COVID-19 tra proroga del Temporary Framework e Manovra

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COVID-19 tra proroga del Temporary Framework e Manovra

L’emergenza COVID-19 continua e costringe la Commissione Ue a prorogare di sei mesi il regime straordinario derogatorio sugli aiuti di Stato (Temporary Framework) e ad autorizzare i governi a sostenere i costi fissi delle aziende non coperti dalle entrate, fino a un importo massimo di 3 milioni di euro per impresa, ma solo per quelle che non erano già in difficoltà alla fine del 2019.

“Il quadro temporaneo è prorogato per sei mesi fino al 30 giugno 2021 - si legge nel comunicato della Commissione Ue - in tutte le sue parti e la parte finalizzata a consentire misure di ricapitalizzazione è prorogata per altri tre mesi, fino al 30 settembre 2021”.

Temporary Framework

Fino a metà del 2021, dunque, sussidi, prestiti e garanzie dello Stato andranno alle imprese che hanno subìto un calo del fatturato di almeno il 30% rispetto al 2019.

Anche la ricapitalizzazione delle aziende in crisi è autorizzata fino settembre 2021.

I governi potranno coprire fino al 90% dei costi fissi di una piccola e media impresa e fino al 70% di una azienda più grande.

La decisione pone le basi per prolungare, dal 31 gennaio 2021 a fine giugno 2021, le moratorie sui mutui e le garanzie sui prestiti erogate dal fondo per le Pmi e da Sace.

E il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, conferma l’intenzione di farlo.

La Manovra

Intanto si delinea la Manovra, che arriverà il 16 ottobre in CdM.

L’audizione presso le commissioni Bilancio di Camera e Senato del ministro Gualtieri ha fornito qualche indicazione di massima sulle misure.

Per il pacchetto lavoro saranno stanziati 15 miliardi:

  • ci sarà il prolungamento della Cig COVID-19, ma per i settori più colpiti;
  • sarà confermata la riduzione contributiva del 30% al Sud;
  • sarà prorogato il bonus 100 euro per i dipendenti con redditi lordi fino a 40mila euro;
  • saranno incentivate le nuove assunzioni sotto forma di decontribuzione (esonero triennale del 50% per le assunzioni a tempo indeterminato a prescindere dall’età o al 100% in caso di assunzioni stabili di giovani under 35).

Ma verrà rilanciata anche Impresa 4.0 (ribattezzata “Transizione 4.0”).

Non sarà riproposto, invece, il divieto di licenziamento economico.

Il Ministro ha anche detto che per la riforma Irpef bisognerà aspettare il 2022.