Cuneo fiscale, fringe benefit e contratto a tempo determinato: cosa cambia

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Cuneo fiscale, fringe benefit e contratto a tempo determinato: cosa cambia

“Nel giorno della Festa dei lavoratori, il Governo sceglie di lavorare”. Lo ha dichiarato il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, nel videomessaggio pubblicato all'esito del Consiglio dei Ministri del 1° maggio 2023, che ha adottato il decreto lavoro e altri importanti provvedimenti in materia di lavoro e per le politiche sociali.

Dal cuneo fiscale ai fringe benefits; dai contratti a tempo determinato agli incentivi all’assunzione di giovani; dall'assegno unico universale per i figli a carico alla sicurezza sul lavoro e alle nuove misure sostitutive del reddito di cittadinanza come l'assegno di inclusione sociale e a tutela del lavoro delle persone con disabilità. Cosa cambia per aziende e professionisti?

Riforma del lavoro 2023: uno sguardo d'insieme

Le misure licenziate dal Governo coprono un ambito di intervento molto ampio e sono racchiuse in tre diverse tipologie di provvedimenti legislativi:

  • un decreto-legge recante misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro e in materia di salute. Il decreto-legge sarà il primo ad entrare in vigore (il giorno stesso o il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) e dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro i successivi 60 giorni;
  • un disegno di legge in materia di lavoro che verrà sottoposto all'esame delle Camere prima di entrare in vigore;
  • uno schema di decreto legislativo in materia di riqualificazione dei servizi pubblici per l’inclusione e l’accessibilità in attuazione che attua la legge delega in materia di disabilità (articolo 2, comma 2, lettera e) della legge 22 dicembre 2021, n. 227). Lo schema sarà sottoposto a parere parlamentare per essere poi definitivamente licenziato dal Consiglio dei Ministri ed entrare in vigore a seguito della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Di seguito forniamo una panoramica dei contenuti della riforma, riservandoci di tornare sui singoli temi con approfondimenti più dettagliati.

Novità del decreto-legge

Con decreto-legge licenziato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone, sono state adottate le seguenti misure urgenti.

Cuneo fiscale

L'intervento più corposo della nuova riforma del lavoro è l'annunciato rafforzamento del taglio del cuneo fiscale (o più precisamente, contributivo) per i lavoratori dipendenti con retribuzione imponibile contributiva fino a 35.000 euro annui.

4 miliardi di euro sono infatti destinati dal Governo ad aumentare di ulteriori 4 punti percentuali, limitatamente al secondo semestre 2023, l’esonero contributivo sulla quota dei contributi previdenziali per invalidità, vecchiaia e superstiti, a carico dei lavoratori dipendenti, come prorogato e aumentato dalla legge di Bilancio 2023 (articolo 1, comma 281, legge 29 dicembre 2022, n. 197).

Pertanto per i periodi di paga dal 1° luglio al 31 dicembre 2023 l’esonero parziale sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico dei lavoratori dipendenti sarà pari a:

  • 7% se la retribuzione imponibile non eccede l’importo mensile di 1.923 euro;
  • 6% se la retribuzione imponibile supera l'importo mensile di 1.923 euro e non eccede l'importo mensile di 2.692 euro.

ATTENZIONE: Secondo quanto riportato nel comunicato stampa, è esclusa la tredicesima mensilità.

Fringe benefit

Solo per i lavoratori dipendenti con figli a carico la soglia dei fringe benefit viene elevata a 3.000 euro per il 2023.

Contratti a termine

Il ricorso a contratti a tempo determinato di durata superiore ai 12 mesi, ma non eccedente i 24 mesi, comprese le proroghe e i rinnovi, viene ammesso solo:

  • nei casi previsti dai contratti collettivi;
  • per esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva, individuate dalle parti, in caso di mancato esercizio da parte della contrattazione collettiva, e in ogni caso entro il termine del 31 dicembre 2024;
  • per sostituire altri lavoratori.

