Dal Governo smentito il ritorno dell’Irpef sulle seconde case

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A distanza di pochissimi giorni dal varo del decreto di riforma dell’Imu (Dl n. 102 del 31 agosto 2013, "Gazzetta Ufficiale" n. 204), il Governo interviene di nuovo e, con una nota ufficiale di palazzo Chigi, pone fine alle indiscrezioni di stampa secondo cui si sarebbe dovuto ricorrere ad una nuova tassazione Irpef su seconde e terze case sfitte per far fronte alla copertura finanziaria richiesta dal provvedimento Imu.

Si legge, infatti, che "Palazzo Chigi smentisce le indiscrezioni su nuove ipotesi di tassazione sulle seconde case, per coprire il provvedimento sull’Imu. Tali indiscrezioni si riferiscono a bozze circolate nei giorni scorsi e che non faranno parte del provvedimento che sarà in Gazzetta Ufficiale".

Resta, invece, ancora aperto il dubbio se l’Imu sulle seconde case ci sarà oppure no per l’anno 2014.

Dunque, anche se nella bozza iniziale del provvedimento, il prelievo Irpef del 50% sugli immobili a disposizione sfitti era stato effettivamente previsto per assicurare gli 1,6 miliardi di copertura necessari per il 2014 per garantire la deducibilità Ires e Irpef dell’Imposta promessa alle imprese e ai professionisti, ora si è fatto un passo indietro e contemporaneamente salta, dalla versione finale del decreto, anche l’ipotesi del ritorno dell’Irpef sulle seconde case.

Il discorso, però, non è chiuso. Sicuramente la proposta di un ritorno dell’Irpef sulle seconde/terze case sfitte verrà ripresa in sede di definizione della legge di Stabilità, con cui si dovrà definire il funzionamento della Service tax e la copertura finanziaria per la cancellazione della rata Imu di dicembre.

Al momento si è espressa soddisfazione per questa decisione che, di fatto, va ad eliminare una “ingiustificata asimmetria”  tra gli immobili affittati, sottoposti all'Irpef, e le seconde/terze case sfitte sottoposte all'Imu.

Con l’ingresso della Service tax, poi, si dovrebbe eliminare del tutto l’iniquità introdotta dall’Imu: la Service tax, infatti, dovrebbe essere più bassa e non ricadere sugli affittuari, proprio per rispondere ad esigenze di equità e progressività.

Intanto, non vi è chiarezza sulla tassazione che, dal 2014, graverà sugli immobili diversi dalla prima casa. Si deve studiare il modo di far coesistere insieme l’Imu e la nuova Service tax per evitare che i proprietari di seconde case vengano assoggettati ad una doppia tassazione.

Per quanto riguarda la locazione di immobili a canone concordato, invece, la riduzione dell’aliquota sostitutiva dal 19% al 15% dovrebbe spingere verso un maggiore ricorso alla cedolare secca. Secondo quanto previsto all’articolo 4 della bozza di decreto di riforma dell’Imu, in deroga alle disposizioni dello Statuto del contribuente, la riduzione dell’aliquota potrà essere applicata già a partire dal periodo d’imposta in corso al 31/12/2013, con l’effetto di rendere più conveniente il regime ad imposizione sostitutiva rispetto a quello ordinario non solo per i contratti di locazione in essere alla data di entrata in vigore della nuova disposizione, ma anche per quelli stipulati dopo.
Allegati Links Anche in
  • ItaliaOggi, p. 23 – Irpef e Service tax, dietrofront – Migliorini
  • Il Sole 24 Ore, p. 3 - Salta l'Irpef sulle seconde case sfitte - Rogari
  • ItaliaOggi, p. 24 – Cedolare secca con più appeal - Bongi

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