penali e contabili.
Fase preparatoria
La fase cosiddetta preparatoria copre il periodo che va dalla nomina dell'amministratore giudiziario fino al giorno in cui avviene il sequestro dei beni e il professionista incaricato ne prende possesso. Questa fase è fondamentale in quanto:
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viene definito il perimetro d'azione. Il professionista esamina il provvedimento giudiziario per capire esattamente quali misure sono state ordinate e su quali beni si applicano;
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si apre la comunicazione con gli attori chiave. Si instaura un dialogo preliminare con figure importanti come il Giudice Delegato, la polizia giudiziaria e, se necessario, il Pubblico Ministero;
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viene effettuata la mappatura dei beni;
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si organizzano le operazioni. Si organizza il team che lavorerà sul caso, si predispongono gli strumenti di comunicazione necessari come l'email dedicata alla procedura, e si preparano le attività logistiche;
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viene preparata la documentazione. Si predispongono tutti i documenti necessari (istanze, report informativi, verbali di riunione, comunicazioni varie) che saranno utilizzati non solo nella fase preparatoria ma anche in quella gestionale, per garantire una gestione efficace dei beni sequestrati.
Rendiconto gestionale
Dopo le decisioni sui sequestri di primo e secondo grado, l'amministratore giudiziario ha 60 giorni dal momento in cui questi provvedimenti vengono registrati per presentare al giudice delegato un resoconto dettagliato della gestione.
Al termine di ogni fase chiave del processo, l'amministratore è tenuto a compilare e presentare un bilancio di gestione, documentando tutte le operazioni eseguite. Questo bilancio deve essere presentato in diverse situazioni specifiche:
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se la misura viene revocata durante il processo, anche solo al primo grado;
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se l'amministratore si dimette o viene rimosso;
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quando termina l'incarico di amministratore giudiziario a seguito di una confisca di secondo grado, perché subentra l'ANBSC (Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati).
Una volta ricevuto il bilancio, il giudice delegato controlla che sia formalmente corretto e che soddisfi gli scopi per cui è stato redatto, ovvero fornire tutte le informazioni necessarie alle parti coinvolte, permettendo loro di fare eventuali osservazioni.
Se il bilancio presenta irregolarità o è incompleto, il giudice chiede all'amministratore di apportare le necessarie correzioni o integrazioni entro un certo termine.
Se invece il bilancio è in ordine, il giudice ordina che sia depositato ufficialmente insieme a tutta la documentazione di supporto e stabilisce un termine, di solito tra 10 e 15 giorni, per presentare eventuali osservazioni o contestazioni.
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