Assegno di inclusione sociale e lavorativa

Addio al reddito di cittadinanza. Dal 1° gennaio 2024, infatti, l'INPS erogherà una integrazione al reddito di importo non inferiore a 480 euro all’anno, esente dall’IRPEF, solo in favore dei nuclei familiari “fragili” vale a dire nuclei familiari con una persona con disabilità, un minorenne o un ultra-sessantenne in possesso di determinati requisiti.

Il beneficio spetterà per un periodo massimo di 18 mesi continuativi, con la possibilità di un rinnovo per ulteriori 12 mesi.

Il nucleo beneficiario dovrà sottoscrivere un patto di attivazione digita le e a presentarsi, ogni tre mesi, presso i patronati o i servizi sociali e i centri per l’impiego per aggiornare la propria posizione.

I soggetti occupabili tra i 18 e i 59 anni non rientranti tra le categorie dei soggetti “fragili” decadono dal beneficio in caso di rifiuto di una offerta di lavoro congrua.

L'offerta è ritenuta congrua se:

  • a tempo pieno o parziale, non inferiore al 60% dell’orario a tempo pieno e con una retribuzione non inferiore ai minimi salariali previsti dai contratti collettivi;
  • alternativamente a tempo indeterminato, su tutto il territorio nazionale ovvero a tempo determinato, anche in somministrazione, se il luogo di lavoro non dista oltre 80 km dal domicilio.

Previsto un esonero contributivo previdenziale per i datori di lavoro privati che assumono i beneficiari della nuova misura nazionale di contrasto alla povertà.

Accompagnamento al lavoro

Viene introdotta inoltre una nuova misura di accompagnamento al lavoro per i soggetti di età compresa fra i 18 e 59 anni in condizioni di povertà assoluta e facenti parte di nuclei familiari privi dei requisiti per accedere al sostegno al reddito.

Si tratta di un contributo pari a 350 euro mensili, erogato per un massimo di 12 mensilità per sostenere l'inserimento lavorativo, anche attraverso la partecipazione a progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive.

I soggetti interessati, in possesso di determinati requisiti, devono registrarsi su una piattaforma informatica nazionale, rilasciare una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e sottoscrivere un patto di servizio personalizzato per ricevere offerte di lavoro o essere inseriti in specifici progetti di formazione.

Incentivi all’occupazione giovanile

Per i datori di lavoro che assumono giovani under 30, non inseriti in programmi formativi e registrati nel PON “Iniziativa Occupazione Giovani”, è riconosciuto un incentivo pari al 60%, della retribuzione erogata per un periodo di 12 mesi.

L’incentivo è cumulabile con l’esonero contributivo giovanile spettante nella misura del 100%, per un periodo massimo di trentasei mesi, e con altri incentivi previsti dalla legislazione vigente.

Assegno unico universale per i figli a carico

La maggiorazione dell’assegno unico universale per i figli a carico prevista per i nuclei familiari in cui entrambi i genitori sono occupati è riconosciuta anche nel caso di genitore vedovo.

Sicurezza sul lavoro

In materia di sicurezza sul lavoro il decreto-legge lavoro licenziato il 1° maggio 2023 prevede, secondo quanto reso noto dal Governo, in particolare:

  • l’obbligo per i datori di lavoro di nominare il medico competente se richiesto dalla valutazione dei rischi;
  • l’estensione ai lavoratori autonomi di alcune misure di tutela previste nei cantieri;
  • l’obbligo di formazione specifica in capo al datore di lavoro nel caso di utilizzo di attrezzature di lavoro per attività professionali e conseguenti sanzioni in caso di inosservanza.

Istituito presso il Ministero del lavoro un Fondo per i familiari degli studenti vittime di infortuni in occasione delle attività formative.

Novità del disegno di legge

Sono invece contenute in un disegno di legge le altre novità in materia di lavoro e pensioni. Per la loro definitività occorrerà pertanto attendere la conclusione dell'iter parlamentare di approvazione. Vediamo di cosa si tratta.

Somministrazione di lavoro

Il disegno di legge in parola propone di abrogare i limiti percentuali relativi alle assunzioni con il contratto di apprendistato in regime di somministrazione e quelli quantitativi in caso di somministrazione a tempo indeterminato di specifiche categorie di lavoratori, tra cui lavoratori in mobilità, soggetti disoccupati non appartenenti al settore agricolo.

L’esenzione dal rispetto dei limiti quantitativi nell’utilizzo di personale in somministrazione è estesa all'ipotesi di personale assunto dal somministratore con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Ammortizzatori sociali

A meno di due anni dal varo della riforma, il Governo torna sugli ammortizzatori sociali per alcuni “ritocchi”.

Ai rapporti di lavoro di durata pari o inferiore a 6 mesi viene estesa l'applicazione della disciplina già prevista per quelli di durata superiore e che prevede che il lavoratore non abbia diritto all’integrazione salariale soltanto per le giornate di lavoro effettuate.

NOTA BENE: Il comunicato stampa diramato all'esito del Consiglio dei Ministri annuncia anche modifiche relative ai fondi di solidarietà bilaterali dal contenuto non precisato. Torneremo sul punto con puntuale analisi.

Periodo di prova

Nel rapporto di lavoro a tempo determinato la durata del periodo di prova è fissata in un giorno di effettiva prestazione per ogni 15 giorni di calendario. In ogni caso tale periodo non può essere inferiore a 2 giorni.

Accertamento di elusioni e violazioni in ambito contributivo

Si propone di rafforzare i poteri di accertamento d’ufficio dell’INPS mediante la consultazione di banche dati interne e di altre pubbliche amministrazioni.

Il pagamento integrale entro 40 giorni dal ricevimento dell’accertamento comporta il dimezzamento delle sanzioni civili. Entro lo stesso termine il contribuente può inoltrare domanda di dilazione.

Eventuali anomalie sono segnalate dall'INPS al contribuente che ha tempo 90 giorni dalla notifica della comunicazione per difendersi segnalando elementi, fatti o circostanze volti a confutare quanto comunicato. La regolarizzazione delle anomalie e il versamento dei contributi entro 30 giorni aprono le porte al pagamento della sanzione civile in misura annua ridotta pari al 2,75% dell’importo della contribuzione dovuta. In caso di pagamento in forma dilazionata, la riduzione della sanzione è subordinata al versamento della prima rata.

Sono previste specifiche disposizioni per l’ omesso o tardivo versamento di una delle successive rate e per i casi di assenza di segnalazioni o di regolarizzazione da parte del contribuente.

Dilazione dei debiti contributivi

Il numero di rate per il pagamento dei premi passa da 24 a 60 mesi.

Ricongiunzione previdenziale dei periodi assicurativi e APE

Viene modificata la disciplina della ricongiunzione ai fini previdenziali dei periodi assicurativi prevedendo che il rendimento previsto sia uguale al rendimento offerto dal sistema contributivo, pari alla media quinquennale del tasso di crescita del PIL.

Vengono uniformati I tempi di presentazione delle domande di accesso ad Ape sociale e di pensionamento anticipato con requisito contributivo ridotto.

Contributo per le assunzioni di persone con disabilità

Si propone di riconoscere a enti e organizzazioni un contributo per ogni persona con disabilità assunta a tempo indeterminato tra il 1° agosto 2022 ed il 31 dicembre 2023.

Caporalato in agricoltura

Istituito il Sistema informativo per la lotta al caporalato in agricoltura.

Novità dello schema di decreto legislativo

Da ultimo, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per le disabilità, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che mira a uniformare le tutele dei lavoratori con disabilità sul territorio nazionale e a garantire l’accessibilità ai servizi forniti dalle pubbliche amministrazioni ai fini della loro piena inclusione.

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